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Riti di bellezza economici e consolatori

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Care amiche di salvataggio, in tempi più esaltanti i riti di bellezza erano volti a scopi romantici: conquistare un nobiluomo di campagna (e magari riuscire a farsi intestare un castello); vendicarsi di un consorte ingrato e fedifrago; sconfiggere una rivale  maliarda e perniciosa. Ma in questo decennio triste,  privo di sogni e pieno di debiti, vuoto di significati e ricolmo di fanatismi, parco di uomini munifici e pullulante di psicolabili depressi, perso il fine della cura del proprio corpo, non rimane che il mezzo. Per farla breve,  è meglio sognare una sublime passione comodamente immerse nella vasca da bagno che viverla pericolosamente in un monolocale di periferia pieno di ciarpame e -nei casi peggiori-  di piattole.  Quindi analizziamo con calma e dovizia di particolari il rito da bagno propizio per ogni tipo di femmina, capace di sostituire in ogni momento uno straccio di amante che potrebbe olezzare di stantio.

Bagno mattutino, ideale per mamme casalinghe borghesi teoricamente felici e astrattamente perfezioniste. Hanno lasciato l’attività messa su coi soldi del marito (che da ultimo faceva acqua da tutte le parti) per dedicarsi full immersion alla consacrazione della sacra famiglia, con il magro risultato di agognare a un’unica consolazione pagana, una vasca da bagno firmata dove affogare le frustrazioni e dimenticare lo stress da impegni inutili e pallosi. Sottilmente nevrasteniche già all’inizio di giornata (il marito ha appena protestato per la camicia mal apprettata, i bimbi si sono immusoniti per la merendina ipocalorica, la colf ha continuato a fingere di non comprendere il significato del verbo “pulire”) vedono come un miraggio voluttuoso le ore di coccole balneari domestiche, lontane da orride festicciole a tema, corsi di pittura ecologica e pasti differenziati  -dall’antipasto al dolce-  per l’intera combriccola viziata. Dopo aver spedito al lavoro l’inamidata metà, dopo aver accompagnato all’asilo i pupi molesti, dopo aver salutato con encomiabile gentilezza (e reale disgusto) un tot di signore noiose come la peste bubbonica, sostanzialmente depresse ma intenzionate a mostrarsi entusiaste della loro scelta pro famiglia, le nostre tapine arrivano a casa più sfatte che mai, con un diavolo per capello, bisognose di un bagno-balsamo capace di lenire le pene, con un potente getto di idromassaggio che parta dalla pianta dei piedi e arrivi alla radice del cervello. Per raggiungere uno stadio di benessere mistico bisogna  mettere la testa sott’acqua, chiudere gli occhi,  immaginarsi single in carriera, con un solido reddito e una collezione di amanti da una botta e via. E’ consigliabile eseguire  l’operazione al buio, con i tappi alle orecchie e il cellulare spento: di meglio c’è solo un’isola deserta, irraggiungibile da parenti di primo, secondo e terzo grado.

Bagno pomeridiano, indicato per lavoratrici part time, precarie recidive, artiste vaghe,  libere professioniste così libere da essere praticamente disoccupate.  La mattinata può essere davvero lunga per chi deve fingere di lavorare:  compilare fatture di importi ridicoli (che risulteranno puntualmente inevase), inviare una serie di curriculum a vuoto, scrivere articoli che non verranno pubblicati, ricevere telefonate inessenziali di zie logorroiche, ex fidanzati in crisi d’identità e colleghe specializzate in  progetti generici…ma è il pomeriggio che svela il vero volto, e che mostra il re nudo. Allora perché non starsene a mollo beate, per almeno due ore tonde, ammettendo una volta per tutte che a non fare un tubo la salute ci guadagna? Come scrive una poetessa antifemminista e postmoderna “quando il reddito langue la pelle risplende di turgore immenso”. Per chi vuole ottimizzare, suggeriamo di riempire la vasca di alghe sbiruline e sali del mar morto. La  talassoterapia modella la linea e serve come verifica pretendenti: chi osa abbracciare una simile sirena puzzolente è un uomo ardito, da tenere in massima considerazione. 

Bagno serale, una necessità per la maggioranza di povere diavole perennemente affannate, semi distrutte dal tour de force quotidiano, ingabbiate in lavori monotoni e  nello zoo famiglia; vessate dall’entropia domestica e interdette dalle poche soddisfazioni che riserva la vita della donna  “realizzata” odierna: stipendi che diminuiscono, capi schizzati da calmare  e  mariti mollaccioni da spronare, figli ricattatori da accontentare, colleghi infidi e terrorizzati di perdere il posto. Lungi dall’essere un rito di iniziazione erotica, una preparazione a un’ardita evasione coniugale, il bagno rappresenta un’oasi di pace nel deserto della triste vita della femmina adulta.  Un effluvio di essenze profumate, un bicchiere di champagne o di spumante a seconda delle finanze, una candela di incenso o una canna a seconda delle proprie idee riguardo le droghe leggere,  e parte il film in technicolor: una fuga alla Thelma e Luise, dove per finale non si prevede un burrone ma una pista di decollo, per volare via  leggere come piume, con il sorriso delle possibilità ancora intatte dipinte sul volto.

Buona settimana felice a tutte!

Commenti

  1. 26 gennaio 2015 / ore 14:03
    lorenza

    Io ho trovato un mio personale modo di evadere che consiglio vivamente alle gentili lettrici del blog: visione serale, in tutta calma, di serie tv americane con protagonisti che “meritano” parecchio. Vedi Matthew Mcconaughey in True Detective e Jamie Dornan in The Fall…
    :-) In pratica un “rifarsi gli occhi”…

  2. 26 gennaio 2015 / ore 19:12
    Alessandra Appiano

    Un modo di rifarsi gli occhi naturale ed economico! Baci baci Ale

  3. 6 febbraio 2015 / ore 20:58
    olga maria

    il mio rito purificatorio inizia la mattina con la lavata di testa,,,che contempla tre o quattro insaponate alla testa causa dei capelli che sono come l’olio , non capisco perchè uno shampoo mi dura quattro giorni e non un pò di più ….il bagno la sera è più raro….

  4. 26 aprile 2015 / ore 18:58
    nicoletta

    perchè non fare come me? mi sto creando una rendita nel campo della bellezza per potermi dedicare a tante coccole mentre le altre corrono come matte per stare dietro a tutto…2 anni di impegno per poi dire addio al lavoro in ufficio

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