Invitatevi alla vostra festa ogni sacrosanto giorno dell’anno

8marzoCare amiche di salvataggio, l’8 marzo è alla porte, con il suo tripudio di mimose (in verità, un tantino puzzolenti) e festeggiamenti coatti. E siccome parrebbe riduttivo limitarsi ad assistere a uno spettacolo di spogliarello maschile (il massimo del trash e il minimo della vita) o, peggio ancora, a sorbirsi tra gli sbadigli la proiezione delle 50 sfumature più inflazionate del technicolor, vi propongo di contrattaccare con un programma rivoluzionario. Che prevede di festeggiarsi, con o senza marito, con o senza spasimanti, con o senza soddisfazioni (personali e professionali) ogni sacrosanto giorno dell’anno, tenendo il punto, scrivendo ogni giorno in agenda “sono la regina di me stessa”. Ecco un vademecum di suggerimenti per rendere la vostra vita un party a sorpresa permanente.

Lo dicevano anche gli antichi: Mens sana in corpore sano. A seconda delle vostre possibilità regalatevi un ciclo di massaggi rilassanti o drenanti, un abbonamento in palestra, un corso di zumba o di yoga, una maschera allo zenzero o una crema miracolosa (far finta di crederci aiuta), una visita dal dietologo o dall’erborista. Trovate sempre il tempo per cinque minuti di meditazione zen dove ripetere la frase mantra: “sono perfetta e meravigliosa così come sono”, una frase che potete sciorinare anche chiusa nel cesso dell’ufficio, possibilmente usando un tono di voce basso.

Naturalmente chi non vi ama non vi merita. Sembra una banalità, ma debellare conoscenti tossici e colleghi petulanti dalla lista dei finti amici è una missione possibile. Una festa per sottrazione, una delle meno costose al mondo. Sostituite il fidanzato spocchioso che vi fa sentire inadeguate con un cucciolo di cane, meglio se adottato in un canile. L’amore incondizionato degli animali è la ciliegina sulla torta del party a sorpresa.

Fate sempre le commissioni a piedi o, se siete più temerarie, andate al parco più vicino a casa a correre per mezz’ora, tutti i giorni. In casi molto fortunati, potete raccattare qualche tipo interessante (di solito, con un cane al guinzaglio). E se sgarrate, non vi colpevolizzate e ricominciate come se niente fosse il giorno dopo.  Il moto libera dalle tossine (e dalle ossessioni) e chiarisce le idee. Invece evitate di correre dietro  un uomo che non vi vuole: non alza i glutei e abbassa l’autostima.

La qualità dell’esistenza raramente dipende dal conto in banca. Ma dalla fantasia con cui si affronta la vita, senza incatenarsi a finti doveri. Se siete casalinghe per scelta o di ritorno (purtroppo vi siete ritrovate disoccupate) ricordatevi che c’è sempre una biblioteca fornita di libri meravigliosi da leggere; c’è sempre un film da andare a vedere, magari al pomeriggio quando costa meno; c’è sempre un modo per riuscire a coltivare i propri interessi a costi irrisori. Un sistema infallibile per conoscere nuove strepitose amiche di salvataggio (in situazioni rare, anche uomini passabili).

Non usate la scusa del lavoro fagocitante per essere sempre arrabbiate e sciatte. Per prima cosa, ringraziate la sorte per avercelo un lavoro, di questi tempi. La gratitudine dispone al sorriso, che dona gratis. Vestitevi ogni mattina come se doveste andare a un incontro importante, e non al patibolo delle incombenze. Aspettatevi sempre che possa accadere qualcosa di straordinario, non dico che il capo si trasformi di botto in Matthew McConaughey ma almeno che il fattorino vi porti le margherite di uno sconosciuto o che la pasta della mensa non sia  scotta (se è scotta convincetevi che è utile alla causa della cura dimagrante).

Truccatevi e pettinatevi con cura, anche per andare al supermercato (dove si possono fare gli unici incontri reali in tempi troppo virtuali). Dopo esservi guardate allo specchio dell’ascensore, se siete sole, fatevi un bel fischio. Se scende con voi il vicino di casa, buttategli lì un complimento, che dovrà per forza contraccambiare. I complimenti sono come le ciliegie, uno tira l’altro, costano pochissimo e fanno benissimo.

Ogni giorno ripetetevi la domanda chiave, il biglietto di invito per la vostra festa permanente: sono felice? Se non lo siete da troppo tempo andate alle radici del malessere. State cadendo nella trappola della competizione, del carrierismo astratto, degli obblighi forzati? Cercate di calibrare ambizione, perfezionismo e umanità perché arrivare alla meta da soli (e stremati) risulta un triste traguardo. E imponetevi dieci minuti quotidiani di risate liberatorie (meglio se con le amiche): la vita non è mai così seria come la facciamo noi.

Affrontare le cose spiacevoli (bollette da pagare, fatture inevase, visite mediche) una alla volta, senza strafare. In mezzo alle cose spiacevoli, mettere sempre una cosa piacevolissima (tazza di cioccolata fumante,  baratto party con le amiche, un’ora stravaccate sul divano, a vedere  l’ultima serie americana in tv, meglio se con Matthew McConaughey).

Chiedere scusa, alla mamma, al nonno, al gatto, alla portinaia, con semplicità, tutte le volte che si sbaglia, si perde la pazienza, si diventa intrattabili e maleducati. I risultati sono immediati: l’orgoglio è un rallentatore dei rapporti e un moltiplicatore dei problemi. Complica tutto, senza produrre niente di socialmente utile.

Difendete angoli di sana  frivolezza,  evitate di immedesimarvi troppo nei ruoli, giocate al gioco della meravigliosa ragazza che vi immaginavate di diventare. Date spazio ai personaggi dell’immaginario infantile, quando il lieto fine delle fiabe sembrava sempre possibile. Ogni giorno scrivete sulla vostra agenda: e visse felice e contenta.

Non smettete mai di credere nel potere salvifico della solidarietà femminile. E non dimenticate mai che la cura più efficace contro i radicali liberi e lo scoramento improvviso sono le amiche di salvataggio. Per sentirsi invitati alla festa della giovinezza non occorre un baby fidanzato (o peggio un baby spogliarellista) ma una coetanea con cui ridere e sdrammatizzare. Ammettere con ironia le proprie magagne  (fisiche e non) è il più bel mazzo di mimose da mandarsi ogni giorno. Non appassisce e profuma di allegria.

Buona festa permanente a tutte!