Diversi modelli di carburazione sentimentale

GM-cerino

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Care amiche di salvataggio questa settimana vi sottoporrò un problema in apparenza minimale, nella realtà insidioso e assai rischioso. Il diverso modo di combustione nel rapporto uomo donna. Modello fiocco azzurro: fiammifero minerva.  Modello fiocco rosa: antica caldaia Riello.  E non parlo delle solite cose terra terra, cioè di sesso. Lo sapeva anche la mia prozia Petronilla, che quando noi siamo solo alle patatine dell’aperitivo, loro sono alla frutta candita. In questo post, mi vorrei limitare a una questione squisitamente esistenziale: i diversi modi di partire per la tangente in caso di innamoramento, o se preferite, del fatidico colpo di fulmine.

Quando un fiocco azzurro conosce una ragazza che gli piace e lo intriga, parte come un razzo in missione su Marte. Consuma tutte le sue cartucce, e nel giro di due o tre settimane, spara ogni mortaretto (se supera le quattro settimane è un caso clinico, da studiare in laboratorio). A seconda delle sue finanze manda rose rosse o ruba margherite, regala profumi o sacchetti di lavanda; in ogni caso invia centinaia di sms con emoticon di contorno, si scatena su  Facebook con foto e cuoricini trafitti, frasi spiritose e dichiarazioni d’intenti. Ogni giorno si presenta con un pensierino diverso: un invito a una mostra, una giraffa di peluche o un nastrino fosforescente da mettere nei capelli lucenti. Alla sera, un tripudio di ristoranti etnici e localini trendy…Ed eccoci alle dolenti note, ovvero alle reazioni della caldaia Riello. Più che travolta dalla passione, sembra frastornata da tanto casino, anzi a tratti pensa che il ragazzo sia un po’ toccato in testa. Da inguaribile imprevidente, non si rende conto di quello che sta per accaderle,  ovvero “la sindrome dello scoppio ritardato”.  Quella sindrome per cui noi donne passiamo fatalmente dalla indifferenza alla compassione, dalla simpatia fino alla tenerezza, e ancora ancora  fino ai peggiori deliri, quando cominciamo a pensare che lui senza di noi sarebbe un uomo perduto.  Raccontiamo alle nostre amiche che non possiamo lasciarlo solo, davvero, morirebbe di crepacuore. La dura realtà è che:

- Noi ci stiamo cuocendo a fuoco lento, come pere.

- Lui la sua fiamma l’ha già finita. E’ un Minerva usato. Non si può più accendere.

Esempio pratico: mentre noi stiamo pregustando una magica notte d’amore, lui sta rievocando quella mitica partita di calcetto con gli ex compagni del liceo. Insomma, del gelato non ce n’è più. Noi, non appena ce ne accorgiamo, cominciamo a comportarci in maniera incresciosa. Altro che britannico self-control: lamentele, recriminazioni, “mi avevi detto”; “mi avevi promesso”; “prima non facevi così”…Il nostro minerva usato è a dir poco stupito. Qual è il problema? E’ chiaro che lui scherzava. Erano manfrine, non poteva durare a lungo. E candidamente confessa: “Perché dovrei fare ancora tanta fatica? Oramai sei la mia ragazza!”

Il ragionamento, in verità, non fa una grinza. Non possiamo certo incolpare il nostro minerva di essersi comportato da minerva. Come al solito siamo illogiche, oltre che ingrate. Per cui, consoliamoci con queste due considerazioni

- E’ già una fortuna che un trascurabile fiammifero riesca a innescare un processo di combustione in noi, complicate caldaie.

- Se è vero che una caldaia non è in capace di autoalimentarsi, come il sole e altre stelle, è anche vero che un minerva non è una torcia, capace di bruciare per giorni interi. A meno di usarne diverse centinaia di scatole, anzi migliaia. Un esperimento che in tutta onestà non me la sento di consigliare.

Invece vi consiglio il divertente (e terapeutico) romanzo di Cecelia Ahern Innamorarsi istruzioni per l’uso (Rizzoli). Che racconta la storia di Christine, una trentenne fissata coi manuali di autoaiuto (da cui non ha cavato un ragno dal buco) che trova la risposta ai suoi dubbi esistenziali in Adam, un uomo che sta per suicidarsi, buttandosi  giù da un ponte di Dublino. Con lui (che naturalmente è fascinoso e bellissimo) stipula un patto:  ha solo due settimane di tempo per convincerlo che non è mai troppo tardi per potersi innamorare ancora. Soprattutto della vita, che ci sorprende sempre, e che ci insegna a ricominciare a sperare quando meno ce lo aspettiamo.

Buona settimana felice a tutte!

Speciale 8 Marzo Festa della Donna su Giorni Moderni
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