Donna Moderna

  •   
  • Twitter
  •   
  • RSS

Da quasi  quattro mesi, Roberta Ragusa è al centro della attenzione dei media. E dunque,della nostra attenzione.

E’ scomparsa senza lasciare traccia. Solo una agenda,dove ha scritto: “Tragedia caduta dalle scale” e una lista della spesa ferma a tre cose da comprare.

Il marito non si ricorda se Roberta c’era, quella notte, nel letto accanto a lui. I figli grandi la ricordano amorosa con loro. Le amiche dicono che voleva separararsi ma non aveva il coraggio. C’è di mezzo una baby sitter trattata come una figlia,  diventata amante del marito di Roberta e rimasta come impiegata nella Autoscuola di famiglia.

Mezza Italia vede Roberta: al bar, in una agenzia di pratiche automobilistiche,per strada. Poi si accorge che era una sosia o anche, solo, una favola.

Perché ci appassiona così questa storia?

Perché, io credo, sparire senza lasciare traccia è l’incubo che ci atterrisce. Roberta si è perduta in fondo ai pensieri di tanti di noi. Dentro quel buio fatto di silenzi dolorosi, di menzogne in pubblico, di tragedia, che ci pare sempre in agguato, anche nelle nostre vite normali.

Cosa ne pensi tu?

1 commento

Ségolène Royal ha corso e perso contro Sarkozy le Presidenziali di Francia.

La sua strategia politica fu giudicata inesistente, il suo programma era il  seguente: scegliete me perchè sono una donna.

Si capisce, umanamente, la sua rabbia di adesso: il suo ex marito Francois Hollande diventa Presidente dei Francesi martedì prossimo, e accanto a lui non c’è Ségolène, ma la compagna degli ultimi dieci anni, una giornalista che era prima amica della coppia e poi, o forse durante, si innamorò, ricambiata, del marito. Valerie Trietweiler viene da una famiglia poverissima, si è fatta da sola la sua carriera e l’ha interrotta quando è divenmtata compagna del politico Hollande.

Ma la rabbia non giustifica, secondo me, il pessimo esempio che sta dando Ségolène Royal.

Ha appena detto che i figli (4) non parteciperanno alla cerimonia di insediamento,come è d’uso e come certo gioverebbe alla immagine del Presidente Hollande.

Dice che gliel’hanno chiesto i figli e che, nella carriera Presidenziale del marito, “la famiglia non c’entra”.

A me pare l’ennesimo modo in cui una donna frustrata sfoga la sua rabbia usando i figli come armi contro il marito.

Credo che la pochezza di questa donna si certifichi da sè.

Cosa ne pensi tu?

7 commenti

Al processo per la morte della bambina Sarah Scazzi, ogni udienza diventa teatro. Stiamo lì a guardare, e tutto quel buio, quel dolore, ci entrano nei pensieri.

Perché piange Sabrina Misseri?

Sabrina che ha pianto pochissimo,mai nei primi giorni, mai durante la “scomparsa” della cugina piccola, quella che la considerava la sua protettrice, il suo modello, che la venerava.

Sabrina che quando la cliente-amica Pisanò racconta ai giudici quello che si dissero (“dopo sette ore di interrogatorio ti vine di dire la verità, ma io non l’ho fatto”), finalmente piange.

Le lacrime,tutte,sono un mistero. Arrivano da una parte di noi che solo così si fa conoscere. E fare ipotesi sulle lacrime di un altro è imposisbile.

Si puo’ solo “sentire”.

Dunque, magari sbaglio e chiedo scusa, vorrei condividere con voi questa riflessione.

A me pare che Sabrina Misseri pianga per sé.

Piange su di sé, sul suo dolore, sulla sua sofferenza. E’ umano, è normale. La pietà che facciamo a noi stessi ci viene facile.

Ma stringe il cuore confrontare queste lacrime su di sé, così sofferte, con la dura faccia dei giorni in cui Sabrina non era indagata, quando le lacrime parevano uno sforzo  e più del pianto c’era il fazzoletto portato sugli occhi, come si deve fare quando muore la tua cugina.

Non so.

Cosa ne pensi tu?

16 commenti

Sono appena tornata dal servizio ai Malati a Lourdes. Cinque giorni soltanto, in un anno intero, non è un merito per niente.

Ma ve lo racconto perchè considero il nostro blog un posto dove si condividono esperienze e opinioni.

Lo faccio per la prima volta, dopo 14 anni.Non so perchè.

Ed ecco i miei motivi, alla rinfusa.

Vado a Lourdes per Luigi, che è spastico dopo un incidente di motorino avuto a 17 anni e ha un sorriso così pieno di gioia che scalda più di un termosifone. Luigi  non puo’ più parlare,scrive solo con l indice intirizzito sms. Ma quando Giuseppina gli ha raccontato del suo figliolo,morto giù da una scala  su un cantiere privo di sicurezza, Luigi l’ha abbracciata così stretta che lei è riuscita a piangere per la prima volta,dopo tredici anni dall’incidente.

Vado a Lourdes per Emma, che diceva a tutti di non avere figli. Perchè Roberto era troppo dolore da spiegare,troppo dolore da riconoscere. Paralizzato e reso muto e spastico da un vaccino fatto a due anni, ora è un uomo di trenta. Emma spinge adesso la sua barella a Lourdes e lo presenta con un amore fiero e sorridente.

Vado a Lourdes per Monica,che è albanese e che alla Sorella che la vestiva ha detto “Nessuno mi ha mai vestita così,nemmeno quando mi sono sposata”. Per Concetta, che ha voluto una fotografia per far vedere al paese che mangiava seduta a tavola e servita e imboccata.

Vado a Lourdes per la gioia, per come è facile dare e ricevere amore,a Lourdes.Facile come bere l’acqua delle fontane. Vado a Lourdes perchè è il mondo come potrebbe essere.

E porto nel cuore l’immagine di una Festa dove Malati con le carrozzine ballavano con Sorelle e Barellieri ,al quinto piano dell’Ospedale, battendo  tutti insieme le mani al ritmo di canzoni libanesi così allegre che abbiamo fatto mezzanotte….

Cosa ne pensi tu?

22 commenti

Magari sbaglio, ma ho l’ impressione che gli sciupafemmine siano in crisi.

Non per questioni di numeri,dato che le donne continuano a essere, nei paesi privilegiati, molto più numerose dei maschi.

È secondo me una congiungura di mercato.
Lo sciupafemmine non è più richiesto come una volta.
Le donne ridono di lui mentre cenano tra amiche,mentre giocano a tennis tra amiche,mentre pianificano le vacanze tra amiche.
Lo sciupafemmine ancora non se ne e’ accorto. Continua a fare il bello e maledetto,a guardare in tralice attraverso il bicchiere di mojto,  scende dalla moto o dal tram con la stessa indolenza, sta li a farsi guardare. Per non dire degli sciupafemmine che di mestiere fanno impresa o finanza o banca ,abituati a essere seguiti da codazzi di donne adoranti in cerca di status symbol, che adesso vagano persi all ora dell’aperitivo ,incapaci di farsene una ragione.

Ne conosco uno,particolarmente sincero o forse particolarmente vanesio,che mi ha detto di aver avuto “duecento o trecento ” amanti. Il fatto che la sua vaghezza gli facesse cancellare di colpo un centinaio di donne mi ha fatto ridere.
E mi sono messa a ridere.
Mandandolo in crisi.

Mi spiace per gli sciupafemmine. Abbiamo imparato a stare da sole e ormai sappiamo scegliere.
Ci piacciono gli uomini, non le caricature.
Anche Johnny Depp, va detto, ormai sembra un impiegato delle Poste, altro che Pirata dei Caraibi.
Cosa ne pensi tu?

14 commenti

Gli italiani alla riscossa.
Fosse un film western di quelli prima di “Soldato blu”, sentiremmo la trombetta che suona la carica.
Penso che nemmeno Enrico Bondi se lo aspettasse:  40.000 messaggi per denunciare gli sprechi scritti in un solo giorno.
Significa che gli Italiani erano li’ che aspettavano solo l ‘ occasione per farlo.
Significa che tutti ci sentiamo coinvolti, che tutti vogliamo dare il nostro contributo a risanare lo Stato.
Significa che sta crescendo una coscienza civile che finalmente non applaude piu’ i furbi,ma li indica a dito e li disprezza.
Significa che ciascuno di quelli che hanno inviato un messaggio, crede nello Stato.

È un punto di partenza.
Ma io credo che sia l’unico da cui si può costruire una Italia nuova, serena, onesta, che crede nel lavoro,nel senso del dovere e nel principio di responsabilita’.
E adesso dimostrateci che il cambiamento comincia.
Io ci credo, negli Italiani onesti.
E tu cosa ne pensi?

22 commenti

Ho visto il duello televisivo tra Hollande e Sarkozy e sono certa che abbia già vinto Hollande.
Perché tutti i francesi si sono fermati per guardare le quasi tre ore del duello televisivo. E la maggioanza degli indecisi si è decisa sulla base di quello che ha visto.
E cosa ha visto?
Hollande calmo,serio, tranquillo,ben appoggiato alla sua sedia, mai gesticolante, mai arrabbiato.
E, dall’ altro lato del lungo tavolo rettangolare, Sarkozy che si protendeva in avanti, che si agitava sulla sedia, che gesticolava, strizzava gli occhi, con le spalle scosse da un tremito incontrollabile, con le braccia intirizzite da un tic.

Penso che pochi tra i milioni di spettatori che si sono incollati al video, spesso organizzando appositi party elettorali, si siano dati la pena di ascoltare.

L’immagine era così forte che bastava e avanzava.
Da un lato il Presidente che rinculava, si difendeva come poteva, spesso alzando le braccia come se gli arrivasse addosso una scarica di pugni.
Dall’altro uno sfidante calmissimo, sereno, che pianamente metteva nell’angolo l’avversario.
Hollande ha vinto mercoledì sera, secondo me.

Cosa ne pensi tu?

3 commenti

Aveva 19 anni e studiava ragioneria, Nikki de Stefani. È morto di droghe e alcool, una sera qualunque, in una discoteca qualunque.
Ecstasy, che nome idiota. Se si chiamasse Veleno o Morte i ragazzi magari la prenderebbero lo stesso, per fare i Grandi, ma almeno avrebbero paura.

Paura, invece, i nostri figli non ce l’hanno quando vanno in discoteca. Non pensano mai che potrebbero uscire morti dalla stessa porta dove sono entrati ridendo con gli amici del gruppo.
E allora io mi domando se non bisognerebbe dirglielo.
Noi genitori lo facciamo già.
Chi invece non lo fa sono i gestori delle discoteche.

Perché non obbligare ogni discoteca a far dire al dj ogni, per esempio, 30 minuti una frase che metta in guardia contro i pericoli della ecstasy? E magari lo faccia nell’unico modo che coi ragazzi funziona, ovvero prendendo in giro chi se la spara?
Una frase semplice, tipo SE SEI IDIOTA TI FAI DI ECSTASY, però detta usando il gergo dei ragazzi, che i dj conoscono meglio di tutti.
Vi sembra ragionevole?

Vogliamo, tutti insieme, provare a chiederlo?
penso che lo dobbiamo a Nikki, a tutti i ragazzi che di extasy sono morti perché non sapevano che fa morire.
Cosa ne pensi tu?

11 commenti

Credo che per salvare le donne ammazzate da mariti,comapagni, amanti ,in un numero che cresce spaventosamente,e ufficialmente e’ di 54 dalll inizio della anno, ma sono certa che la realta’ sia ancora peggiore, servano gli uomini.
La nostra mobilitazione e’ necessaria ma gli striscioni non bastano.
Né bastano le firme sotto gli appelli pubblici, che siano di Camusso o di Polverini, le firme, secondo me, servono solo a chi ce le mette,perche firmare un appello contro la violenza e’ ovvio.
Nemmeno merita un articolo,secondo me, un appello contro la violenza.
A Firenze si dice: lascia il tempo che trova.
Appelli e manifestazioni se ne fanno da anni,ma nulla e’ cambiato.
Anzi la situazione e’ sempre piu’ tragica.
E’sugli uomini che bisogna intervenire,prima che da disperati diventino assassini.

Invece di firmare appelli, creiamo gruppi di ASCOLTO ANONIMO PER UOMINI .
Facciamo in modo che ogni quartiere,,ogni paese , abbiano un posto dove uomini che sentono di non controllare piu’ la loro relazione con la compagna della loro vita possano ricevere l ‘aiuto di specialisti,avendo la certezza di non essere identificati.

Facciamo una campagna mediatica per spiegare ai maschi che chiedere aiuto non e’ vergogna.

E, per dissuaderli prima, usiamo il metodo con cui il Sindaco Giuliani ha cambiato la vita di New York.
Ogni reato minimo parificato al piu grave.
Una denuncia per percosse,accertata, sia giudicata per direttissima lo stesso giorno e il colpevole chiuso in prigione per 2 anni.
Ogni sentenza  riceva i titoli di apertura dei telegiornali.
Entri nella testa dei maschi violenti la certezza che anche un solo schiaffo li fa finire in prigione per 2 anni.

Ascolto e punizione rapidissima della minima percossa.
Enorme risonanza mediatica alle sentenze .
Io credo che solo cosi potremmo farcela.
Per questo non firmerò nessun appello.

Cosa ne pensate?

15 commenti

Ho sentito per radio la voce della mamam di Daniele Franceschi.

Daniele Franceschi era un operaio di Viareggio, è morto a 36 anni in una cella del carcere di Grasse,nel paesaggio magico della Costa azzurra. Aveva usato al casinò di Cannes una carta di credito falsa.

La sua morte, certificata il 25 agosto del 2010, è stata finora un mistero senza colpevoli.

La mamma di Daniele però non si è data pace. Ha pianto, ha domandato: e non ha avuto risposte. Da allora, questa mamma si batte  da sola e contro tutti i poteri, con una determinazione e una forza che stupiscono.

Si è incatenata davanti all?Eòliseo,un anno fa.E adesso arrivano i risultati di questa battaglia. Finalmente un giudice ,Cristoph Morgan ,ha svolto le indagini senza avere paura e ha appena incriminato per omicidio involontario il medico e due infermieri  della prigione.

Daniele lamentava da due giorni dolori al petto, morì d’infarto perchè non venen curato.Questo dice la perizia medico legale.

Arrivata dopo 2 anni da quella morte che era stat liquidata come “accidentale”.

La mamma di Daniele si chiama Cira Antignano.

Finchè non i colpevoli non saranno condannati, Cira  Antignano ha detto che non si darà pace,non smetterà la sua battaglia.E’ pronta a incatenarsi di nuovo davanti al nuovo Presidente di Francia.

Vorrei che tutti le stessimo accanto.

Non sei più sola ,Cira.

Cosa ne pensi tu?

10 commenti