Il governo ha annunciato una inchiesta sui crolli dei capannoni.

In 40 anni i terremoti hanno fatto danni per 147 miliardi.

Ne sarebbero bastati 25 per mettere in sicurezza case e fabbriche e scuole e uffici.

Perché non si parla di prevenzione ?
Perché si parla solo di “emergenza”?
E perché con la scusa della “emergenza” si evita di cercare le reponsabilità?
“Dobbiamo stare uniti”, “è il momento del dolore”, “no alle polemiche” .

Belle frasi che servono a lavarsene le mani.

Se non preveniamo e non puniamo chi ha responsabilità, noi uccidiamo le vittime due volte.

Lo dico forte e chiaro.

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Il 2 giugno, come ce lo ha restituito il Presidente della Repubblica, Ciampi prima e Napolitano poi, è più di una Festa. Secondo me.

È il segno forte che l’Italia esiste, è unita e si riconosce nella idea della Repubblica. La parata militare è la sfilata di un esercito di pace, dove italiani di tante regioni differenti si incontrano e lavorano insieme per un ideale. Il 2 giugno l’Italia riconosce e applaude l’idea dell’Italia.

Adesso, che c’è il terremoto in Emilia, adesso che c’è il “terremoto” nella gestione di alcune banche, di alcune regioni, adesso che i politici non hanno  saputo  dimostrarci che la Politica  cerca il Bene Comune, io penso che la Festa  debba esserci.

Ridotta. Simbolica.

Molte spese sono già state fatte: le Tribune, per esempio. Su quelle dove si può risparmiare, si tagli.

Tocca ai politici dare immediatamente  un altro segnale forte:

per fronteggiare il “terremoto” d’Italia, subito votino l’abolizione totale  del finanziamento pubblico ai partiti (stabilito da un Referendum mai applicato) e il dimezzamento del loro stipendio e del loro numero.

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Sono le una di notte, sto ascoltando i telegiornali. Li sto guardando. Ci sono questi visi di persone per bene, questi occhi pieni di lacrime, c’ ê un operaio indiano che dice strusciandosi la faccia con il pugno “Ho un bimbo di 14 mesi, voglio tornare in India”.

C’è una signora, con i riccioli della permanente, che piange seduta su una pamchina e racconta del parroco che è voluto andare a salvare la statua della Madonna dalla chiesa in macerie ed è arrivata la scossa,quella cattiva, quella che ha fatto crollare gli edifici già crepati. È morto.
C’è una ragazza con un golf azzurro che dice guardando fisso la telecamera : ” Deve  smettere perchè così non ce la facciamo “.

E io penso che sono qui, dentro la mia casa, e non è detto che non arrivi anche qui il terremoto, non è detto che non succeda. Penso che questi visi onesti, questi visi pieni di dignità e di angoscia, potrebbero essere il mio.
E poi capisco questo e questo voglio  condividere con voi:  che io sono uguale a loro, e loro sono uguali a noi.
Sento la conduttrice del tg che dice “Non si possono.  escludere  altre scosse” e penso a tutti quelli che adesso sono svegli nei campi profughi, a quelli che stanno stesi sulle brandine da campo con gli occhi aperti contro la notte.
I tg passano le immagini   che corrono sulla rete. C’è un ufficio, vuoto, le scrivanie rovesciate dalle persone che sono scappate e si sente un boato spaventoso, che, ora lo so, è il rumore del terremoto.

In televisione, stanno facendo naturalmente la raccolta dei fondi, ogni sms vale due euro.
So che raccoglieranno tanto denaro, so che ciascuno di noi scriverà quell’sms.
Ma allora perché mi sento così inutile, perchê sono così inutile?
Possiamo fare, credo, solo una cosa in memoria dei morti:  pretendere con efficacia e con durezza che i capannoni dove si lavora siano messi in sicurezza per legge, pretendere pene certe per chi costruisce con la carta velina.
E pregare.
E abbracciare.
Non siete soli, amici sconosciuti e cari che ora state soffrendo in Emilia.
Non siamo soli.

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Ancora una scossa, forte, quasi 6 gradi di potenza e ancora morti.
Ancora tanti operai che erano tornati al lavoro dentro i capannoni, e un ingegnere e un parroco che dovevano verificare i danni. Tutti morti.
Stamattina, un bacio alla moglie, ai bambini e poi al lavoro.
Non torneranno più a casa.

E la paura che arriva dentro le case di Milano, di Genova, di Bologna.

Perché questo terremoto ci riguarda tutti?
Non per una questione di geografia, o di rischio sismico, e basta.
L’Italia sta al centro del Mediterraneo come una zattera ancorata su faglie che si spalancano all’improvviso: questo ci dicono i sismologi.
Che purtroppo prevedere non sanno.

Ma noi, tutti, possiamo fare qualcosa. Possiamo fare molto.
Abbraccio chi patisce il dolore assoluto di perdere chi ci ama e chi si ama, di perdere casa e luogo dove si lavora ,di diventare naufraghi dentro la vita quotidiana.
E chiedo scusa.

Domando un segno forte della Politica, adesso.
Domando che da domattina il Parlamento legiferi per la messa in sicurezza antisismica.
Delle nuove costruzioni, tutte.
E delle vecchie, con particolari sostegni e sgravi fiscali da parte dello Stato.
Con penali per chi non si adeguerà.
E si stabilisca anche la pena per chi viene giudicato colevole di aver costruito imbrogliando sui materiali e sugli obblighi di legge.
Che chi ha costruito, avvallato, collaudato costruzioni che crollano come se fossero di carta, non possa più farla franca.
E che chi ruba e lucra sulla ricostruzione, venga punito senza sconti di pena e venga interdetto a vita.

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Leggo che gli imputati per abusi sessuali sui bambini  dell’asilo di Rignano sono stati assolti.

I giudici  ci hanno messo 6 anni a fare il processo.

6 anni.

Nel 2006 ,un gruppo di genitori denunciò gli abusi. Le maestre (Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia del Meglio), il marito di una di loro (l’autore tv Gianfranco Scancarello) e la bidella (Cristina Lunerti) vennero rinviati a giudizio.

Adesso alcuni parlano di “caccia alle streghe”, altri di legalizzazione della pedofilia.

Io non ho risposte.

Ma ho parecchie domande.

Il giudice ha stabilito che i genitori, incontrandosi prima della denuncia, si erano messi d’accordo. A me pare normale che, di fronte a un fatto come l’abuso sessuale dentro un asilo,i genitori si confrontino tra loro. E’ un complotto? O  è normale ricerca di verità?

Nelle case di alcune maestre furono trovati centinaia di pelouches: è normale?

I bambini che  testimoniarono non furono filmati con telecamere nascoste: chi è il responsabile di questa gravissima omissione, che garantisce l’assoluzione? Vorrei sapere il nome.

Il giudice dice che l’influenza degli adulti con “domande suggestive” è provata in due casi. E’ provata anche la presenza di traumi psicologici e irritazione  intorno agli organi  sessuali di questi poveri bambini. Secondo il Giudice, chi è responsabile di  questi trauni e di  queste irritazioni?

Il pubblico Ministero aveva chiesto condanne fino a 12 anni.

E’ stato trasferito alla Procura di Castellamare di Stabia. Chi lo sostituisce  dice “Valuteremo, gli abusi sessuali non sono reati come gli altri,non ci aspettavamo di trovare “la pistola fumante”,se le indagini fossero state costruite sulal sabbia, il rinvi a giudizio non ci sarebbe stato”.

Alcuni  dei bambini sono ancora in cura dagli psicoterapeuti.

La pedofilia è un delitto atroce ed è anche molto più diffuso di quello che si riesce a sapere. In Belgio, anni fa, risultarono coinvolti politici ,giornalisti, personaggi stimatissimi. È un reato coperto da omertà.

Anche 6 anni di attesa di giudizio per un innocente sono una tragedia.

Allora domando ai Giudici: CHI SONO I COLPEVOLI?

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Chi spreca? Il ministro Giarda ha detto alla  Radio vaticana che ha trovato sprechi subito aggredibili per 100 miliardi, a cui  si potrebbero aggiungere altri 300 miliardi a seguire. Tutti nel pubblico.

Io comincerei dai Parlamentari, ma magari sbaglio.

Nel frattempo, abbiamo letto che la Regione Alto Adige si preoccupa regolarmente del benessere dei suoi dipendenti, commissionando  costose ricerche  ad appositi istituti (l’ultima alcuni giorni fa) e che i dipendenti medesimi si trovano così bene che vanno in ufficio all’incirca 30 giorni all’anno. Altre ricerche ci dicono che la produttività dell’impiegato pubblico è minima rispetto a quello del settore privato.

Non si può generalizzare, è certo. Per un dipendente che approfitta dei privilegi, ce n’è di certo un altro che invece lavora da stakanovista.

Ma resta il nodo doloroso: l’Italia è un paese fondato sul pubblico impiego come calmiere del disagio sociale.

E il posto pubblico è diventato, dai lontani anni Cinquanta, moneta di scambio e  serbatoio di voti clientelari.

Rispetto profondamente chi lavora  bene, duramente, con passione e impegno dentro il Pubblico Impiego.

Ma penso che si debba finalmente cominciare a dire che chi non lo fa può, anzi deve, essere licenziato.

Licenziare nel Pubblico Impiego chi se ne approfitta servirebbe a cambiare una mentalità incrostata come ruggine dentro la macchina dello Stato.

E restituirebbe a chi lavora bene la dignità e il prestigio.

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Al professor Marco Biagi, più volte minacciato di morte, lo Stato scelse di non concedere la scorta armata. Il professor Biagi morì ammazzto accanto alla bicicletta con cui stava andando al lavoro, sotto le finestre di casa.

Alla senatrice Finocchiaro, invece, la scorta è stata concessa.
E la senatrice Finocchiaro la usa per farsi fare la spesa!

Fotografata da benemeriti cittadini, che con i telefonini finalmente sono in grado di documentare quello che vedono, mentre gli uomini della scorta  le spingono il carrello pieno di pentole e di stendibiancheria all’Ikea, la senatrice Anna Finocchiaro, invece di dare le dimissioni e vergognarsi, ha avuto l’arroganza di dire: “La scorta mi è stata imposta”, NO.

Lo dico forte e chiaro: una delle massime cariche dello Stato che usa la scorta per farsi spingere il carrello della spesa commette a mio avviso un reato gravissimo.

Un reato di uso personale, a fini di servzio personale ,di pubblici ufficiali che le sono stati, sì, ” imposti” ,ma per difenderla e proteggerla non per farle da camerieri.

Senatrice ANNA FINOCCHIARO DIA PROVA DI QUELLO CHE LEI È: SI DIMETTA.

Potrà così dimostrarci che la stima di cui gode non era un imbroglio.
Sono indignata.
Sono profondamente delusa.

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27 bambini morirono dieci anni fa, morirono mentre erano in classe, lì dove le loro mamme e i loro papà  pensavano fossero al sicuro.
Morirono, i nostri 27 bambini , 27 visini sorridenti e accigliati, 27 promesse, 27 sogni , 27 pelouches a cui si addormentavano abbracciati, schiacciati dalla loro scuola, che si sbriciolò per il terremoto  come se fosse stata un castello di carte.

Era una truffa, l’ennesima, l’ennesima ruberia.
Una sopraelevazione progettata male e costata oro, nella più assoluta mancanza di ogni senso  di responsabilità.

Scrivo i nomi dei farabutti che li hanno ammazzati e che la Cassazione ha condannato in via definitiva a 5 anni di carcere:

Giovanni La Serra, progettista

Mario Marinaro, capotecnico del comune di San Giuliano di Puglia che avvalorò quel progetto criminale

Carmine Abiuso e Giovanni Martino, i costruttori.

Scrivo questi nomi e mi si stringe lo stomaco.

Bastano 5 anni per una colpa come aver ammazzato per superficialità e per lucro 27 bambini?
Non sono giustizialista, sono profondamente triste.
Ma, almeno, la Cassazione  ha stabilito la responsabilità e ha punito i colpevoli.

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Penso a quegli operai del turno di notte, che  non sono tornati  a casa, alla povera donna centenaria a cui è crollato in testa il tetto, ai tremila sfollati.
E mi pare che quel dolore, il dolore delle vittime del terremoto appena accaduto in Emilia sia anche nostro.
Di nuovo, l’Italia è martoriata dal terremoto, questa volta tra Ferrara e Modena, Finale è, tra i comuni  feriti ,quello dove la tragedia si tocca con la mano, quello dove si fa il conto dei morti.
Il terremoto non si può prevedere, eppure, che ci caschi addosso questa tragedia proprio la notte dopo l’ attentato orrendo alla scuola di Brindisi, è come un ko. Come se fossimo al tappeto e l’ arbitro stesse  contando il tempo che ci resta.
Bene ha fatto il premier Mario Monti a tornare subito da Chicago, lasciando il vertice internazionale dei Grandi. Ha dimostrato il suo carattere e le priorità del suo governo.
Il prefetto Gabrielli, responsabile della Protezione civile, ci dia un segno forte di buon funzionameno dei soccorsi ,di buona gestione della emergenza.
Che questo dolore nuovo, invece di atterrarci per sempre, sia l’inizio di una nuova italia. L’ Italia dove ciascuno si preoccupa di tutti e dove  nessuno possa diventare ricco con le tragedie come questa.
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Sono davanti alle immagini della strage delle ragazzine di Brindisi, sto ascoltando le inutili frasi di tutti quelli che dicono che le indagini saranno serissime, che i colpevoli saranno arrestati.

Una ragazzina di 16 anni è morta,la sua amica Veronica è in sala operatoria, gravissima, altre sette ragazzine sono diventate ammassi sanguinolenti di piaghe e di ustioni, la bomba erano tre bombole di gpl, col timer sulle 7 e 45, quando arrivavano gli studenti davanti alla scuola. Un istituto tecnico, studenti pendolari, e il nome della scuola come una bandiera: “Falcone Morvillo”.

Il Ministro Cancellieri ha detto ,sono le 12 e 30 ,che non è certo ancora che si tratti di mafia. Quello che è certo, secondo me, è che i servizi di intelligence non hanno funzionato, e che il Copasir, che presiede D’Alema, che significa “Comitato per la Sicurezza del Paese” va ripensato. D’Alema ha detto che indagherà: non si vergogna di non aver indagato prima?

Penso ai genitori della ragazzina morta, ai genitori delle ragazzine che combattono per vivere nelle camere sterili dell’ospedale, e tutte le parole di chi avrebbe dovuto vigilare e non l’ha fatto, mi fanno rabbia.

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