Sono andata alla Messa del Cardinale Odilo Pedro Scherer, a Sant’Andrea al Quirinale, ieri mattina alle 10.

Sulla mia pagina Facebook, ANTONELLA BORALEVI OFFICIAL, puoi vedere il mio video.

Odilo Pedro Scherer è il cardinale brasileno a cui vengono accreditati circa 30 voti dei voti del Conclave, per eleggere il Papa ne servono 77.

La chiesa è minuscola e magnifica, a pianta rotonda. Tra me e l’altare c’era un muro di telecamere, microfoni e giraffe . Stavo appoggiata al muro vicino alla porta ,vedevo da lontano Scherer,  celebrava con due preti al fianco.

C’era, nella Chiesa, una grande pace, e tu te ne sentivi parte. Odilo Pedro Scherer celebrava con una serenità che mi è entrata nel cuore. Non so perché, ma ho avuto la sensazione di stare in una chiesa di campagna, una chiesa nuova e giovane, una chiesa dove ogni cosa è come deve essere, nella pace di Dio.

E se voleste chiedere a me, che non so nulla, e ho solo il dono di avere fede (immeritatamente) ,cosa ho provato, io direi che per me c’era la Grazia, in Sant’Andrea al Quirinale, alla Messa del cardinale Scherer, ieri mattina.

Sono stata anche alla Messa del cardinale O’Malley e mi ha colpito la sua lucidissima omelia, in cui ha detto che la Chiesa deve accogliere di nuovo chi è stato allontanato. Ma la Grazia, io non l’ho sentita.

Cosa pensi tu del Conclave e del nuovo  Papa?

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Care amiche del blog, cari amici (perché siete tanti anche voi uomini) stiamo bene insieme.

Per questo, vorrei conoscervi!

Di persona e dal vero.

Se siete a Milano, venerdì  8 marzo, alle 13 sarò alla Libreria Mondadori Duomo al Piano terra, per chiaccierare e, se volete, dedicarvi il mio romanzo appena uscito “I BACI DI UNA NOTTE”.

Se siete a ROMA, sabato 9 marzo  sarò

alla 16 a LBS Bookshop via Nazionale 254

alle 17 alla Libreria ARION di via Palestrina angolo piazza Cavour

alle 18 alla libreria Mondadori di piazza Cola di Rienzo

Se riusciste a passare, per salutarci, sarebbe un regalo per me.

grazie!

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Uno si immagina che l’uomo che ha fotografato e amato le donne più belle del mondo, da Brigitte Bardot a Elsa Martinelli, un uomo che ha vissuto la Dolce Vita e la follia degli Anni Settanta, un uomo che ha avuto lusso e passione, denaro e fama, un uomo che ha conosciuto tutti i geni del secolo, tutti Potenti del secolo, un uomo che è stato bello, più che bello, talentuoso, affascinante,non resistibile, sia antipatico, pieno di sé (consapevole di sé) e non accessibile.

Ho conosciuto Willy Rizzo e la sua terza, amatissima  moglie Dominique, a Parigi, pochi anni fa.

Erano sposati da quasi trent’anni, Dominique ha trentanni meno di lui. Ne aveva 18 quando l’ha sposato contro il parere di tutti.

E lui è diventato per lei un altro.

Si amavano con forza,con desiderio, con dolcezza. Stare con loro riempiva di gioia.

Willy Rizzo, fotografo, artista, designer, aveva già più di 80 anni e parlava a fatica, si muoveva a fatica. La sua conversazione era acuta e incantevole, semplice e affettuosa. I loro figli grandi, i nipotini entravano nei discorsi insieme a Picasso e a Madonna, alla bellezza e alla filosofia.

Willy Rizzo è stato per me un amico vero e caro.

Si cenava a un garnde tavolo ovale, in Avenue George V, si ascoltava musica contemporanea, si parlava di Capri  e del cinema francese. Dominique lo proteggeva con grazia, senza farsene accorgere.Gli metteva il golf sulel spalle e lui con noncuranza se lo toglieva. Andavamo a teatro e poi a cena da Lipp, o nei bistrot de l’Odéon. E ogni volta tornavo da quelle sere piena di gioia e benedetta dalla intelligenza di Willy e di Dominique.

Un uomo grande e un uomo  semplice.

È raro che accada nella stessa persona. Soprattutto se il genio ha vissuto a mille  giri  e in palcoscenico, nei decenni più gflamour del secolo.

Ma Willy era questo.

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Care amiche di questo Blog, grazie dei vostri magnifici comment.

Oggfi alle 18 alla Confindustria di via Valfonda a Firenze, presenterò il mio nuovo romanzo I BACI DI UNA NOTTE.

Siete invitate, sarei felice di conoscervi.

Vi anticipo una delle cose che dirò: ho scelto di raccontare una passione impossibile ma reale, per mettere in scena una domanda che a tutte è accaduto di farsi:  MI POSSO FIDARE DEL DESTINO?

Certe volte, bisogna decidere in pochi minuti, come è costretta a fare Santina, la mia protagonista, quando il più bello  della festa, Sigieri, le si para davanti, al tavolo di fortuna  accanto al gabinetto dove lei e la sua amica Gessica , che non c’entrano nulla ,sono povere e buone, sono state sistemate perchè fuori c’è il gelo e la neve di Capodanno, sui monti di Cortina.

Ecco un estratto:

“Ciao”. Il cuore le fa un balzo nel petto. Intenta come era a catturare ogni istante di quello che stava vedendo, si è dimenticata di essere viva. Ma ora sente una corrente elettrica che la attraversa tutta, solo per questa voce. Per il modo in cui la voce si è fatta strada dentro di lei e l’ha spogliata tutta.

E tu, che avresti fatto?

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Oggi, alle 18, alla Libreria Feltrinelli Colonna di largo Chigi, in galleria Colonna, alle 18, si presenta I BACI DI UNA NOTTE.

Legge Eleonora Giorgi, ne parlano Leonardo Ferragamo e Wlodek Goldkorn e suona le canzoni più appassionate del tango Diego Moreno.

Ingresso libero.

Sarebbe bello se quelle di voi che possono rubare un’ora alla loro giornata e abitano a Roma, avessero voglia di passare.

Vi saluterei con gioia.

Intanto aspetto i vostri commenti, sul  romanzo e anche sulla idea di acquistare in comunità una copia e di passarsela…

Vorrei, lo confesso, che tutte conosceste la storia di Sigierie di Santina, l’incontro di una notte  che cambia per sempre la vita…

Un abbraccio

Antonella

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Care amiche,

un problema tecnico mi impedisce da giorni di rispondere ai vostri commenti.

Per adesso, eccovi le DATE DEL MIO TOUR.

Vi aspetto! Sarebbe bellissimo conoscerci.

Milano, 24 gennaio 2013, ore 18.30

Fondazione Corriere della Sera, Sala Montanelli

Intervengono Francesco Micheli, Marina Terragni

Letture di Bedy Moratti

Roma, 4 febbraio 2013, ore 18

La Feltrinelli Libri e Musica, Piazza Colonna 31/35

Intervengono Leonardo Ferragamo, Wlodek Goldkorn

Letture di Eleonora Giorgi

Tango argentino di Diego Moreno

Firenze, 5 febbraio 2013, ore 18

Confindustria, Via Valfonda 9

Saluti di Simone Bettini

Intervengono Marco Giorgetti, Sergio Givone

Modera Paolo Ermini

Torino, 8 febbraio 2013, ore 18

Circolo dei Lettori, Via Bogino 9

Intervengono Matteo Marzotto, Evelina Christillin

Modera Gabriele Ferraris

Cortina, 15 febbraio 2013, ore 18

Una montagna di libri

Interviene Matteo Marzotto

Vi anticipo e vi darò id ettagli che sarò anche:

27 febbraio BOLOGNA

14 marzo MILANO Associazione Nestore

Scrivetemi le emozioni che il romanzo vi ha dato,le pubblicherò anche sul mio sito e sulla pagina Fans di facebook, che al momento è in lavorazione!

Vi ringrazio e vi abbarccio

Antonella

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Downton Abbey,  la dimora spettacolare di Lord Crawley  dove accadono, nella fascinosa era Edoardiana, vicende appassionanti di sesso, odio, politica e buon cuore, tra velluti e scale di servizio,  storie che tengono incollati al televisore milioni di spettatori nel mondo, è  in Yorkshire, la campagna più chic che ci sia in Inghilterra.

Sono appena stata in un equivalente contemporaneo di Downton Abbey e posso confermarvi che poco è cambiato.

Stessi saloni gelidi e rutilanti di divani, tavoli habillés, ritratti di antenati e cineserie. Stessi giardini fioriti di rose color cremisi. Stessi disastri familiari. Di solito divorzi che scoppiano come temporali e giornaliste che arrivano per un servizio su qualche rivista di lusso e accalappiano il padrone di casa. Figli drogati, figlie che scappano in Australia, avvocati che si impadroniscono di quel poco che resta . Pasticcio di rognone e fegato arrosto insieme al caffè del mattino. Ci sono ancora i domestici, ma sono tutti anziani e in numero più ragionevole. Si arriva senza chauffeur, in treno viaggiando in seconda classe e cambiando tre volte. Il riscaldamento è spento, sempre,fuori in novembre c’è la neve Si mangia nell’office e solo per il brunch della domenica si va nella stanza da pranzo  , dove ,come nella fiction, ciascuno si alza e si serve da solo dalla credenza imbandita. La televisione è sempre accesa ,come un caminetto. La maggior parte delle stanze e dei saloni è chiusa.

La quadreria è impressionante ma il ritratto dell’antenata fatto da Gainsborough è nella hall con le colonne e il soffitto alto 8 metri,  dove non c’è riscaldamento, sicchè si sorvola.

Nel giardino, sagome di ferro di piccoli animali selvatici servono al Lord e ai suoi ospiti per esercitarsi a sparare davanti a mogli,fidanzate e amiche annoiatissime che si soffiano sulle mani stringendo il mug con il té bollente. In garage c”è una Aston Martin decappottabile,dove il giovane Crawley farebbe il suo effetto,  ma,dato che le tasse di circolazione sono troppo care , viene usata solo dentro la tenuta.

Lady Mary è di solito la moglie del padrone di casa. Sempre arrabbiata col mondo. Lady Cora non esiste. Di perfide Edith invidiose è pieno il salotto.

Julian Fellowes, l’autore di Downton Abbey, è uno snob che appartiene a questo mondo. Per questo lo sa raccontare così bene.

Diciamo che è un insider. E adesso, lo siete anche voi.

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Sono appena tornata dal servizio ai Malati a Lourdes. Cinque giorni soltanto, in un anno intero, non è un merito per niente.

Ma ve lo racconto perchè considero il nostro blog un posto dove si condividono esperienze e opinioni.

Lo faccio per la prima volta, dopo 14 anni.Non so perchè.

Ed ecco i miei motivi, alla rinfusa.

Vado a Lourdes per Luigi, che è spastico dopo un incidente di motorino avuto a 17 anni e ha un sorriso così pieno di gioia che scalda più di un termosifone. Luigi  non puo’ più parlare,scrive solo con l indice intirizzito sms. Ma quando Giuseppina gli ha raccontato del suo figliolo,morto giù da una scala  su un cantiere privo di sicurezza, Luigi l’ha abbracciata così stretta che lei è riuscita a piangere per la prima volta,dopo tredici anni dall’incidente.

Vado a Lourdes per Emma, che diceva a tutti di non avere figli. Perchè Roberto era troppo dolore da spiegare,troppo dolore da riconoscere. Paralizzato e reso muto e spastico da un vaccino fatto a due anni, ora è un uomo di trenta. Emma spinge adesso la sua barella a Lourdes e lo presenta con un amore fiero e sorridente.

Vado a Lourdes per Monica,che è albanese e che alla Sorella che la vestiva ha detto “Nessuno mi ha mai vestita così,nemmeno quando mi sono sposata”. Per Concetta, che ha voluto una fotografia per far vedere al paese che mangiava seduta a tavola e servita e imboccata.

Vado a Lourdes per la gioia, per come è facile dare e ricevere amore,a Lourdes.Facile come bere l’acqua delle fontane. Vado a Lourdes perchè è il mondo come potrebbe essere.

E porto nel cuore l’immagine di una Festa dove Malati con le carrozzine ballavano con Sorelle e Barellieri ,al quinto piano dell’Ospedale, battendo  tutti insieme le mani al ritmo di canzoni libanesi così allegre che abbiamo fatto mezzanotte….

Cosa ne pensi tu?

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Povero Karl Lagerfeld!

Si parla di: i miei incontri

Pensate: ogni mattina, Karl Lagerfeld, uno degli uomini più ricchi e celebri e invidiati del mondo,deve indossare la sua maschera.

Più che una maschera:un sarcofago.

Il colletto della camicia,altro 12 centimetri,gli immobilizza il collo come dopo un colpo di frusta. I radi capelli grigiastri vengono tirati in un codino. La schiena esile si curva dentro una giacca da frac di due misure più stretta. Le scarpe col rialzo affaticana l’andatura.

Ho incontrato parecchie volte Karl Lagerfeld in pubblico e mi è sembrato sempre adirato, nervosissimo e animato dal più vivo disprezzo per l’occasione e per chi lo circondava.

La sua bocca è impietrita in una smorfia di disgusto perenne.

Ho visto come gli si abbarbicano addosso, davanti a i fotografi, le modelle famose e ex famose e ho visto come Lagerfeld   le scuote via appena  i flashes si sono spenti.

Di certo, è un Genio della Moda.

Ma forse è anche un Condannato della Moda.

Forse pensa che,se abbandonasse la sua maschera,non sarebbe più “Lagerfeld”.

Ma una maschera vale la vita?

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È un caso interessante, Lapo Elkann. Star dei giornali di gossip,ma anche di Vogue, cult della Rete per le frasi prive di senso che ogni tanto dice, testimonial della Cinquecento, inventore di occhiali e bar da spiaggia, indossatore di gessati con scarpe da ginnastica verdi, coccolato dal Financial Times come gli imprenditori veri e preso in giro regolarmente dai comici.  Uno che è passato indenne attraverso uno scandalo internazionale ,che lo vide in coma, all’ospedale ,dopo una notte di overdose  nell’appartamento di un transessuale, che ebbe poi  la delicatezza di raccontare , in molte interviste, che si vedevano regolarmente da anni.

Il successo di Lapo Elkann non si può liquidare dicendo che “è un brand”.

Ma è vero che il successo di Lapo racconta i nostri tempi.

Lapo Elkann ha successo perchè,per coraggio o leggerezza, non si nasconde dietro una maschera. Ha successo perchè mostra tutte le sue debolezze. La prima e la più importante: il suo bisogno disperato di essere amato.

È uno che ha tutto. E che invece lascia capire che forse non ha niente.

È fragile, tenero, pare un adolescente confuso e triste, che si sforza di essere all’altezza. Viene voglia di mettergli un braccio sulle spalle e di occuparsi di lui.

Perché tutti, in fondo, ci sentiamo soli come lui.

Cosa ne pensi tu?

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