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marito-in-affitto.jpgVi ricordate de Il marito in affitto , quel servizio fantastico per i lavoretti di casa di cui vi parlavo un po’ di tempo fa?

Il progetto di Gian Piero Cerizza ha avuto molto successo ed è sbarcato oltralpe.

Il primo marito in affitto francese si chiama Matteo Gemo e, per essere precise, sarà le mari à louer di Aix en Provence.

Il network si espande, teniamoli d’occhio!

 

 

 

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marito-logo.jpgNon avete ancora imparato a fare un buco nel muro?
Io ve l’ho spiegato tanto tempo fa e se non avete colto, è proprio perché non fa per voi. Nessun problema: se tutti fossimo capaci di fare tutto, il mondo sarebbe molto più noioso. Inoltre le cose a volte ci vengono bene e non sappiamo spiegare perché. Semplicemente, per alcune cose siamo portate e altre no.

Un piacere della vita poi, è farsi aiutare dagli altri: gli amici sono felici di farci felici e noi ricambiamo appena possibile.
Ma cosa fare se il lavandino si è intasato e voi non avete mai preso in mano uno sturalavandini? Se la mensola nuova proprio non ce la facciamo a metterla dritta, il nostro fidanzato è al congresso a Timbuctù e i nostri amici hanno le loro mensole a cui pensare?

Ci pensa Il Marito in Affitto!

Mariti e amanti e fidanzati state tranquilli: amerete anche voi questa utilissima iniziativa.
Il Marito in Affitto è una società in franchising fondata da Gian Piero Cerizza, grandissimo appassionato del fai-da-te.
I suoi affiliati sono sparsi più o meno in tutta Italia e possono essere prenotati per tutti lavori di casa che non possiamo fare da sole o che non siamo capaci di affrontare.
I mariti in affitto sono appassionati del fai-da-te che nel loro tempo libero o come secondo lavoro sono disponibili a farvi risparmiare tempo e scocciature, previo appuntamento e con una comoda tariffa oraria.

Tapparelle bloccate, imbiancature, verniciature di ringhiere, piastrelle nuove in cucina, lampadari da installare: nessun problema, ci pensano loro!

Nel caso di lavori da fare in sicurezza che richiedono certificati di norma, si avvalgono di collaboratori professionisti.
Cosa aspettate?

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mensole_inizio.jpgCalma calma, non è un post di carpenteria fantascientifica, però questa mensola è davvero invisibile. E’ progettata da voi e realizzata da un fabbro, siete diventate designer!

Molte volte ci affidiamo ai grandi magazzini di mobili perché sono molto economici. Se dovessimo costruire tutto quello che ci serve, spenderemmo molto di più sia in termini di tempo che di denaro, con risultati spesso discutibili. Però questa soluzione è sempre un compromesso, perché non troviamo mai i colori che davvero ci piacciono o le misure che davvero ci servono.

Questa mensola super solida e vi aiuterà a sfruttare anche gli angoli più inservibili della vostra casa fino all’ultimo millimetro, liberandovi una parete del salotto da quella ingombrante libreria. Ma soprattutto è economica: ha una forma a L con due buchini per fissarla, la lavorazione quindi consiste solo in taglio, piega e foratura.

Progetto. Dovete trovare un fabbro e paradossalmente è molto più semplice nei paesini che in città. Scegliete un angolino inutilizzato della vostra casa e provate a capire quanti libri ci possono stare e quanti ripiani vi servono. Il mio angolino è l’incrocio tra due pareti con porta largo 26 cm e vorrei che la mensola sporgesse di 12 cm. Prendete le vostre misure, e fate un progetto preciso, aiutandovi con una dima in cartoncino (modellino a dimensione reale).

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Portate questa dima al fabbro: il mio mi ha consigliato di realizzarla in alluminio da 2 mm, già sufficiente per reggere 8 kg di libri con due tasselli da 6 mm per il fissaggio. Questa è la versione basic molto economica, ma potete dipingerle come preferite o farvele lucidare a specchio.

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Fissaggio. Appoggiate la mensola al muro all’altezza desiderata e mettetela dritta aiutandovi con la livella. Segnate con la matita i buchini sul muro, in modo da avere la posizione precisa dei vostri fori. Procedete alla foratura come spiegato qui. Inserite i tasselli, riappoggiate la mensola e avvitate.

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Ecco qui, la vostra mensola è pronta. Appendete anche le altre e riempitele di libri. Potrete realizzare delle “zone tematiche”: nell’angolo in cucina metterete i libri di ricette, i centimetri vuoti in camera ospiteranno i romanzi, in bagno le riviste, sopra le porte le enciclopedie che sfogliate raramente… e liberarvi finalmente da qualche catafalco. Vedete? Sono veramente invisibili!

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E tu come organizzi la tua libreria? Vuoi mandarci delle foto? Nel forum c’è uno spazio dedicato proprio a questo argomento, passa a darci un’occhiata e dei consigli.

 

 

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buchi-inizio.jpgVolete tanto appendere quello specchio pesante che vi hanno regalato tre mesi fa? Avete un attaccapanni nuovo ma è sempre rimasto nel ripostiglio? Avete ancora un po’ di paura, del vostro trapano e non avete mai fatto un buco?

Ecco qui alcuni consigli per farlo nel muro e non nell’acqua.

Cercate di capire quanto è spesso il vostro muro, in modo che il foro fatto in cucina non arrivi in salotto o dai vicini, se è di mattoni (pieni o forati) o di cartongesso… Munitevi di punte adatte, tasselli della stessa misura delle punte, viti che fanno al caso vostro. A seconda del carico che dovete appendere e la tipologia della vostra parete, il ferramenta sarà in grado di fornirvi le informazioni e le tipologie di materiali che vi servono. Generalmente grossi carichi come un pensile da cucina vanno appesi a un muro portante, mentre un quadretto leggero può stare anche sul divisorio in cartongesso.

Prima di fare un foro nel muro assicuratevi di non avere scelto proprio il punto preciso lungo la linea di qualche presa di corrente, rubinetto o altro: quasi sicuramente (a meno che siate abili nella prova della bottarella alla parete) state per bucare una conduttura dell’acqua o una traccia elettrica. Non temete! Decidete  per un punto vicino ma non quello, ecco. Prendete bene le misure dell’oggetto da appendere, posizionatelo e fate dei segni in modo da capire bene dove inizierà e dove finirà, se da fastidio all’apertura di un’anta o di una porta, se è all’altezza che desiderate. Se dovete appendere qualcosa che ha bisogno di due buchi, dovrete allineare i fori tra di loro e paralleli al piano del pavimento. Sarà indispensabile una livella: quando la bollicina è al centro “siete a bolla”, tirate una riga all’altezza desiderata, fate una bella crocetta con la matita nel punto in cui farete i buchi, misurando la loro distanza precisa.

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Preparate il trapano con la punta da muratura giusta, inserendola perpendicolamente nel mandrino aperto, stringete e bloccatela. Se non vi sentite sicure montate la barra distanziatrice, regolandola sulla lunghezza del vostro tassello. Se non sapete cosa sono la barra distanziatrice o il mandrino, andate a vedere qui. Puntate il trapano perpendicolarmente al muro, mai dal basso verso l’alto o storto. Iniziate a forare a velocità media, in modo da trovare una guida all’interno della parte più morbida del muro, la prima, fatta di intonaco o gesso. Quando sentite che è arrivata la parte tosta (i mattoni), mettete il trapano in modalità percussione e dateci dentro fino a quando la barra distanziatrice raggiungerà la parete. Non avvicinate il viso al trapano o alla punta: in questo istante la polvere di mattone uscirà come un piccolo tornado, e non è piacevole come una spolverata di cipria.

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Una volta fatto il buco, inserite il tassello, aiutandovi magari con un piccolo colpetto di martello. Il tassello si apre e diventa antagonista del peso che gli rifilate. Fate attenzione a sceglierli: ogni tipologia e misura ha un massimo carico che non deve essere superato. Infilate il gancio o le viti. Una volta che il vostro oggetto è appeso controllate che sia dritto e solido. Stringete bene le viti con il cacciavite o con un avvitatore, utilizzate rondelle se consigliato dal vostro ferramenta. Nel caso il muro si rivelasse meno solido di quello che pensavate (ad esempio mattoni vuoti e rovinati) si può correre ai ripari con il cemento a presa rapida o con il tassello chimico, da iniettare nel buco prima di posizionare il tassello o la vite. Attente però a questi prodotti: sono davvero “rapidi” e si solidificano in pochissimi minuti.

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Voilà, la vostra mensola, il vostro attaccapanni, il vostro specchio sono appesi. Raccogliete il piccolo disastro di polvere che troverete a terra e spazzolate il muro se vi fossero rimaste delle scie color mattone. Sempre a secco, mai con acqua, altrimenti la scia vi resterà dipinta sul muro.

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trapano_11.jpgVi ha sempre fatto paura? D’ora in poi il trapano sarà  un alleato speciale per tutte le vostre voglie di bricolage.

Se dovete acquistarne uno, sceglietelo piuttosto potente (senza andare verso quelli pesantissimi da cantiere, ovvio): con un attrezzo solo, grazie alla sua versatilità e agli accessori, potrete realizzare da soli tantissimi lavori.

Deve avere una potenza dai 400 agli 800 Watt, la modalità percussione, la velocità regolabile.

Potete trovarlo anche qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 IL MANDRINO è la cima, dove si inserisce e si blocca la punta. Può essere autobloccante (due ghiere che si girano) o a cremagliera (con dei buchini dove si infila una chiavetta per stringere)

LE PUNTE. Sono quasi sempre vendute separatamente. Potete decidere di acquistarne un set oppure singolarmente. Hanno diametri e forme differenti a seconda del tipo di foro e del materiale che andrete a forare. L’importante è che siano di buona qualità: non fate affidamento su punte che costano troppo poco, le troverete inutilizzabili e ossidate in brevissimo tempo.

A. punta  per metalli (da utilizzare a bassa velocità, altrimenti si surriscalda)

B. punta da legno (la puntina centrale si chiama “vettino” )

C. punta per muratura 

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I PULSANTI

Foratura. Abbinato alla velocità vi permette di iniziare a forare con precisione. Prima lentamente per fare la “guida” al vostro foro e poi con maggiore decisione, per terminare l’operazione.

Percussione. Oltre a far girare la punta alla velocità che desiderate, la percuote. Grazie a questa funzione potrete forare anche materiali molto resistenti. Si applica generalmente durante il foro in muratura, per sconfiggere anche il cemento o il laterizio pieno.

Velocità. La terrete bassa per i metalli, media per il legno, alta per la muratura.

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BARRA DISTANZIATRICE

Vi permette di regolare in modo preciso la profondità del vostro foro. Togliete alla lunghezza della punta i cm della profondità che desiderate. Questo è molto utile quando in una tavola di legno di pochi cm non dovete arrivare dall’altra parte, oppure se desiderate forare il muro solo della lunghezza del vostro tassello.

trapano_4.jpgTutto chiaro? Avete qualche dubbio?

È arrivato il momento di stupire tutti e farvene regalare uno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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