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Funzione del padre nella psiche femminile

..Sono come sono, lo devo a mio padre e a mia madre, sembra una frase di carattere deterministico (causa ed effetto con precisione e certezza) ma proviamo a comprendere meglio i significati di concetti come autostima, fiducia in se stesse e rapporto con l’altro sesso in relazione al padre o alla madre.

Certo che la famiglia di origine insieme a molte circostanze presenti nei vari contesti, culturali, economici, epocali, influenza molto la vita di un adulto, ma le persone riescono ad evolversi indipendentemente da questi, anche se non sempre in tutte la parti interiori di Sé.

Se l’autonomia interiore (e non solo l’indipendenza esteriore) cresce, la qualità della vita va meglio, perché i fantasmi che spesso bloccano l’evoluzione psicologica lasciano il posto a fantasie che scorrono e portano ad iniziativa, creatività e realismo.

Veniamo come esempio però alla figura del padre nei confronti di una bambina, poi di una ragazza adolescente, quindi di donna adulta. Quanto influisce il padre nell’evoluzione psicologica di una donna? Dando per scontato che nell’età evolutiva la madre rappresenta per entrambi i sessi una figura basilare, tale identità si esplica dapprima nella differenziazione di genere, durante l’adolescenza, per proseguire da adulti nella relazione con l’altro sesso

La figura del padre si articola in due modalità principali: da un lato è di aiuto e sostegno alla madre, in modo tale che possa svolgere la sua funzione affinché non si senta sola o troppo responsabile, dall’altro lato, il padre appare come figura centrale per far circolare l’affettività in famiglia sotto forma di giocosità, il contatto con una  realtà vissuta come buona attraverso il buonumore, abbracci e baci: questi ultimi permettono ai bambini di prender confidenza con la loro stessa corporeità che in futuro sarà rivolta verso l’altro. Spesso i padri sono timidi e insicuri di fronte alla ragazza, lasciano che la madre diventa l’unica figura affettiva e loro si occupano di questioni hard, economiche, programmatiche  e  null’altro.

Penso che il padre svolga una funzione fondamentale, non sempre riconosciuta e cioè quella che rinforza il riconoscimento della femminilità. Nei primi anni di vita la bambina deve inizialmente identificarsi con la madre. In seguito, in occasione della pubertà, la ragazza dovrà fare ancora i conti con la madre per la seconda volta, proprio perché sarà giunto il momento nel quale la femminilità comincia a differenziarsi dalla mascolinità. Una parte della femminilitàviene ispirata dalla madre, però il padre esercita una funzione di riconoscimento dell’essere donna perché è in grado di offrire alla ragazza una parte che la madre non può darle, cioè quella valorizzazione di aspetti non facilmente riconoscibili. Per esempio,  la femminilità può essere trasmessa sotto forma di canoni estetici di base, ricavati dai messaggi che la madre lancia alla ragazza, il padre invece valorizza quegli atteggiamenti femminili, non legati a canoni estetici classici, ma ad atteggiamenti che fanno parte di un fascino nascosto che la giovane donna non sa di avere. In termini pratici, se la madre insegna alla figlia il gusto per gli abiti, il padre valorizza ciò che riguarda la cura di sé e la cauta fiducia verso gli uomini; o ancora: se la madre sfoglia le riviste di moda con la figlia, il padre senza inibizioni riconosce che il modo di indossare una gonna può donare fascino senza confondere il proprio ruolo e funzione verso la ragazza-figlia. Si tratta di meta-messaggi impliciti che il padre trasmette alla figlia: valorizza aspetti della personalità che la ragazza scopre di avere grazie al padre che la ascolta, non ambiguo e che osserva attivamente senza troppo giudicare.

Un padre sano, affettuoso e presente migliora il rapporto che la donna vive di Sé e con l’altro sesso. Il caso di un padre debole che viene svalutato dalla madre sortisce un effetto negativo nella donna, la quale potrebbe non aver fiducia negli uomini né esserne particolarmente attratta, proprio perché li stima poco; o al contrario potrebbe idealizzare troppo la figura dell’uomo aspettandosi ciò che non potrebbe mai ottenere, con il rischio di incorrere in cocenti delusioni negli uomini.

Il caso di un padre assente, freddo che dimostra egoismo o poco interesse produce anche quando è fisicamente presente in famiglia, solitudine e insicurezza.

Se è vero invece che dietro l’uomo che la donna cerca ci può stare un recupero del padre presente o una compensazione del padre mai avuto, è altrettanto vero che il modello maschile sarà meno confuso nell’interiorità femminile perché un punto di riferimento saldo si é installato in lei.

Roberto Pani

P.S.: Care Lettrici e Lettori, prossimamente il seguente blog sarà spostato sul mio sito www.robertopani.com/psicologia-e-benessere-le-risposte-di-roberto-pani dove risponderò come sempre alle eventuali domande. 

Inoltre le gentili lettrici e lettori potranno seguirmi sulla mia pagina www.facebook.com/RobertoPani.PsicologoBologna

Commenti

  1. 19 febbraio 2015 / ore 14:09
    Rossella

    Mi sembra un rapporto dal quale non è possibile prescindere. Senza conoscere quel tipo di confidenza con l’altro sesso rischi di subire gli uomini. E’ un rapporto vero e ti da la consapevolezza di stare dalla parte del giusto quando ti alzi da tavola perché arriva tuo marito che ti ha tradito. Gli prepari il pasto e lo fai mangiare con i suoi figli o mangiate insieme senza parlarvi. I figli crescono bene… come potrebbe essere altrimenti? Voglio dire: c’è l’onesta di un padre e di una madre che prendono coscienza di quanto è accaduto! Altri si separano e fanno bene se è quello che sentono. Non ho vissuto personalmente una situazione di questo tipo ma posso dire che tanti ragazzi e ragazze si sono sposati e sono mariti/mogli e padri/madri attenti alle esigenze della famiglia e del coniuge.

  2. 7 maggio 2015 / ore 10:33
    Francesca

    o, a 26 anni non riesco ad avere un rapporto con mio padre, forse dipeso anche dal fatto che lavoriamo insieme , perciò gli scontri sono inevitabili. Non ricordo di avere mai avuto un atteggiamento freddo nei suoi confronti sino ai 11 anni, età in cui ho cominciato a capire che il suo comportamento era sbagliato nei confronti di mia madre e di noi figli. Ho cominciato quindi a staccarmi, fino ad arrivare al punto di non rivolgergli neanche più la parola, e non riuscire nemmeno a guardarlo negli occhi. Anzi la sua presenza mi irrita e mi crea ansia. È una persona che pensa di sapere ogni cosa, ciò che lui dice è legge, il suo grande ego mi infastidisce..premetto che anche io ho fatto i miei piccoli sbagli da adolescente e tutt ora ne faccio, ma per lui uno sbaglio equivale ad una cosa gravissima, per cui si trova in diritto di giudicare, talvolta anche con parole pesanti. Non mi sento rispettata, ogni giorno, anche per tutto quello che faccio per la mia famiglia e per il lavoro che svolgo ogni giorno da mattina a sera per me ma anche per lui, non mi da nemmeno la possibilità di concretizzare nel lavoro le mie idee. Per questo sono diventata molto ansiosa e insicura

  3. 7 settembre 2015 / ore 12:36

    Ho un padre e una madre emotivamente assenti e ciò mi porta a pensare che quando avrò dei figli in un futuro questi ultimi non conosceranno mai i loro nonni perchè essi non saranno in grado di dare amore ai loro nipoti così come non sono stati in grado di dare amore ai loro figli.

  4. 6 febbraio 2016 / ore 15:54

    Gentile lettrici e lettori se leggete questo mio blog, vi prego di rivolgervi al mio blog, cioè digitando

    http://www.robertopani.com/psicologia-e-benessere-le-risposte-di-roberto-pani/

    che si ottiene anche cercando prof roberto pani e all’interno del mio sito in altro, troverete Psicologia e Benessere

    grazie e buone cose

    roberto.pani

  5. 13 aprile 2016 / ore 11:33
    Maria

    Ho 16 anni.
    I miei sono divorziati e io vedo mio padre tre volte all’ anno. Vivo con mia madre ed il mio patrigno, che non mi dimostra il suo affetto anche perché ci rivolgiamo due parole al giorno. Non mi fido molto degli uomini e ho difficoltá a comunicare con loro.. Sapevo che fosse dovuto anche a questo ma come posso cambiare le cose?

  6. 14 aprile 2016 / ore 10:50

    @ Ho 16 anni

    Non posso che comprendere quanto dici e offrirti la mia solidarietà. Penso che con il tempo conoscerai sia ragazzi sia uomini che ti permetteranno di costruire un ‘immagine dell’uomo più positiva,. Una psicoterapia breve quando potrai permetterla ti aiuterebbe molto.

    roberto.pani

    PS
    scrivi sempre cercando su google : prof roberto pani e poi guardando in alto a Psicologia e Benesssere

  7. 18 giugno 2016 / ore 14:57
    BHO

    ehm..ho 16 anni e sono molto confusa ma penso sia normale.
    mio padre è sempre via per lavoro all’estero e anche se è qui torna alle 8 di sera. io sono cresciuta pensano di avere una famiglia “normale” ma ho sempre avuto dei problemi che non giustificavo (mia sorella diceva ce facevo la vittima e io non ne avevo motivo).. apparte che sono egocentrica e ho sempre avuto bisogno di attenzioni, sono permalosa moralista e invidiosa ma mi sono sempre finta stupida.
    ho sempre ammirato mio padre ma da poco ho capito che non è normale stare via così tanto
    mia mamma mi ha fatto credere che lo fosse, ed è stato un bene perchè io lo adoro ma ora è un problema perchè sto male e faccio finta di no e credo di non aver motivo di stare male
    sono mollto insicura, e non mi fido per niente degli altri,penso sempre abbiano un secondo fine
    odio i maschi anche se ora sto con uno da un anno, è da quando sono alle elementari che cerco un ragazzo, ora penso che volevo sostituire mio padre. odio gli amici per delle storie vecchie..perdo le amicizie se non ci si vede più e quando il mio ragazzo va anche solo in vacanza io ci sto male e penso di associarlo a mio padre che parte
    mi dicono di andare dallo psicologo perche sono molto complicata credo, ma mia mamma è una di quelle che vuole per te il meglio e da piccola quando mi regalavano dei soldi mi diceva di metterli in banca per l’universita..ho sempre pensato fosse normale ma i miei amici dicono di no, bhe loro hanno situazioni peggiori.
    sono una di quelle ragzze che vuole troppo da se e dagli altri, ricerco sempre la perfezione, anche nei miei disegni e scrivo canzoni con situazioni tipo paradisiache..mi illudo e poi ci sto male.non mi piaccio e non mi piace il mio corpo ma sono un adolescente..sono molto condiziontata dalle persone che rispetto tipo mio padre e il mio ragzzo e quello che piace a loro piace a me, le cose che faccio meglio sono quelle che piacciono a loro ma è una cosa che faccio “incosciamente”.
    comunque sono strana perche racconto agli altri di me, ma è come fasse una me ideale cioe quello che penso di essere o che ero ma poi mi accorgo che non mi conoscono.
    da piccola volevo avere un problema grande tipo in famiglia..non so se perchè volevo fare la vittima o perche volevo giustificarmi.
    non riesco a capire chi sono e stamattina ho pensato che forse alcuni problemi derivassero da mio padre e sono finita qui..bho ditemi voi

  8. 28 novembre 2016 / ore 23:52
    Eva

    Ho 15 anni.
    Non ho mai avuto un padre presente e una famiglia unita.
    Ho sempre mille insicurezze che vanno poi ad influire sui rapporti con le altre persone. Mio padre giudica sempre, se a lui una cosa non piace allora non deve piacere nemmeno a te, se spendi troppo si arrabbia, se fai qualcosa di sbagliato si altera. Non so davvero cosa fare. Sono sempre stata paziente ed educata con lui proprio perché mi fa paura. Credo di aver bisogno di una figura paterna, soprattutto in quest’età piena di dubbi e insicurezze. Ho paura che in futuro non riuscirò a relazionarsi con gli altri, soprattutto con i ragazzi.
    Io ho già molta difficoltà a relazionarmi con le persone e in particolar modo con i maschi, semplicemente perché ho paura.

  9. 29 novembre 2016 / ore 00:37

    Cara Eva, vedrai che quel che manca lo troverai proprio con un partner che ti capirà.
    Ora hai solo quindici anni …

    roberto.pani

  10. 17 gennaio 2017 / ore 00:19
    Roberta

    So che non c’entra molto con l’argomento qui sopra , ma ho bisogno di risposte e credo che un’aiuto non si neghi a nessuno . Mi chiamo Roberta ho 19 anni e penso di avre un problema , non capisco perche non riesco a parlare (anche per telefono) con mio nonno .
    Ricordo che fino ai miei 5 anni eravamo ogni sabato insieme io lui e la sua seconda moglie (cosa che non mi ha dato mai fastidio , solo adesso inizio a realizzare che lei non è nulla per me ) ad ogni modo i miei e mio nonno ebbero una discussione molto accesa in cui mio nonno minacciò i miei dicendo che avrebbe levato la patria potestà questo causò un allontanamento. Dopo altri 5 anni ci rincontrammo ma io ero cresciuta avevo già 10 anni e da lì in poi mio nonno mi chiedeva implicitamente che io gli telefonassi , all’inizio loro di tanto in tanto chiamavano , e anche noi .successivamente scese il silenzio per diverso tempo . Con il tempo , la telefonata si assodò in una “”mia”"responsabilità . La motivazione per cui le cose non andavano era anche colpa mia . Ancora oggi lascio che il tempo passi , dopo che lo vado a trovare , perché non riesco a concepire telefonate di pochi secondi per parlare del nulla !(non ci vediamo da 1 anno e mezzo) È una cosa che non so come affrontate. È una cosa che mi crea molta ansia , fastidio e mi dispiace perchè potremmo avre un bel rapporto . Anche solo vedendo il suo profilo Facebook mi viene l’ansia . Ad ogni modo l’anno scorso mio nonno mi chiese di lavorare nella sua azienda questo chiaramente l’ apprezzai molto ma non riuscì ad andare per diverse ragioni :
    - avevo la maturità
    -c’era sempre sua moglie in ufficio (lei che da qualche anno mi considerava ‘costruita’ -una parola che difficilmente dimenticherò e che mi fece andare su tutte le furie. Ma come reagì io? Piangendo . )
    Adesso che mi sono diplomata cerco lavoro e una cosa che non mi aspetto è sentir dire a mio padre :”il nonno ti aspetta per lavorare ” adesso scrivo qui perché non so che fare .ho paura che possano farmi del male con le loro parole taglienti e il loro modo di osservarti dalla testa ai piedi come se tu non valessi niente e mi infastidisce molto l’idea che mi vedano così vulnerabile , perché io so di essere forte ma so anche di esserlo di meno in questa vicenda . La prego di darmi qualche”" consiglio spassionato”" .la ringrazio in anticipo.

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