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Mio marito desidera aver figli, io in verità non me la sento

Capita più frequentemente di quanto ci si aspetti che alcune donne non abbiano mai immaginato sin da adolescenti di diventare mamme e, in modo particolare, di procreare. Quando, dopo essersi sposate, sono indotte dai mariti o compagni di convivenza, a ripensare al “progetto-bambini“, si accorgono di non desiderarli affatto: non si vedono in questo tipo di realizzazione. Il problema diventa molto sentito quando la coppia non si era minimamente accordata su questo progetto, perché l’uomo spesso dà per scontato che la donna non si esimerà dal desiderare di costruire una famiglia includendo figli perché storicamente in tal modo è sempre accaduto.
Vediamo perché alcune donne potrebbero non desiderare la maternità.

Possiamo, come al solito, pensare solo ad alcune ipotesi che generano resistenza in alcune giovani donne che, a circa 35 anni, sembrano assolutamente restie ad andare avanti in tal senso. I compagni sono delusi, non se lo aspettavano, a volte diventano molto arrabbiati e spesso rompono il rapporto, perché non si rassegnano. “Dovevi dirmelo prima allora! – Esclamano – non ti avrei sposato, né mi sarei messo con te!”
Un primo motivo che mi viene in mente riguarda l’esperienza che alcune giovani donne hanno avuto con la propria madre: in molti casi la figura materna si comporta sia verso le figlie che verso il marito, in modo assai “presente” e responsabile, un po’ invadente, severa, morale, se non moralistica, iperprotettiva, se non ansioso-ossessiva.

La madre sembra vigilare, controllare tutto, sa fare di tutto, s’intende di tutto, offre consigli e mostra di essere delusa, se non la si asseconda. Il pensiero non conscio di quelle figlie potrebbe essere: se essere mamma significa un’attività così impegnativa, come per mia madre, preferisco rimanere figlia. La madre rimane lei, non io. Troppe responsabilità, troppi rischi di sbagliare.

Spesso l’integrità fisica (paura di perdere la forma estetica) e la responsabilità biologica giocano la loro importanza.Potrei perdere la mia forma fisica, di salute, potrei non riuscire a portare a termine la gravidanza, potrei addirittura non rimanere incinta perché non adatta (complesso di essere bambina), potrei partorire un mostriciattolo con difetti genetici, e come farei ? Non potrei perdonarmelo, potrebbero evidenziarsi, dando alla luce un bimbo, alcune stranezze genetiche, seppellite nella genia degli avi che, sino ad ora non si sono evidenziate. E se soffrissi di depressione post-partum? E se non avessi latte? Se fossi incostante, mi stancassi: i figli sono per sempre…


Qualche volta l’embrione che attecchisce nell’utero viene espulso e così i primi ingenui tentativi falliscono. In alcuni casi, si ha paura dell’incompatibilità biologica. In qualche caso, alcune donne si scoraggiano e non ci riprovano più. In altri casi, il bisogno d’indipendenza spinge la donna verso la carriera lavorativa e rinunciare al successo diventa difficile. Non c’è spazio psicofisico per altro.
Alcune donne ancora sono riluttanti verso il sesso. Non è così importante, se non ci fosse il sesso il mondo e la mia vita sarebbe più facile! Affermano alcune. Il sesso è sempre stato violento, poi immagino come sarà mia figlia o figli quando saranno adolescenti con tutti quei bisogni .. Sembra naturale che se diminuisce il desiderio, la coppia diventa in pochi anni bianca e improduttiva.
E allora nascono resistenze e dubbi: ….siamo in troppi al mondo e ci sono troppe difficoltà da affrontare anche per i figli, bisogna essere incoscienti per non accorgersene.
Che fare? Penso che si possa trovar spazio psichico per rispondersi ad alcune o ad altre di queste considerazioni e vedere se certe paure non possano essere vinte, trasformandole da resistenze in piaceri esistenziali che si rischiano di perdere altrimenti.

Già, perché come si sa il tempo biologico per una donna ha la sua importanza. Penso tuttavia che se non si modifica nulla nel giro di una decina di anni, si debba accettare la natura di tale resistenza qualunque siano i motivi sottostanti.
Nel prossimo post vedremo quando è l’uomo ad aver paura di procreare.

e voi cosa ne pensate ? Scrivete senza indugio …

Roberto Pani

P.S.: Care Lettrici e Lettori, prossimamente il seguente blog sarà spostato sul mio sito www.robertopani.com/psicologia-e-benessere-le-risposte-di-roberto-pani dove risponderò come sempre alle eventuali domande. 

Inoltre le gentili lettrici e lettori potranno seguirmi sulla mia pagina www.facebook.com/RobertoPani.PsicologoBologna

Commenti

  1. 22 ottobre 2016 / ore 03:09
    Serena

    Oltre alle riflessioni etiche, sempre presenti, il fulcro della questione è che preferisco vivere la mia vita anziché metterne al mondo un’altra, tutto qua, semplice.
    Non mi dite che le due cose possano essere fatte in contemporanea, non prendiamoci in giro.
    (Trovo disturbante che nell’articolo questa opzione non sia neanche presa in considerazione.)

  2. 16 dicembre 2016 / ore 06:56
    Monica

    Spesso Sia gli uomini che le donne utilizzano una gravidanza come ricatto , gli uomini ” o facciamo un figlio o ti lascio” magari non lo dicono espilicitamente ma lo fanno capire , e a questo punto sono stupide le donne che ci stanno
    e non lo mandano all altro paese e che lo accontentano! pur se non hanno voglia!!! spesso molti non sono in grado di essere padri!!! , ne mariti, ne uomini!!! e rovinano famiglie e generazioni intere!!! e hanno la faccia come il c… di chiedere alla propria donna un figlio!!!!!
    MOlte donne invece “utilizzano la scusa della gravidanza per non essere lasciate , per non lavorare, per farsi mantenere , per farsi sposare , per fregare il milionario di turno, o il cantante famossisimo di turno, o come un trampolino di lancio per diventare famose, per regnare nel gossip , gli esempi sono infiniti e ci sono parecchie donne che sono specializzate in questo, e magari quando il primo figlio/a diventa maggiorenne
    è quindi non c è più la scusa del mantenimento e non ci sono più assegni e avendo spremuto fino all osso il primo pollo, e scarseggiando il lavoro in tv, spesso ne acchialappano un altro preferibilmente uno dei più riccchi al mondo e cominciano a sfornare figli uno dietro l altro
    per assicurarsi una pensione d” oro e mantenimento con cifre da capogiro , e cosi persino il gossip riprende a parlare di tali
    “meravigliose donne” e il lavoro in tv ecco che aumenta come per magia ,
    vi siete mai accorti di questi casi? queste donne
    sono le “cose” peggiori che possano esistere sulla faccia dell universo , e disgraziatamente esistono !!e oltre a non avere sentimenti, dignità e onesta non saranno mai neppure delle madri, solo delle figlie di p….viscide
    perché utilizzando tutte le persone e persino il bambino/a come mezzi per arrivare da qualche parte, che madri, e donne vuoi che siano?

  3. 16 dicembre 2016 / ore 11:47

    Cara Monica ,
    é vero che donne e uomini usano l nascita di un figlio come ricatto. Però dobbiamo riconoscere che esistono molti casi in entrambi i sessi che desiderano figli perché si sentono madre padri.
    Certo dici tu, questo potenziali madri o padri dovrebbero co maggior flessibilità il desiderio dell’altro e non ricattare il partner O facciamo o figlio o rilancio i. In questo caso significherebbe provare amore e rispetto ?

    roberto.pani

  4. 31 dicembre 2016 / ore 13:21
    Sconsy

    Io ho mille motivi per non volere un figlio.Ho perso un lavoro che amavo e devo trovarne uno simile per sentirmi appagata e poi potermici dedicare.Ma soprattutto, sposata da due anni, mi sono reso conto che con mio marito un figlio sarebbe pesante.Lui e sua madre hanno la fissa dell’accudire…e mi renderebbero impossibile essere il tipo di mamma “sportiva” che sento potrei essere.Ieri su una collina ventosa c’era una coppia con un bimbo di pochi mesi.Il nostro dovrebbe essere al riparo e tutto girerebbe intorno a lui almeno fino alla patente.La suocera se ne approprierebbe insegnandogli valori e cose che non fanno parte di me, cucinando cose piú buone….Peró avrei voluto un figlio.Forse dovrei divorziare e cercare un uomo che mi renda felice anche se il lavoro mio va male e mi metta al centro di tutto…(magari orfano di madre)…

  5. 16 febbraio 2017 / ore 00:01
    Camilla

    Il Discorso che farò adesso non va generalizzato a tutto il genere femminile,( per fortuna aggiungerei) ma a una determinata tipologia , che io personalmente ho purtroppo conosciuto e di cui sono testimone diretta
    Premetto che ho conosciuto anche uomini con le stesse identiche caratteristiche e anch essi totalmente incapaci di fare i padri e totalmente egoisti
    Oggi pero dato che l’ articolo parla per lo più di maternità
    Vorrei analizzare e riportare la mia testimonianza nei confronti delle Non madri delle”donne” che non hanno completamente neanche un minimo di istinto materno e neppure voglia di averlo
    e sono le ultime persone al mondo a cui affidare un bambino anche per mezz’ ora, figuriamoci crescerlo ed educarlo fino ai 18 anni ! dietro la facciata apparente con cui queste donne si presentano agli altri spesso si nascondono delle bambine anche a 50 anni e oltre, patetiche, viziate , immature, egoiste, megalomani e potrei continuare a lungo , queste donne non si guardano mai dentro, non vedono mai i propri limiti , le loro colpe ,(Le colpe sono sempre degli altri) le loro mancanze e le loro incapacità, e di fronte ad una scelta importantissima e di grande responsabilità come quella di mettere al mondo un bambino/a, non mettono in dubbio nemmeno per un secondo di non essere portate per essere mamme , esse però essendo egoiste non pensano a come poter essere utili per la società, per l’ umanità, pensano soltanto a se stesse, a ciò che è meglio per loro ,di conseguenza la scelta di avere un bambino non è dettata da intenti puri, ma solo da fini e obbiettivi piccoli o grandi che siano, e dato che il loro motto è “il fine giustifica i mezzi, ecco che il bambino per loro non è un essere pensante con i suoi bisogni e i suoi diritti ma solo un un mezzo, un oggetto, c è chi lo fa per non farsi lasciare dal compagno, chi per farsi sposare, chi per non lavorare , chi per avere il mantenimento, chi per non rimanere sole, dato che la solitudine non la vedono come opportunità per conoscere se stesse ma solo come condanna, dato che sono solo pecore
    e ne sono terrorizzate, perché non sanno badare neanche a se stesse, guardate che coerenza: se non trovano l’amica oggetto o il fidanzato oggetto che più gli garba, , ecco che usano persino le persone che odiano di più pur di non restare sole, il restare sole con i propri pensieri e la propria coscienza ammesso che ne abbiano una poi per loro è il peggior incubo quindi devono fare di tutto per evitarlo , cosi ecco che capita che anche la “donna” che fino a qualche anno prima ha usato e maltrattato sorelle più piccole, amiche, cugine, pseudo fidanzati, e che ha sempre sostenuto di non volere mocciosi intorno, ma di voler solo scalare le vette delle classi sociali e lavorative e di voler scoparsi gli uomini di mezzo mondo, soprattutto belli , ricchi e potenti ,o il proprio beniamino uno a caso Kevin Costner, ecco che quando non riescono a realizzare nemmeno una di queste cose , ( figurarsi Costner eh eh)
    il loro evidente fallimento e l’ accelerarsi del loro orologio biologico e decadimento fisico , ecco che prima di rimanere sole, zitelle, e senza soldi, non sapendo fare nulla, (a parte parlar male in continuazione degli altri, diffamarli, sbeffeggiarli, fare le vittime, guardarsi TEmptation Island, stare sdraiate al sole e mangiare banane), ecco che devono trovare un alternativa, devono accalappiare il prima possibile il primo pollo benestante che trovano sulla piazza e se questo ci casca, non farselo scappare più, costi quel che costi , le loro aspettative cosi si rimpiccioliscono, ma quello che non si rimpicciolisce è il loro blaterare, la loro invidia, il loro ego e le loro meschinità, l’ unica ambizione a quel punto è il non restare sole e senza un soldo, di conseguenza essendo all’ ultimissima spiaggia perché il fidanzato/convivente si sta stancando, e si sa le vecchie streghe e pure cesse, nessuno se le piglia, ecco che gli tocca puntare proprio sull’ ultima loro chance : fare dei figli (poveretti) si perché loro saranno le prossime vittime!

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