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Il futuro della coppia

Rispondo a un commento di Grazia con piacere e la ringrazio per essere intervenuta nei commenti, così come ringrazio tutte le altre persone che scrivono (vedi commenti su la funzione positiva e negativa dell’amante - commento numero 2).

Mi trovo fondamentalmente d’accordo con Grazia, che sostiene che non sia scontato (più che, come lei dice “non naturale”) stare con la stessa persona per tutta la vita. Meglio immaginare che, spontaneamente, avremmo molti altri desideri di conoscenza e d’intimi incontri con altre persone, mentre la società non ci facilita questo per molte ragioni, sociopolitiche, etiche, religiose, igieniche, biologiche. Tali incontri invece sono naturali per altri esseri viventi.

Molta ambiguità, in effetti, circola nel rapporto umano di coppia, ipocrisia e spesso disagio e infelicità: tutto questo prevale perché vince il bisogno di mantenere stabile la sicurezza della coppia. Ciò porta a sacrificare altri nostri spontanei desideri.

La coppia come figura istituzionale è da anni in crisi, e l’amante è in essa sempre maggiormente all’ordine del giorno: le donne sono molto cambiate e poco, se non nulla, invidiano qualcosa all’uomo, anzi in certi casi potrebbe apparire il contrario!

Tale consapevolezza porta spesso la donna alla rottura del rapporto di coppia, proprio perché il fraintendimento del patto di convivenza potrebbe essere basato su un ingenuo preconcetto secondo il quale l’uomo s’immaginava che la donna dovesse subire la quotidianità del peso della convivenza. Esattamente come i nostri nonni e bisnonni, come sempre in passato.

L’uomo spesso in buona fede, non si rende conto che il mondo dei rapporti intimi è in continua e veloce trasformazione e che lui non è il re della foresta.

Mi sembra che vi siano prospettive riguardo alla coppia che si potrebbero riassumere ipoteticamente in tre tipologie di sviluppo futuro.

1) I rapporti di coppia continuano a rompersi sempre di più e le persone finiranno per non sposarsi (visti i costi anche degli avvenuti divorzi) e a sentirsi disillusi per la perdita dell’amore romantico, anche se in parte, non se ne potrà fare a meno completamente.

2) I rapporti di coppia saranno sempre più misti, avverranno a tutte le età, con grandi differenze anagrafiche. Accadranno indistintamente tra omosessuali e eterosessuali, saranno rapporti effimeri e forse superficiali. La sessualità si ridurrà e quindi richiederà veloci cambiamenti di partner per mantenersi viva e attiva.

3) I rapporti si stringono nuovamente attorno a nuovi valori, simili a quelli di un tempo con qualche variante (non ci si bagna due volte nella stessa acqua che scorre nel fiume) con lo scopo di stabilizzazione della vita e con il piacere di approfondire la conoscenza del partner e far sì che durino il più possibile, anche se a costo di sacrifici (non necessariamente l’idea cristiana). La sicurezza torna in primo piano perché il cambiamento spaventa la maggior parte della gente e per questo si cerca tranquillità a costo di mediazioni.

Sul terzo punto ho qualche perplessità.

Se le vecchie generazioni, quelle che hanno vissuto in forza di valori, saranno nel frattempo scomparse, come le nuove generazioni ritroveranno nuovi valori?

I punti di riferimento saranno da reinventare completamente?

Sono ottimista: penso che così accadrà

roberto.pani

cosa pensate?

Commenti

  1. 16 novembre 2013 / ore 14:35
    Raffaella Buttazzi

    Rileggendo i tre punti riassuntivi, penso ci sia una differenza profonda tra amore romantico e romanticismo nell’affettività di coppia.

    Allo stesso modo l’incontro tra due persone mette ovviamente in gioco molte differenze a mio parere come arricchimento: dove la stabilità è rappresentata da una crescita emotiva personale.

  2. 16 novembre 2013 / ore 17:17
    grazia

    Ringrazio Lei, gentile Dottore, per la condivisione di un mio commento e per averlo portato ad un approfondimento ulteriore.
    Sono d’accordo con quanto espresso da Lei e voglio credere anch’io che ci sarà una nuova definizione di valori più confacente alle nuove aspirazioni di tutti e all’evoluzione del concetto di coppia e di famiglia.
    Voglio pensare, e sperare, che ci possa essere, domani, una minor esclusività nel rapporto di coppia ed una maggior tolleranza riguardo l’esclusività sessuale rispetto ad oggi.
    Secondo me è questo il nodo cruciale …..oggi come oggi, infatti, si pretende l’impossibile da un rapporto d’amore: che duri per sempre, che cresca nel tempo, che non si fossilizzi mai in un ruolo, che non si abbiano tentazioni verso l’esterno per tutta la vita, quando oggi l’esistenza dura molto di più …… insomma l’apoteosi dell’amore romantico, concetto nato solo da pochi decenni (sconosciuto ai tempi dei nostri nonni …) e che, probabilmente è l’eccezione e non la norma.
    Io questo domani però, non lo vedo tanto prossimo; insomma, spero di sbagliarmi ma penso che i nostri figli e nipoti vivranno ancora molte frustazioni emotive prima di trovare un nuovo equilibrio.
    E’ la dura legge dei “periodi di transizione”, ma occorre aver fiducia e cercare sempre di infondere speranza e luce nella mente dei giovani.
    La saluto caramente,
    Grazia

  3. 19 novembre 2013 / ore 10:09
    Rossella

    Non è assolutamente scontato, oggi men che meno perché si tende a ponderare tutto e a darsi delle scadenze: entro “tot” anni mi laureo, poi penso alla professione, intanto mi diverto e quindi mi sposo. Poi in secondo luogo ci si può confondere sull’amore, lo dico soprattutto alla luce del fatto che sempre più spesso coppia fa rima con pubbliche relazioni. Però il tradimento non si dovrebbe giustificare perché non è “normale” tradire. Prima concludi la tua relazione e poi fai quello che ti pare. Se la coppia è “aperta” è un altro paio di maniche. Resta il fatto che il matrimonio di facciata dovrebbe essere una scelta condivisa e non subita.

  4. 19 novembre 2013 / ore 14:44
    grazia

    Finchè nell’immaginario comune si pensa al tradimento fisico, magari occasionale, come al tradimento per antonomasia, quello pe cui vale la pena decretare morto un sentimento e quindi un matrimonio, un rapporto di coppia, penso che i matrimoni che rimarranno a galla, che dureranno nel tempo, saranno sempre meno.
    So di andare controcorrente e che il mio compagno, ad esempio, non concorda affatto col mio pensiero, ma sono convinta che quando supereremo questo concetto (non a favore dell’amore libero, quello è altra cosa), si apriranno nuove possibilità d’amore. Forse meno retoriche , certamente più profonde.

  5. 19 novembre 2013 / ore 23:32
    silvana ardito

    Penso semplicemente che siabdifficile ma non impossibile all’amore eterno, al rispetto e al bene reciproco della coppia (finché morte non ci seoari), come per i nostri genitofi o nonni.in yutto ciò non deve esserci mai di indole e carattere l’Egoismo, in nessuna dua forma. ALLORA CI si può provare ad amare per sempre. Non si deve dare niente per scontato insomma!!!!

  6. 20 novembre 2013 / ore 05:14
    paola

    Quello che mi fa pensare alla fine non lontana della coppia “canonica”(ovviamente in termini di generazioni) è la sempre maggiore capacità di vita autonoma della donna. I rapporti sentimentali/sessuali saranno visti come “momenti di incontro e svago”, di durata ovviamente variabile secondo la volontà della coppia del momento.
    Ne vediamo già i segni chiari e purtroppo sono evidenti le conseguenze più negative:
    L’incapacità di uno dei partners di accettare queste nuove regole di gioco sfocia sempre più spesso nella violenza. Al momento è l’uomo a non saper ancora farsi ragione di un abbandono, poiché fino a poco tempo fa era lui il traditore più accreditato, la donna subiva per amore della famiglia.
    Vedremo sempre più single con figli ed il vero indicatore familiare del futuro sarà quello economico, perché l’instabilità economica ormai presente in tutte le società sarà il motivo principale per rotture e nuovi tentativi di convivenza. Come dire “meno storie, pensiamo a sopravvivere.”

  7. 20 novembre 2013 / ore 08:13
    Federica

    Buongiorno!
    è vero il rapporto di coppia è molto cambiato ma secondo me bisogna tornare a impegnarsi nel senso più positivo della parola. A dedicarsi a ciò che si ama, compresa la coppia con o senza matrimonio, ma dedicandole tempo e passione. Perchè se vogliamo che sia qualcosa di profondo, e non solo passeggero, beh non possiamo aspettarci che cada dal cielo. i valori? anche io sono ottimista Dottore e penso che la mia generazione (ho 29 anni) e anche quelle più giovani abbiano già nuovi punti di riferimento e valori più solidi di quelli che a volte appaiono da giornali e media. Positività, perché moltii cambiamenti e miglioramenti emotivi sono nell’aria!
    buona giornata e grazie per il bel post!
    Fede
    http://thelittlepinkpepper.wordpress.com/2013/11/19/aaa-lifestyle-blogger-cercasi/

  8. 20 novembre 2013 / ore 10:12
    Silvia

    La coppia si consolida con il tempo. Dobbiamo darglielo questo tempo. Il sentimento cambia, diventa più profondo. E solo se il rapporto è coltivato con piccoli gesti affettuosi reciproci. E’ questo che poi fa grande un sentimento. Solo se ricevi amore, di quello vero, fine a se stesso, poi non sei più in grado di farne a meno. E meglio una parola non detta, un piccolo sacrificio, che all’inizio costano un pò. Con il tempo, invece, non potrai che fare così, perchè arriverai a volere talmente bene alla persona che ti sta accanto che non hai scelta, fai quello che è meglio per lui o lei. Nel percorso di vita a tutti può capitare di provare un’attrazione per qualcun’altro, ma se hai curato il tuo rapporto di coppia come un fiore, se è diventato così bello nel tuo giardino che quel giardino diventerebbe spento e triste senza quel fiore, ti verrà naturale rinunciare , perchè non vuoi perdere quel fiore tanto bello che ti riempie il cuore di gioia . Dobbiamo sentirci gratificati delle piccole cose, un tramonto, un panorama, ed anche uno sguardo ed una piccola attenzione di qualcuno può soddisfare il tuo ego. Per arrivare a questo dobbiamo essere in due a comportarsi così questo è l’unico punto un pò più difficile. Dobbiamo imparare ad apprezzare nuovamente le piccole ma bellissime cose della vita che abbiamo anche quando non ci manca niente.

  9. 20 novembre 2013 / ore 17:40
    grazia

    Ciò che dice Silvia è condivisibile: soprattutto l’ultima considerazione e cioè che occorre essere in due a perseguire lo stesso obiettivo di stabilità nel tempo, curando come un “fiore”, assai delicato, il rapporto.
    Ma ognuno di noi sa (e poi neanche molto, dopotutto) di sè stesso; dell’altro, invece, non c’è certezza alcuna!

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