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La pigrizia di muoversi anche per piccoli cambiamenti.

Spacer © Copyright 2014 CorbisCorporationSi tratta di una pigrizia e non di mancanza di desiderio o di volontà: la chiamo pigrizia perché l’aspetto di cui parlerò mi appare più complesso di quanto possa sembrare a prima vista.

Intendo dire che ci sono iniziative nella mente che coinvolgono certe persone che dovrebbero essere attuate senza tante difficoltà, perché, di fatto, sono profondamente  desiderate.

Faccio alcuni esempi: iniziare una piccola dieta, fare un po’ di moto, andare in palestra, compare una bicicletta, smettere di fumare, cambiare pettinatura o acconciatura.

Esempi del tipo che consistono nel fare manicure, indossare un certo vestito oppure certe scarpe, truccarsi bene fare certe telefonate alle amiche o amici. Altri esempi possono riguardare accettare di fare un piccolo viaggio, compiere certe visite di cortesia, andare a un concerto, al cinema o teatro, mettere un disco, modificare di poco l’arredo dell’alloggio, persino fare una certa passeggiata in una bella giornata di sole.

Questi esempi potrebbero far pensare da una leggera depressione, leggera malinconia, a una banale abulia.

L’esperienza mi suggerisce che non si tratta tanto di questo stato d’animo che per altro non potrei escludere perché, come di solito, sarebbe necessario valutare e comprendere, caso per caso, la tipologia di quella certa passività di comportamento.

 

Cos’è la pigrizia?

In cosa consiste?

La pigrizia di muoversi anche per piccoli cambiamenti.

 

Esempi  che consistono nel fare manicure, indossare un certo vestito, oppure certe scarpe, truccarsi bene fare certe telefonate alle amiche o amici. Altri esempi possono riguardare accettare di fare un piccolo viaggio, compiere certe visite di cortesia, andare a un concerto, al cinema o teatro, mettere un disco, modificare di poco l’arredo dell’alloggio, persino fare una certa passeggiata in una bella giornata di sole.

Questi esempi potrebbero far pensare a una piccola depressione, leggera malinconia, a una banale abulia.

L’esperienza mi suggerisce che non si tratta tanto di questo stato d’animo che per altro non potrei escludere e, come di solito, sarebbe necessario valutare e comprendere, caso per caso, quella certa passività di comportamento.

Ciascuno di noi si affeziona a se stesso alla propria immagine, anche quando molte caratteristiche che ci riguardano non ci soddisfano completamente. Mi riferisco al comportamento etico, alla posizione sociale, al nostro aspetto fisico alle nostre abitudini quotidiane, ecc

I cambiamenti, a volte minimi, mettono in pericolo questa stessa immagine di noi stessi, cosicché rimandiamo le azioni che desideriamo compiere.

Le amicizie ci sollecitano nel fare ciò che diciamo esser meglio per noi e si domandano perché ci incantiamo ad aspettare chissà cosa?

Cosa aspetti ? Perché ti lamenti di non andare dal parrucchiere, di fare questo viaggio ecc? Cosa ti costa è quel che vuoi tu! Perché non procedi?

 

E’ come se la persona si cullasse in un mondo dove non ci sono regole dove le azioni non spingessero a assumere la più piccola responsabilità. Un mondo dove non dovrebbe esistere virtualmente spazio e tempo e l’azione non costringesse sempre a un aut/aut.

Se mi reco dal parrucchiere cambio la mia immagine  … si sarei contenta  … ma non me la sento ora … lo farò domani ….. adesso ….voglio rimanere come sono.

In questi casi quindi sembra che non contino i reali vantaggi ricavati da queste eventuali positive azioni in programma, né i giovamenti indiretti che si ricaverebbero da queste.

Sembra prevalere un bisogno di fermare se stessi e la propria immagine, o meglio percepire di avere il potere di farlo.

Non mi importa se mi gioverebbe fare quel che ho pensato giusto fare, anche se sono consapevole che sarà meglio portare a termine ciò che desidero e che è meglio completare, ma ora …. Lasciatemi in pace !

Viviamo in un mondo confuso da mille dinamiche e contesti, la bussola orientativa gira spesso a vuoto. Il mondo non è linearmente deterministico fatto di cause ed effetto. Non sappiamo sempre perché certe cose ci accadono.

Abbiamo, in qualche caso, bisogno di bloccare ogni piccolo cambiamento e in alcuni casi diventiamo spettatori passivi e pigri per timore di disperdere una certa immagine di noi stessi. Siamo congelati in attesa di spazio per poter avventuraci nel cambiamento

 

Cosa ne pensate ?

 

 

roberto.pani

Commenti

  1. 25 settembre 2014 / ore 15:11
    maria

    Sono una pigra cronica,da quando i miei tre figli,studenti universitari i primi due alla maturità il più giovane,io faccio fatica a fare tutto.
    Sarà che quando non erano autonomi dovevo sempre correre più volte al giorno per portarli a tutte le attività che praticavano,sarà che anche se mio marito potendo mi ha sempre aiutata anche nei lavori domestici,ma il lavoro è stato immane e quasi sempre da sola,nemmeno con l’aiuto morale di famiglia o amici,anzi,abbaimo avutopiù critiche e cattiverie che altro.
    Abbiamo sempre dovuto affrontare tutto da soli,anche qualche intervento chirurgico e controlli medici periodici.
    Ora anche se sto bene, mi sento come svuotata,come se a parte la mia meravigliosa famiglia,e so che è già molto,non interesso a nessuno.

  2. 25 settembre 2014 / ore 15:17
    Raffaella Buttazzi

    Conosco bene la sensazione che proviene da questa pigrizia, poichè anni fa mi capitava a volte di grogiolarmici.

    Cambia molto, facendo esperienza, come mi succede spesso ora, di quante possibilità ci si arricchisca dopo questi piccoli cambiamenti.

    La ritrosia iniziale, come quando imparavo un gioco nuovo da bimba, cede posto a stupore ed entusiasmo.

    Spesso, forse, dimentichiamo quanto “procedere per prove ed errori” : come commenta Lavi in “In un attimo tutto finisce”, sia un modo per continuare mettersi in gioco e vivere profondamente?

    Raffaella

  3. 23 ottobre 2014 / ore 12:16
    gisy

    Egregio Dottore anche a me succede spesso di essere pigra anzi “amorfa” per poi prenderla con me stessa per non riuscire a fare ciò che voglio.come fare a riuscirne fuori mi stò rovinando la vita.

  4. 8 febbraio 2016 / ore 17:57
    Jenna

    Devo assolutamente darmi una mossa.

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