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Il sorriso come espressione quasi fissa

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Viaggiando spesso negli Stati Uniti, anche perché ho parenti che vivono in questo Paese, ho con il tempo notato, che molti americani in ambienti di classe media e ancora di più nella classe medio-alta, assumono di frequente una mimica sorridente che si distingue dal sorridere italiano: gli Italiani, a mio parere, sorridono poi complessivamente poco e si mostrano più seriosi.

Mi sono domandato i possibili significati sociali del sorriso che va distinto dal ridere in privato o in pubblico con amici o assistendo a uno spettacolo divertente.

Naturalmente, esistono tante tipologie di sorriso che distinguo appunto da ridere vero e proprio, dalla ilarità che deriva da una circostanza buffa e comica.

Possono esserci tra la gente sorrisi di soddisfazione che emano un senso di contentezza e persino di felicità, quindi autentici sorrisi o invece sorrisi di circostanza, meno sinceri e più da venditori che assumono un atteggiamento che io chiamo da denti di gesso.

Ci sono persone forse, non soltanto negli USA, ma anche in Europa e in certe parti del mondo che quando escono di casa e entrano in contatto sociale, e quando camminano per la strada assumono una mimica espressiva quasi costante e fissa che indica un sottile presentarsi agli alti con garbo, mostrando una espressione leggera come se intendessero comunicare di non essere intrusivi, giudicanti o in alcun modo drammatici.

Non sono impegnativo per nessuno, sembra che vogliano comunicare, sono alla buona, non ti recherò alcun danno, non sono pericoloso, anzi sono disponibile in generale agli altri. Sono una buona, sono un buono! Un altro messaggio potrebbe essere interpretato, ti sorrido perché è come se ti conoscessi, se mi vuoi parlare non ho difficoltà. Queste persone sfilano tra la gente come per mostrare di essere democratici, per non disturbare per rispettare gli altri, come se chiedessero educatamente sempre scusa se passo. Personaggi dello spettacolo si comportano in tal modo, politici, personaggi VIP. Non vi sembra?

Sono autentici ? Forse non del tutto, forse gli è stato insegnato dai training lavorativi a essere gentili e cordiali verso gli altri attraverso la mimica espressiva, ma debbo dire che queste persone non sono sgradevoli anche se cultura dei Paesi è differente dal nostro Paese. Meglio così, in tal modo piuttosto che mostrarsi con un’espressione dura, incazzata, presi dai propri interessi, come per dire, io ti ignoro, penso alle mie cose! Tu cosa vuoi da me?

Raccontava mia cognata che, all’aeroporto di Linate dopo essere sbarcata dagli USA che camminando con grazia verso l’uscita per prendere un taxi, la sua espressione segnata da un sottile sorriso, ha attirato l’interesse di un uomo elegante che forse si è sentito guardato o considerato, e che le ha chiesto: forse noi ci conosciamo? Mia cognata si è molto meravigliata, forse era distratta e il suo atteggiamento, mi disse, doveva essere lo stesso che manteneva in California.

La gente di tal tipo è come se appartenesse a un club, anche se cammina per la strada e considera scontato che la gente sia cordiale e disponibile e cordiale tra i partecipanti a rischio di essere fraintesa. E’ come quando si visita una galleria di opere d’arte:  si è educatissimi verso il prossimo, si rispetta l’accesso alla visione del quadro, ma imponendo la propria priorità, anche se potrebbe averne il diritto. Un sorriso non manca mai in questi casi.

Forse tale atteggiamento sorridente non è del tutto autentico, è un atteggiamento effimero, forse un po’ snob, ma é abbastanza gradevole, se non esagerato, dopo tutto. Per alcuni Italiani sono irritanti?

L’ipocrisia certo che non piace a nessuno!

roberto.pani

 

P.S.: Care Lettrici e Lettori, prossimamente il seguente blog sarà spostato sul mio sito www.robertopani.com/psicologia-e-benessere-le-risposte-di-roberto-pani dove risponderò come sempre alle eventuali domande. 

Inoltre le gentili lettrici e lettori potranno seguirmi sulla mia pagina www.facebook.com/RobertoPani.PsicologoBologna

Commenti

  1. 4 dicembre 2015 / ore 14:08
    Rossella

    Il sorriso fa sempre da contraltare alla riservatezza. Per quanto mi riguarda preferisco un sorriso in più ed un amico in meno. Quello che si dice “essere alla mano”… una gentilezza senza sesso.

  2. 4 dicembre 2015 / ore 15:48
    Raffaella Buttazzi

    AlesSandra M in “Senza educazione non c’è autentica comunicazione”, secondo la mia opinione, racconta una componente autentica di questo sorriso, che, forse, raccoglie però anche alcune delle perplessità espresse da Grazia 2014 in “Funzioni psicologiche del Supermercato”: un incontro tra presente e passato.

    Un comportamento corrispondente italiano, anche se sicuramente molto più informale, potrebbe essere la consuetudine a fischiettare: argomento di un precedente post ?

    Raffaella

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