2

L’amante è spesso un contenuto dei sogni.

SpacerDGHA68Ci sono persone che si addormentano abbracciando e fondendosi piacevolmente con la fantasia onirica di entrare nella vicenda erotica con un amante.

Con tale fantasia che permette ai sognatori di entrare in contatto con un certo uomo o donna, spesso personaggi creati ad hoc, trascorrono beatamente notti movimentate e colorate. Le figure immaginate potrebbero riferirsi a un corpo già conosciuto e incontrato che si desidera rivdere più che mai, oppure un amante che potrebbe essere magicamente variato e scelto con molte differenti caratteristiche.

Alcune fantasie vedono nel sogno un uomo o donna assai attraente, altre figure sono sognate con una sensazione un po’ sgradevole, ma al tempo stesso essere rappresentate come affascinanti per ragioni sessuali, quasi masochistiche. Non mi piace, ma mi provoca godimento fisico, non lo vorrei, perché è brutto (brutta), ma il piacere corporale mi soprafa’ e infine, cedo a questo genere di piacere. Quel che provo – dicono alcuni sognatori - è un senso di bisogno di perversione che sconfigge il mio consueto controllo e che mi porta lontano, ma vicino a qualcosa di animalesco e di bestiale e dalla quale sensazione mi lascio trasportare e conquistare. Si tratta del senso del kitsch, un senso di piacere che scaturisce dalla trasgressione, da ciò che scaturisce dal nuovo che è anche brutto, ma che fa scoprire e sollecita ciò che non si è ancora conosciuto di se stessi. Uomini o donne dal corpo grasso/i, dal volto brutti/e, con un viso sgradevole, con pelle devastata, denti giallastri e deformi, ecc.

Si tratta di una specie d’incubo che consente al tempo stesso al sognatore piacere che a volte può far raggiungere l’orgasmo.

I rapporti sognati sono spesso omosessuali, incestuosi, questi ultimi inaccettabili quando si è in stato di coscienza.

La sognatrice o sognatore non si autoriconoscono in tali sogni e non hanno mai immaginato tali esperienze che dominano le loro fantasie e quindi scoprono a fatica aspetti di Sé sconosciuti, improbabili per la loro coscienza, ma stranamente intensi e sconvolgenti. A volte i sognatori di entrambi i sessi si vergognano e cercano di dimenticarne il contenuto delle fantasie oniriche, seppure i sognatori non possono negare a se stessi di essere i registi dei propri sogni.

Ci sono persino donne che con sdegno sognano di essere stuprate senza pudore, ecc.

Freud riteneva che la sessualità fosse all’origine della nevrosi, costituisse cioè l’energia spesso deviata che inducesse frustrazioni che si rivelavano sotto forma di disturbi del carattere e del comportamento.

Il bisogno di affetto può esprimersi anche in questo modo, come protesta e contestazione.

Quando parlo d’affetto non mi riferisco alla quantità, ma alla qualità. Si cerca spesso e idealmente la continuità con il passato, oppure il contrario di ciò che si è avuto poco o in un modo insoddisfacente.

La sessualità non c’entra direttamente, anche se sembra che sia la protagonista dei bisogni intimi e antichi. Il desiderio di esser compresi, sintonizzati con il partner antico, ma quindi anche attuale si esprime con affetto e il corpo diventa il protagonista che accentra su di Sé una innumerevole di stimoli. Si chiede troppo, si è troppo dipendenti, non si è cresciuti abbastanza?

Il corpo può ammalarsi se ci si sente profondamente soli e incompresi, così come può rivolgersi al sesso che offre la prerogativa d’assumere la consolazione del sogno che eccita.

Quando c’è una coppia ch comunque sia, si sente infelice, l’amante reale, non quello sognato, quello vero, può essere d’aiuto, può cambiare la qualità di vita. Perché però non separarsi?  Si sente rispondere che la ragione è determinata dai figli ancora piccoli e bisognosi e dalle questioni economiche che gravano enormemente sulla famiglia, la cultura tradizionale che vede nella sopportazione un premio di stabilità e di non cambiamento ha la sua importanza.

Ci segrega allora in casa, ma non è sufficiente per stare meglio.  Penso che le ragioni siano spesso coincidenti con la paura di non farcela da soli, perché cambiare, staccarsi dal ceto anche se si è infelice, si rischia di non trovare un partner che sia l’anima gemella che ami sul serio.

roberto.pani

P.S.: Care Lettrici e Lettori, prossimamente il seguente blog sarà spostato sul mio sito www.robertopani.com/psicologia-e-benessere-le-risposte-di-roberto-pani dove risponderò come sempre alle eventuali domande. 

Inoltre le gentili lettrici e lettori potranno seguirmi sulla mia pagina www.facebook.com/RobertoPani.PsicologoBologna

Commenti

  1. 12 dicembre 2015 / ore 10:30
    Rossella

    Penso che la maturità affettiva dipenda dalla nostra capacità di entrare in comunione spirituale con il prossimo. Il resto è letteratura, o forse storia dei giorni nostri; una storia in verità abbastanza triste se consideriamo che la castità è sparita dal nostro orizzonte. Questo rinnovato sguardo sull’uomo lede la dignità personale di chi crede nell’amicizia o in quella che potremmo definire fratellanza. Vivere l’affettività nella castità significa non fare le cose per un tornaconto personale, per il proprio piacere. I corpi ci possono tradire perché il nostro interlocutore terreno è il mondo… ciò non toglie che continuiamo ad avere la facoltà di sorridere, abbracciare e colloquiare con i nostri amici o presunti tali. Le suggestioni non sono fantasie… in entrambi i casi vale la pena di lasciar perdere perché le attese, alcune attese, finiscono per indebolire il nostro spirito e questo significa che dall’altra parte non c’è uno sguardo che mira a tutelare la nostra integrità. Si vuol capire se potrebbe, o non potrebbe, andare. Per un tornaconto personale… la temperanza non si riflette sull’altro perché se quest’altro è una donna si finisce per ridurla a mero oggetto del desiderio. Ovviamente si tratta di una mia opinione… è chiaro che ciascuno nella vita si orienta seguendo un proprio ideale.

  2. 12 dicembre 2015 / ore 15:47
    Raffaella Buttazzi

    L’impegno emotivo di cui parla Grazia in ” Emozioni forti ma fugaci o Sentimenti pacati ma durevoli?” potrebbe, metaforicamente, forse, prestarsi ad esprimere l’intensità di qulla contestazione affettva che è impersonata dall’amante nel sogno.

    In questo specchio, però, nella realtà, il riconoscimento di Sè e del partner, come nelle parole di Michele in “Come riconoscere il narcisista”, non risulterebbe profondamente inefficace e non autentico?

    Raffaella

Comments are closed.