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Mai più potrò fidarmi di te

A35KD9Spacer Il guaio della nostra società é caratterizzato dall’osservazione secondo la quale viviamo tutti in un’epoca dove, anche nei Paesi occidentali e considerati civili, non vige più un senso di fiducia, ma prevale l’insicurezza che indirizza verso la diffidenza.

Il bambino nasce tra una mamma e un padre che, a livello epidermico, come genitori dovrebbero trasmettere sicurezza. All’inizio della vita infantile si suppone, in effetti, che la trasmettano.

In seguito, come in altri periodi della storia, questa sicurezza appare al piccolo sempre più cresciuto un’illusione che aumenta di anno in anno.

I genitori per primi, non respirano più sicurezza come un tempo respiravano i nonni,  perché la crisi economica, trasformata spesso in povertà, si muove sempre più avanti.

Gli Islamici offrono con la fede nel corano, certezze assolute, promettendo che immolandosi alla morte, si troverà la scala del paradiso; così molti europei, americani, asiatici, cercando certezze ed essendone privi, si arruolano con cecità altrettanto assoluta.

Il Papa, Sua Santità, Francesco, propone una filosofia della povertà, intendendo spegnere un bisogno sociale che consiste nell’essere diventati troppo materialisti. Il Papa esorta a essere meno avidi, perché la ricerca affannosa, avida di denaro, porta alla corruzione, al bisogno di dominio, alle guerre.

La povertà però come filosofia di vita, deprime economicamente i popoli e, anche psicologicamente deprime i cittadini di certi Paesi.

Le guerre di religioni diventano sempre più minacciose e minano ancora di più le sicurezze della gente. Sembra che o si accetta di vincere la guerra o di subirla come sconfitti: si parla persino di atomica.

Le Nazioni sono invase da povera gente affamata, ma non sappiamo se tutti abbiano buone intenzioni verso noi che li aiutiamo. Bisognerebbe costruire una politica che permetta di aiutare i Paesi poveri a camminare autonomamente.

I popoli alleati con qualche eccezione non si fidano l’uno dell’altro.

Certo la storia si ripete con alcune varianti, ma il clima psicologico e umorale non sembra essere al massimo.

Il clima atmosferico non promette meglio. I serbatoi di acqua, i ghiacciai, si stanno sempre più sciogliendo a causa dell’aumentato calore delle acque e delle terre. Alcuni Paesi rischiano in futuro, se i provvedimenti anti-inquinamenti non fossero osservati alla lettera, alcuni territori andrebbero sott’acqua.

Quei bambini oggi adolescenti trovano attorno a sé sempre meno punti di riferimento, prospettano un futuro, come minimo, incerto, se non nero.

Sorgono sentimenti di rabbia, protesta, depressione, atti compulsivi patologici.

La coppia affettiva appare ormai in crisi, e spesso si basa sull’infedeltà, diventata come un’àncora di salvezza per sconfiggere la solitudine: separazioni e divorzi sono in aumento. Donne e uomini e omosessuali non si fidano più come tempo prima. Le reazioni affettive sono poco profonde, più basate sulla diffidenza e sull’uso reciproco del momento.

Alcuni giovani si sono estraniati dal mondo sociale e altri non fidandosi per via delle ingiustizie sociali vivono e trattano nelle falsificazioni delle cose.

L’autenticità viene meno e il secondo Sé, quello falsificato più di superficie, si è posizionato in avanguardia per trattare gli affari umani.

roberto.pani

 

P.S.: Care Lettrici e Lettori, prossimamente il seguente blog sarà spostato sul mio sito www.robertopani.com/psicologia-e-benessere-le-risposte-di-roberto-pani dove risponderò come sempre alle eventuali domande. 

Inoltre le gentili lettrici e lettori potranno seguirmi sulla mia pagina www.facebook.com/RobertoPani.PsicologoBologna

Commenti

  1. 14 dicembre 2015 / ore 13:19
    Raffaella Buttazzi

    Osserverei che la “fedeltà” a se stessi intesa come autenticità di cui parla Lavi in “Fingere di Pentirsi” è imparentata, a mio parere, con un’educazione affettiva, come commentano AlesSandra M in “Senza educazione non c’è autentica comunicazione” e Daniela in “La donna chirurgo”.

    Forse, invece, spesso gli ambiti formativi nella divulgazione delle conoscenze, (per timore di un giudizio sulle proprie competenze?), eludono aspetti psicologici ed emotivi, favorendo corsi prevalentemente “pratici”?

    Raffaella

  2. 14 dicembre 2015 / ore 21:45
    Rossella

    Quando si parla del mondo islamico traspare un grande realismo; gli estremisti e i fondamentalisti vengono distinti da tutto un universo che non abbiamo problemi a definire progressista e moderato. La cultura occidentale, al contrario, appare come una cultura da rifondare. Per carità, mi sono capitate tantissime disavventure… ho collezionato diverse fregature, e molto probabilmente sono l’ultima persona che dovrebbe parlare, ma distinguo la leggerezza dalla mediocrità. I principi dovrebbero restare immutati perché siamo noi a doverci mettere in discussione davanti alla storia. Questo esercizio –che possiamo fare tranquillamente quando ci capita d’iniziare un nuovo percorso – ci consentirà di avere una fonte per la nostra storia.

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