La Cassazione ha stabilito, con la sentenza 5108/2012, che sia legittimo escludere l’affido condiviso quando la conflittualità tra i genitori sia lesiva per i figli. In particolare, nel caso in questione era stato disposto, dalla Corte d’Appello chiamata a conoscere della vicenda, l’affidamento esclusivo alla madre.
Io sono convinto che, spesso, più di quanto si possa pensare, la conflittualità tra i genitori non sia addebitabile ad entrambi, ma sia addebitabile, esclusivamente o prevalentemente, ad uno dei due.
E, normalmente, a quello che mette in campo tutte le strategie finalizzate non a far valere i propri diritti, ma a distruggere l’altro. Penso a quelli che depositano una serie di denunce infondate, che si difendono in giudizio non cercando di provare i fatti, ma inventandoli, che sono pronti a portare in tribunale testimoni falsi, che sono pronti a dire loro, al giudice, cosa dovrebbe scrivere nella sentenza, perché loro si che saprebbero fare bene i giudici, gli avvocati, i consulenti. E, diciamolo pure, i legislatori.
A quelli che ritengono che l’altro genitore non debba essere disponibile, con loro, nel superiore interesse dei figli, ma che debba essere a loro disposizione, nel proprio esclusivo interesse, perché solo loro sono nel giusto, anche se il diritto dice il contrario. A quelli che, insomma, vorrebbero essere, in un colpo solo, madre e padre.
Per questi genitori io credo che sia necessario non solo prevedere l’esclusione dell’affido condiviso, ma anche l’obbligatorietà di un percorso di mediazione. Perché questi genitori vanno recuperati, e gli va spiegato che la vita è fatta di diritti e doveri e di rispetto degli altri. Perché se non lo si spiega prima ai genitori, poi, dopo, sarà troppo difficile farlo capire ai figli. Che saranno i genitori di domani.


