Care amiche,

spesso parliamo del tempo: di quantità o di qualità, siamo sempre alla rincorsa dell’equilibrio perfetto, tra i doveri, gli impegni, un esercizio in cui le donne eccellono, funamboliche equilibriste, sospese tra casa, lavoro, famiglia e quando si può…sè stesse.
Non è vero che, del tempo che si passa con i propri figli, quel che conta sia, sempre e soltanto, la qualità.
Quel che conta, invece, io credo, è poter passare più tempo possibile con loro senza volere, però, nel contempo, fare altre mille cose.
Mi domando, infatti, se il conteggio realizzato dall’OCSE-Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico- sia giusto, allorquando, mettendo a confronto i dati raccolti nei 21 paesi più industrializzati, attribuisce alle mamme lavoratrici italiane 85 minuti al giorno con i figli e, a quelle che lavorano in casa, 124 minuti.
E i papà?
40 minuti al giorno con i figli, quelli che lavorano, e 49 minuti, ben poco, in realtà!, i papà che non lavorano.
Però, il tempo da passare con i figli del quale si dovrebbe parlare non può che essere, a mio avviso, un tempo che non coincida con altre attività. Ovvero che non coincida con il tempo che si passa in casa a pulire, a lavare, a stirare, a cucinare, a guardare la televisione, a riposarsi ecc. Infatti, quello non è tempo dedicato ai figli. Semmai è un tempo passato in loro presenza, con la loro presenza (come capita, assai spesso, con attività fuori casa!), in loro compagnia. Se si vuole veramente stare con i figli, sarebbe opportuno, ad esempio, giocare con loro, anzitutto con i più piccoli; studiare insieme a loro, o fare passeggiate o prendersi cura di un animale domestico insieme. E, ancora, dialogare, e, soprattutto, ascoltarli, per conoscere le loro esperienze, le loro sperimentazioni, anche quando esse sono complesse e pericolose.
I bambini, i preadolescenti e gli adolescenti, in assoluto, sono molto” impegnativi” e il loro fondamentale bisogno è quello di poter essere seguiti costantemente dall’attenzione e dall’ascolto degli adulti: genitori ed educatori, in primis.
E voi quanto e quale tempo dedicate ai Vostri figli?