
Si è parlato, in questi giorni, tanto e spesso, di provette e fecondazioni assistite. Se ne è parlato, soprattutto, per l’assegnazione del premio Nobel Robert Geoffrey Edwards, padre della fecondazione in vitro. Al punto che i successi ottenuti facendo nascere “artificialmente” milioni di bambini sembrano paragonabili ad una stravolgente rivoluzione quale quella che, in Cina, si potrebbe determinare allorquando sarà noto, anche ai cinesi, che a vincere il Premio Nobel per la Pace è stato, proprio in questi giorni, Liu Xiaobao incarcerato nel suo paese per aver osato esprimere le sue idee, dopo la rivolta di piazza Tiananmen, con il documento della “Charta 08”.
La notizia, però, della quale ci prendiamo oggi cura è di quelle che decretano, e scusate la poetica rima, il trionfo della natura. A Viareggio, una donna di 54 anni ha partorito “naturalmente” una bambina, Adria. L’ha fatto senza l’aiuto di scienza alcuna se non quella antica della vita che prende le forme della vita quando, incredibilmente, flessibilmente, essa decide di trasformare in esistenza il richiamo d’amore di un fisico rapporto umano tra un uomo e una donna.
Certo, per un bambino che viene al mondo da genitori anziani qualche difficoltà può presentarsi, anche nell’immediato. Lo sottolineiamo ancora. Poiché, se è vero che tenerezze e cure non gli dovrebbero mancare ( infatti le persone mature, i “genitori-nonni”, spesso ammaestrati dalla vita, sanno, più dei giovani genitori, amare, vezzeggiare, comprendere, educare con contenimento e cura i bambini ) è anche vero che le persone mature si avviano, comunque, al declino. E i bambini temono il declino fisico e psichico dei loro riferimenti affettivi, anche se oggi è molto lento e la vita si è allungata e le persone anziane di un tempo sono diventate quelle centenarie di oggi, come dire che l’amore dei bambini per i nonni è grande ma essi ne temono la fragilità e la possibile perdita. Man mano che essi crescono, infatti, e i nonni (e, così, i genitori-nonni!) invecchiano sempre più. Bambini che nascono da genitori quasi sessantenni avranno vent’anni quando la loro mamma e il loro papà ne avranno ottanta e i loro nonni forse da tempo già non ci saranno più. Il senso di solitudine di questi figli della maturità, allora, va combattuto immediatamente poiché, doloroso a dirsi!, ma tutta la vita è anzitutto un combattimento contro l’angoscia di finire della quale ogni essere umano ha subito coscienza, già nella memoria del corpo.
Auguri comunque ad Adria, a sua madre, a suo padre. La vita è vita da vivere. Sempre.