Se pensate che San Valentino sia solo una festa per arricchire le fabbriche di cioccolato è perché non avete mai provato a fare i cioccolatini da sole.
La soluzione migliore e più economica per mangiare degli ottimi cioccolatini, confezionati proprio come ci piace e che possano piacere sicuramente anche a lui, è quella di realizzarli in casa.
Per prima cosa dovrete comprare uno stampo: questa è la spesa più grande, ma lo stampo lo terrete a vita e potrete rifare i cioccolatini ogni volta che ne avrete voglia, vi consiglio gli stampini in silicone della Silkomart o quelli di Tescoma.
Comprate un buon cioccolato, quello che preferite, e poi nocciole, mandorle, praline, tutto quello con cui vorrete riempire i cioccolatini.
Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e sbizzarritevi! Sul sito Silkomart ho trovato la ricetta dei cioccolatini con le nocciole, ma ce ne sono davvero per tutti i gusti.
Prima di darvi la ricetta, ricordatevi di comprare una bella scatola di cartone o di latta dentro alla quale metterete i vostri cioccolatini.
Cioccolatini con le nocciole
Ingredienti: 400g cioccolato fondente (300g per i cioccolatini + 100g per la chiusura), 300g cioccolato bianco, nocciole intere, crema di nocciole 300g.
Preparazione: sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e spennellatelo all’interno dello stampo. Mettete lo stampo in frigo per qualche minuto in modo che il cioccolato si rapprenda, quindi ripetete l’operazione una o due volte. Sciogliete il cioccolato bianco e mischiatelo alla crema di nocciole, versate la crema nei gusci lasciando un margine di un millimetro dal bordo e aggiungete una nocciola per cioccolatino. Lasciate raffreddare e poi con gli altri 100g di cioccolato fondente fuso ricoprite lo stampo per tappare tutti i cioccolatini. Lasciate riposare in frigo per qualche ora.
(Foto di Kirti Poddar)
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cioccolatini, regali, san valentino, silicone, stampi
L’altro ieri sono andata per la prima volta a dare un’occhiata a Identità Golose: sono anni che mi riprometto di partecipare alla tre giorni milanese dedicata al gusto ideata da Paolo Marchi ma, per un impegno o per l’altro, non ci riesco mai.
Martedì pomeriggio invece, anche se nelle ultime ore prima della chiusura, ho fatto un giretto veloce e curiosato qua e là per capire come è organizzata una delle manifestazioni più seguite dai gastrofanatici e dagli chef italiani e stranieri. Non posso dirvi molto perché la mia visita è stata davvero breve, giusto il tempo di seguire una ricetta in diretta realizzata da Ana Roš, chef slovena della Casa Hisa Franko di Kobarid, e di assaggiare dei Raffaello di Grana Padano.
Avevo bevuto due bicchieri di rosso, ma non sto delirando: i bon bon che vedete in questa foto sono dei cioccolatini di parmigiano, una bontà assoluta: un impasto di Grana Padano stagionato e mandorle, ricoperto di cioccolato bianco e spolverato con Grana Padano di diversa stagionatura. Ne ho mangiati quattro! Uno tirava l’altro…
Non credo sia difficile riprodurre questa ricetta, ma onore al merito di colui che l’ha pensata e realizzata in maniera sublime. Il prossimo anno tre giorni a Identità Golose, full immersion, alla ricerca di altre delizie, non me li leva nessuno.
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Identità Golose, parmigiano, Raffaello
Ho scoperto su un sito questa ragazza che prova a usare il cioccolato al posto del fard, o meglio come terra abbronzante.
Si chiama Michelle Phan e per questo esperimento ha usato il preparato di cacao in polvere che si usa per fare la cioccolata calda. In effetti le spezie, in molti paesi, vengono usate per tingere tessuti o pareti e nessuno ci vieta di usarle anche come make-up.
Come suggerisce Michelle prima però è meglio fare un piccolo test antiallergico sul braccio e controllare che il cacao, ma a questo punto io userei anche la cannella, non provochi strane reazioni sulla pelle.
Credo sia difficile trovare un trucco più “naturale” di questo credo anche se dubito sulla sua tenuta nell’arco della giornata!
E voi provereste mai ad usare il cioccolato al posto del fard?
(Grazie a Pinkblog, foto di sidewalk flying)
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cacao, cioccolato, make up, spezie
Vorrei cominciare la settimana con un semplice quesito: nel vostro supermercato di fiducia dove tengono lo zafferano?
Nel mio lo devi richiedere alla cassa. Non vi sembra strano?
Vi spiego meglio: se si cerca lo zafferano basta andare verso lo scaffale delle spezie, ma una volta giunti lì, tra curry e prezzemolo, si trovano solo delle finte buste di ogni marca in bella mostra. È come quando da Blockbuster per prendere un film si deve portare alla cassa la custodia vuota. No, non dovete portare alla cassa del supermarket la bustina vuota di zafferano per farvela riempire, in questo caso dovrete solo scegliere marca e prezzo e poi richiederla a chi di dovere.
Non ho chiesto al commesso il perché, ma spero sappiate darmi una risposta voi…
Altrimenti torno lì e scopro il giallo del pistillo rosso!
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supermercato, zafferano
Sono diversi anni che la Ballarini realizza una linea speciale di padelle associate a prodotti gastronomici di ottima qualità, il tutto ben confezionato all’interno di una grossa scatola che recita “iLove…”
Che si tratti di pasta, pizza, crêpes, risotto poco importa, l’importante è amare la buona cucina, o almeno provarci.
Mi ricordo che regalai la scatola “iLoveCrêpes” (la prima ad uscire nei negozi) a mio padre per la Festa del Papà di tanti anni fa: lui ha ricevuto un mega barattolo di Nutella e io una padella nuova di zecca per preparargli le crêpes al Grand Marnier come piacciono a lui.
Poi alla Ballarini devono aver pensato che l’idea funzionava e così hanno continuato.
Non c’è solo la Ballarini ovviamente, ma loro hanno avuto l’idea più originale. Personalmente amo le cocottine della Creuset a forma di cuore o le formine della Silkomart, sempre a cuore, per torte e muffin perfette per la colazione del 14 febbraio.
Il mio primo consiglio di San Valentino per chi si ama è: compratele o comprategli (nel caso aveste un convivente molto diverso dal mio) una pentola (anche più di una) di ottima fattura, di marca e molto costosa.
Sul biglietto vi basterà scrivere “Il nostro amore è come questa pentola: un investimento solido, resistente ad ogni sbalzo di temperatura e impossibile da scalfire…!”
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Ballarini, Occasioni speciali, pentole, regali, san valentino
Ultimamente sto sperimentando diverse cose che hanno tra gli ingredienti base il caramello: il croquembouche che ho fatto per Capodanno, la Tarte Tatin alla mele e quella ai pomodorini che fu il mio primo esperimento di “torta rovesciata” (ve ne parlerò a breve, con tanto di contributo video) e infine il creme caramel zucca e vaniglia che ho scoperto sul blog di Cavoletto (che ormai sta diventando la mia specialità). Beh, posso dirvi cosa che ho imparato da questa mia breve esperienza: il caramello è vivo, o almeno io credo lo sia.Quando ero piccola avevo già provato a farlo per crearmi dei lecca-lecca personalizzati e ho dei ricordi tremendi dell’odore che permeava tutta la cucina di Roma non appena il caramello, nel giro di pochi attimi, si bruciava carbonizzando le padelle di mia madre. Dopo quei piccoli esperimenti non mi ero più azzardata a rifarlo, abbassandomi a comprare boccette di caramello sciolto contenenti chissà quali assurdi additivi per rimanere così cremoso e zuccheroso. Ora, però, ho preso coraggio e ho rimesso lo zucchero sul fuoco.Ed ecco il motivo per cui mi trovo qui a parlarvi dell’animo umano del caramello: lo zucchero (iniziamo con 100 g) si versa in un piccolo padellino e con l’aiuto di un cucchiaio d’acqua si lascia sciogliere a fiamma media. Cosa accade a questo punto per me è ancora un’incognita.Se guardo il padellino e magari con un cucchiaio tento di capire a che grado di scioglievolezza è arrivato lo zucchero il mio caramello, ancora in divenire, si infuria: comincia a sobbollire freneticamente, diventa chiaro e croccante, si irrigidisce e… CRAC! FRRR! ZACK! Lo zucchero si cristallizza.
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caramello, esperimenti, tarte tatin
Vorrei poter frugare nelle vostre borse e nei vostri cassetti perché scommetto che ci troverei un taccuino. Tranquille, anche io colleziono notebook: grandi, piccoli, a righe, bianche, a quadretti…
Sono la mia passione da sempre. Un tempo erano i diari scolastici, poi le agende e ora i taccuini per appunti.
C’è chi li usa come diari segreti per scrivere i propri pensieri prima di addormentarsi, chi ci appunta la lista della spesa e ancora chi scrive i propri sogni e obiettivi. Io appunto ricette: quelle che trovo tra le pagine di un giornale, le illuminazioni che mi vengono dopo l’assaggio di un piatto al ristorante, tutte le idee che trovo su internet e anche le ricette che guardo in tv, soprattutto quelle di Nigella!
Mia madre ha una vecchia agenda consumata con la copertina di pelle. Apparteneva a mia nonna. Io, per continuare la tradizione, ho almeno tre ricettari diversi sui quali spargo appunti con penne ogni volta di un colore diverso, ma ancora non ho trovato il modo perfetto per tenerli tutti insieme. Ordinate.
Tempo fa avevo posto il mio dilemma nel post “Come ordinare le ricette?“, ma ancora sono qui che rimugino e cerco una soluzione.
Ho tantissime Moleskine, ma tra i tanti formati non c’è mai stato niente che si adattasse alle mie esigenze. Pensavo di aver trovato la risposta ai miei problemi quest’estate quando al mare, in cartoleria, avevo comprato un taccuino della Legami (davvero simili alle Moleskine, ma molto più colorati) fatto apposta per scrivere le ricette. Il piccolo taccuino arancione è stato utile e adesso contiene tutte le ricette della madredilui (di chi parlo? Questo lo saprete solo il 10 febbraio in libreria, ovviamente). Le pagine sono tutte piene e ne avrei comprato un altro se non fosse che a febbraio arriveranno le Moleskine Passions: una collezione creata ad hoc per appuntare le nostre passioni.
Recipe, Wine, Book, Film, Music, Wellness: sei taccuini nei quali raccogliere e organizzare informazioni, commenti, ricordi, ritagli e recensioni. Ogni libricino ha una copertina con illustrazioni a tema e degli interni organizzati appositamente per raccogliere al meglio ogni nota.
Il mio prossimo ricettario sarà il Recipe Journal, o almeno lo spero. Quando l’avrò fra le mie mani vi farò sapere qualcosa in più.
Intanto ditemi: dove appuntate le ricette?
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appunti, Due cuori e un fornello, Kowalski, libri, Moleskine, novità, ricettario, ricette
Da qualche settimana registro abutualmente il programma di Nigella Lawson “Nigella Feasts” in onda su Gambero Rosso Channel (canale 410 di Sky) e la sera studio tutte le sue ricette: facili, veloci, sensuali, ma soprattutto buone!
Se c’è utile in cucina sono le tecniche, se poi aiutano a cucinare in maniera più pulita e gustosa ben venga! Tra i vari consigli della burrosa Mrs. Nigella c’è quella del sacchetto. Di cosa parlo? Avete presente i semplici sacchetti di plastica che si usano per conservare i cibi? Beh, Nigella ne usa a profusione per marinare, mischiare, infarinare o impanare i cibi. E così ho scoperto un modo per preparare il mio pollo a pezzettini o il salmone senza sporcare tutta la cucina e, soprattutto, dando un’intensità di sapore in più alle mie preparazioni.
Ieri sera, ad esempio, ho sperimentato il pollo arrosto di Nigella con una marinata di salvia e limone e di seguito trovate il video della ricetta di Nigella, per capire meglio di cosa stia parlando, la ricetta e le foto del mio pollo.
Il video è in inglese, ma le immagini parlano da sole!
Personalmente non ho usato le salsicce e ho prefeito un pollo intero ed era davvero squisito. Al Convivente è piaciuto molto. Credo lo ripeterò spesso e per questo ho bisogno di prendermi un appunto di questa ricetta proprio qui.
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limone, Nigella Lawson, pollo, salvia, trasmissioni tv
Una delle tecniche più adottate dai genitori per far mangiare ai propri figli le verdure è quella di “Braccio di ferro”: alzi la mano chi non ha avuto dei genitori che con la scusa del famoso marinaio dei fumetti non è stato costretto a mangiare gli spinaci per crescere “forte-forte” proprio come lui. Braccio di ferro è solo uno dei metodi perché con tutti i cartoni animati in circolazione abbiamo l’imbarazzo della scelta. La tecnica “cartone animato” cerco di usarla anche sul Convivente e, cambiando storia ogni giorno, cerco di far apprezzare anche a lui le tanto odiate verdure.
Da appassionata di cartoni Disney e Pixar sto studiando da tempo tutte le ricette che vengono menzionate per inventarmi nuove scuse e nuove ricette, chissà che non mi aiutino ora e in futuro quando avrò dei figli. In realtà lo faccio per piacere personale e ho cercato, invano, di far vedere al Convivente tutti i classici Disney regalandogli i DVD a Natale. I film sono ancora lì, con il cellophane che li avvolge e solo quando lui non c’è ne scarto uno e me lo guardo con la stessa passione di una bambina di sei anni.
Se con i classici non ho avuto fortuna, i nuovi film animati della Pixar piacciono molto anche al Convivente e li abbiamo visti tutti. Il nostro preferito è Ratatouille, che casualmente è anche il più adatto per riuscire nella missione “far mangiare le verdure ai bambini (e al Convivente)”. La famosa ratatouille che il piccolo topino Remy prepara per Gustò, il temibile critico gastronomico, è facile da riprodurre e ottima da mangiare. Ho provato personalmente sulla figlia di alcuni amici a presentare in tavola un semplice misto di verdure al forno come “la ratatouille del cartone che ti piace tanto”. Un successo!
Lo stesso metodo si può applicare ad altri cartoni animati e film: nascono così gli spaghetti al ragù (con qualche polpetta) di Lilli e Vagabondo o la Cremè Brulèe di Amelie (anche se con quest’ultima il problema non è certo quello di come fare a convincere il Convivente a mangiarla, ma caso mai come fermarlo!).
La Ratatouille
La mia non è identica a quella del film (che invece potrete trovare da Cavoletto), ma basterà tagliare a rondelle le verdure e impilarle una sull’altra al momento di presentare il piatto per garantire lo stesso effetto.
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contorni, Disney, verdure
Lunedì vi ho raccontato la mia prima esperienza con la Tarte Tatin. Beh, questo weekend ho intenzione di continuare con l’esperimento e provare una versione salata e ho proprio il libro che fa per me.
“Tarte Tatine” di Catherine Quévremont (Bibliotheca Culinaria, 11,80 euro, 64 pagine). Un piccolo libro pieno di torte rovesciate, una collezione di ricette che parte dalla classica tatin alle mele fino a curiosi incroci di gusti salati. Nelle prime pagine consigli e segreti per realizzare la torta perfetta e poi in tutto il libro splendide foto di Deirdre Rooney per arricchire con le immagini ogni ricetta e dare l’idea del “possibile” risultato finale.
La scelta di Fiamma: mi aspetta a pagina 56 la mia prossima prova: Torte Tatin alle zucchine e menta!
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libri, tarte tatin, torte salate