È un po’ che non preparo una torta, di quelle che il Convivente definirebbe “secche”.
È un po’ che non uso le pere.
È un po’ che non mi prendo un po’ di tempo per me.
E così ho deciso: domani mi chiudo nella mia cucina, lascio tutti fuori e faccio una bella torta di pere. Mentre cuoce mi leggo qualche rivista. E quando è pronta esco ed esclamo “Ta-daaa!”
Se poi l’uomo grande e quello piccolo sapranno apprezzare ben venga, altrimenti me la mangio io, accompagnata da un bel caffellatte. E buonanotte.
Non vi capita mai di avere bisogno di un po’ di pace?
Be’, c’è chi si chiude in bagno, chi esce a far shopping e chi, come me, si dedica alla cucina, non quella quotidiana, ma quella straordinaria. Profumo di lievito, vaniglia e zenzero. Gesti lenti, rilassati e poi il tepore del forno, nonostante fuori sia già caldo. È tutto quello di cui ho bisogno. Questo sarà il mio sabato pomeriggio. Buon weekend!
Ingredienti: 150 grammi di burro, 350 g di zucchero, 4 uova, 300 g di farina, 3 cucchiaini di lievito in polvere, 1 cucchiaino di zenzero in polvere, 6 cucchiai di latte, mezza bacca di vaniglia, 6 pere medie.
Preparazione: nella planetaria o con un mixer elettrico, mescolate burro e zucchero fino a ottenere un pasta morbida; aggiungete le uova, una alla volta, e mescolate bene. Setacciate la farina mischiata con il lievito e aggiungete il tutto all’ impasto. Scaldate leggermente il latte con la bacca di vaniglia incisa in lunghezza, filtratelo e poi aggiungetelo all’impasto. Mescolate velocemente il tutto e poi versatene metà in una teglia imburrata o foderata con carta da forno. Distribuite le pere tagliate a tocchetti sul primo strato di impasto, una spruzzata di zenzero, e poi completate con il resto dell’impasto e altre pere, spingendole un po’ in fondo nella pastella. Infornate a 180 gradi per 40 minuti.
Foto: patruby83
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dolci, lievito, pere, torte, vaniglia, zenzero
Se mi dicessero: “Devi andare su un’isola deserta, ma prima devi decidere se, una volta arrivata, mangerai solo snack dolci o solo snack salati. Cosa scegli?“
Non avrei dubbi: dolci, tutta la vita. Vuoi mettere un biscotto con una patatina al formaggio?
Il problema è che se ponessero la stessa domanda al Convivente lui opterebbe per il salato.
Questo significa che non finiremo mai in un’isola deserta insieme.
Io però, quando si tratta di cibo, sono decisamente corrompibile per cui se il Convivente mi supplicasse di andare sull’isola con lui allora chiederei almeno di potermi prepare gli snack per conto mio, niente bustone o patatine al formaggio.
Ma, ora che ci penso, io le chips in casa non le ho mica mai fatte!
Meglio rimediare subito.
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fritto, papate, patatine, snack
È tempo di asparagi, siamo praticamente circondati. Larghi, lunghi, fini, bianchi: asparagi di tutti i tipi e da cucinare in qualunque modo.
Se poi foste a dieta, la combinazione light ma golosa tra uova e asparagi è un vero toccasana per chi non vuole rinunciare al gusto.
Uno dei piatti che più mi diletto a preparare ultimamente sono le uova in camicia. Sto cercando di migliorare la mia tecnica per renderle perfette, ma non è sempre facile.
Fortuna che il Convivente punta più alla sostanza che alla forma!
Tornando agli asparagi, la cosa che meno amo è quando si ammorbidiscono troppo e devi per forza mangiarli con la forchetta.
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asparagi, burro, griglia, primavera, uova
Ho imparato a scegliere l’ananas. No, non c’è un metodo: secondo me anche la storia di come si sceglie il melone è molto relativa. È semplice fortuna!
Ho comprato ben due ananas dolcissimi e profumati. Il Convivente e mio figlio ne vanno letteralmente pazzi: ieri sera non ho fatto nemmeno in tempo a tagliarlo che me li sono ritrovati intorno come due avvoltoi. Alla fine, mi figlio ha avuto pure la brillante idea di abbracciarmi con le manine appiccicose.
Ah, che meraviglia l’ananas.
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ananas, dolci, frutta fresca, torte
Quella di martedì è stata proprio una bella mattinata: presso la Cook&Books Academy ho avuto l’onore di fare la giurata nella sfida di cucina tra tre utenti della community di Donnamoderna. Tutte e tre erano state selezionate per la sfida culinaria di cui vi avevo parlato tempo fa.
Anna, Paola e Gabriella sono state tutta la mattina impegnate in cucina e hanno creato dei piatti deliziosi. Ognuna di loro ha una “cucina” sulla community, se voleste seguirle le trovate così: GarofanoCannella (Gabriella), La cucina di Annaespank (Anna) e la cucina di Trinitapoli (Paola).
I piatti presentati - tartare di tonno, pappa al pomodoro e semifreddo al limone - erano tutti buoni, semplici, pratici e leggeri, ma alla fine – dopo averli assaggiati attentamente tutti – ho scelto la pappa al pomodoro di Gabriella.
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Antonella Clerici, Bruno Vespa, community, donnamoderna, la prova del cuoco, ricette, sfida, web
Fast food: croce e delizia di tutti i golosi. Il cibo da fast food o lo odi o lo ami, ma sfido chiunque a venirmi a dire di non amare il gesto di affondare i denti in un morbido panino con l’hamburger e tutto il resto.
Sfido chiunque, vegetariani esclusi: anche se l’alternativa alla soia esiste, no?
E quindi hamburger per tutti!
Ma se anche voi, come me, foste un po’ stufi del solito hamburger e voleste sperimentare in casa nuovi sapori FastGood vi propongo un hamburger ricco di spezie.
Come accompagnarlo? Insalata, ovviamente, e poi pomodoro, purea di piselli, maionese all’aglio… Vi consiglio qualche fetta di patata americana cotta in forno e profumata con la paprica. Il trucco poi sta nel trovare un buon pane da hamburger. Gnam!
Ingredienti: 600 g di macinato misto, 4 cipollotti, 3 cucchiai di zenzero grattugiato, mezzo limone spremuto, 1 cucchiaio di paprica, 2 cucchiai di cumino macinato, 1 chicco di cardamomo macinato, mezzo cucchiaino di pepe, sale q.b.
Preparazione: pestate insieme in un mortaio le spezie (cardamomo, cumino, paprica, sale, pepe) e poi aggiungete il mix alla carne con il cipollotto fatto a fettine sottili, lo zenzero grattugiato e il limone. Formate i vostri hamburger (ma potete anche fare delle polpettine schiacciate) e fate cuocere in una padella calda leggermente unta.
Foto: avlxyz
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fastfood, hamburger, spezie
Qualche giorno fa il Convivente è arrivato da me tutto contento citandomi un tweet di Red Ronnie nel quale, il conduttore tv, mostrava una foto dei pici alla trabaccolana. Gli ingredienti presenti nel piatto erano: capperi, olive, pomodori secchi, peperoncino, olio, pane e mandorle abbrustolite.
“Amore, devono essere buonissimi!”
Vista la sua eccitazione per un piatto da me sconosciuto sono subito andata a documentarmi e ho scoperto che il sugo alla trabaccolara (e non trabaccolana) è un piatto tipico della tradizione viareggina.
Cito: il suo nome deriva da trabaccolo, un’imbarcazione utilizzata dai pescatori di San Benedetto del Tronto, alcuni dei quali si trasferirono a Viareggio tra l’inizio degli anni ’20 e la fine degli anni ’30. Nasce come piatto povero, perché realizzato dai pescatori sanbenedettesi con pesci di fondale che, al mercato del porto, restavano invenduti (la gallinella, lo scorfano, le tracine, ecc.). A queste qualità d’ingredienti di base, qualcuno ama aggiungere anche crostacei e molluschi, che rendono il piatto più ricco, ma lo allontanano dalla originaria ricetta.
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farina di mandorle, pasta, pici, pomodori secchi, primi piatti, trabaccolara, Viareggio
Pronti per un bel brunch del 1° maggio?
Se non avete intenzione di muovervi da casa, almeno godetevi la vita preparandovi uno splendido brunch.
Alzarsi tardi, prendersela comoda, saltare la colazione e pranzare presto: è questo lo spirito del vero brunch, non credete?
Ma per godersela davvero, sarebbe il caso di preparasi qualcosa di speciale. Per cui alzatevi mezz’oretta prima del previsto e preparate i toast cup: ovvero, dei toast a forma di tazzina. Prepararli è davvero semplice – come potete leggere nella ricetta che segue – e nessuno vi nega di riempirli come meglio credete.
La combinazione uova e bacon è un must per ogni brunch che voglia essere chiamato tale, ma potete anche riempirli di spinaci e uova o asparagi (in piena stagione) e uova.
Io preferisco rimanere sul classico. La ricetta poi arriva dritta dalla cucina di Martha Stewart, un classico americano.
Ingredienti: 3 noci di burro sciolto, 8 fette di pancarrè, 6 fette di bacon, 6 uova, sale e pepe.
Preparazione: riscaldate il forno a 180° e imburrate 6 stampini da muffin. Con un mattarello spianate le fette di pane e ritagliatele con uno stampino per biscotti, o con l’aiuto di un bicchiere, formando otto piccoli cerchi; tagliate ogni cerchio a metà e foderate con questi le pareti dello stampo per muffin, assicurandovi di ricoprire bene la base e lasciare che il pane fuoriesca dai bordi di ogni stampino. Usando un pennello da cucina imburrate anche l’interno dello stampo, ovvero il pane. Fate cuocere il bacon in padella, girandolo una volta, ma senza farlo abbrustolire. Disponete le fette sul pane e rompetevi sopra un uovo per ogni stampino. Salate, pepate e infornate per 20-25 minuti. Servite caldi.
Foto: Kirsten Loza
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bacon, brunch, Martha Stewart, toast, uova
Tanto lo so che state tutte pensando a quale dieta fare: Dukan, disintossicante, della banana, del minestrone…
Io anche ci penso, ogni tanto, e poi penso che non è mai il lunedì giusto, ahimè!
Con il Convivente poi non è mica facile: non perché lui me lo impedisca, ma finisce sempre che a cena, preparando per lui, assaggio un po’ di tutto e il rigore mantenuto a pranzo svanisce in un boccone… di pasta.
Ma quest’anno sento che ce la farò e il modo migliore per iniziare una dieta col piede giusto è mangiare sano, fresco e di stagione. Cosa c’è di meglio di una bella insalata, ricca al punto giusto, per saziarsi e non avere troppi sensi di colpa.
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cetrioli, dieta, dukan, feta, insalata, olive, primavera-estate
Non sono una che frigge molto. O meglio, se per friggere intendete uno stato d’animo allora sì, sono una che frigge: sono sempre sulle spine, pronta a scattare e piuttosto ansiosa.
Ma se parliamo di cucina io non friggo molto: odio la puzza che ti si attacca ai vestiti, il senso di colpa, l’olio che schizza, l’olio per terra, l’olio che brucia… Ecco, forse non amo l’olio per friggere, più che la frittura di per sé.
Non amo friggere e non sono neanche una gran mangiatrice di frittura: me ne concedo un paio al mare, ma solo quando sono fatte con tutti i crismi. Le patatine le lascio fare ai fastfood e me le godo in quelle occasioni. Verdure e altro sono meglio al vapore, secondo me.
Ovviamente tutto ciò va in totale contraddizione – te pareva – con il Convivente il cui piatto preferito, tra i tanti, sono i calzoni al prosciutto della madredilui. Ogni tanto lei glieli prepara: lui è felice, io non friggo e la cena è andata.
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fritto, pesce, polpette