toastcopyl.jpgCome vi ho raccontato già altre volte, ho una passione per libri e riviste di cucina. Molto spesso strappo pagine, ritaglio ricette, mi appunto i consigli utili e così finisce sempre che dopo un po’ non so dove possa aver preso una determinata ricetta.
Quando cuciniamo, ovviamente, non mettiamo il simbolino del copyright sul piatto, ma mi sono chiesta: quand’è che una ricetta diventa davvero nostra? Ci sono quelle che ci arrivano perché tramandate di madre in figlia oppure quelle che ritroviamo sui vecchi libri scritti da chissà chi, poi ci sono quelle che seguiamo in televisione oppure quelle che ci ha raccontato lo chef del ristorante a fine pasto: di chi sono tutte queste ricette? Possiamo farle diventare nostre?
- Amore, lo vuoi il mio pollo a pezzettini?
- Tua madre ci ha passato il suo tiramisù!
Posso dire frasi di questo genere o queste ricette sono solo pollo al marsala e tiramisù?
Mio, tuo, suo: qualcuno ha mai pensato a una regolamentazione delle ricette, o magari a una SIAE su quello che cuciniamo?
Lasciando perdere il filone degli chef internazionali che renderebbe molto intricata la questione (se volete saperne di più ho trovato due pezzi di qualche tempo fa: uno sul Corriere della Sera e l’altro sull’Espresso) e soprattutto che hanno il loro bel da fare con ricette originali da salvaguardare: l’uovo di Cracco, la passatina di ceci di Pierangelini…

Quello che mi sono chiesta è stato:  dal momento che si parla tanto di problemi di copyright legati alla musica, ai libri e alle foto, possibile che nessuno si sia posto lo stesso problema in cucina?
Sul suo blog (in inglese) Alosha discute un problema simile: è illegale o no riportare le ricette trovate in giro sul proprio blog? Alosha scrive: “la scorsa settimana ho messo sul blog una ricetta presa da Cook’s Country modificandola un po’ e, nonostante l’avessi cambiata, ho comunque segnalato Cook’s Country come fonte originale. Ho sempre pensato fosse una cosa normale, quindi potete immaginare il mio stupore nel vedermi arrivare una email dalla casa editrice la mattina dopo.” In pratica, la casa editrice le chiedeva di rimuovere la ricetta perché non aveva avuto il permesso di pubblicarla: il problema nasceva innanzitutto dalla modifica della ricetta (cosa gravissima secondo la casa editrice dal momento che le ricette pubblicate nel libro erano state tutte testate accuratamente) e dal fatto che ogni cosa pubblicata in quel libro risultava sotto copyright. Quindi modifica o non modifica la ricetta andava tolta. Lo scambio di mail tra Alosha e la casa editrice (tutto riportato nel post) va per le lunghe e non è neanche uno scambio molto cordiale, ma il problema rimane: possibile ci sia un copyright sulle ricette?
Anche il magazine online Serious Eats tratta l’argomento nel post di Kate Ruby: “Quando prepariamo una ricetta prendendola da un libro, la modifichiamo, sostituiamo qualche ingrediente, eliminiamo una spezia e ne aggiungiamo delle altre, quella stessa ricetta diventa un’altra cosa, una nostra idea! La mia migliore amica dice che non è così, che quelle non sono le “mie” ricette. Che ne pensate?” Alla richiesta di Kate seguono quasi 50 commenti di diverso tipo e sarei curiosa di sapere a questo punto cosa ne pensate voi, cuoche o aspiranti tali.

Quando possiamo davvero definire nostra una ricetta?

(Immagine Madge Gleeson beta works)

 

3 commenti

  1. 1.

    Carissima Sig.na Fiamma, io sono dell’idea che basta cambiare anche solo la quantità di un ingrediente x cambiare la ricetta e potergli cambiare nome… vedi coca-cola e pepsi. Ma nei casi che hai citato si esagera perchè chi utilizza o nomina una ricetta su un blog non ne ricava un guadagno, giusto? Lo spero altrimenti devo pagare i diritti per il pollo a pezzettini che è entrato nella dieta del mio convivente!
    Viviana

  2. 2.

    Certo che sono le tue ricette! Si cambiano sempre quantità ingredienti… io poi sono un’esperta dell’interpretare in cucina…leggi il mio ultimo post e troverai spunti!
    Penso che la cucina sia arte quanto lo possa essere un quadro, ed a questo proposito: non valeva la regola degli 8 anche piccoli cambiamenti per determinare che era una copia? E che poteva diventare un falso d’autore?

  3. 3.

    È assolutamente così! Il cambio di quantità, ingredienti, o di qualsiasi altro dettaglio, fa sì che la ricetta sia la “tua” ricetta e nessuno deve sentirsi il detentore unico e indiscutubile perchè essendo decisamente un’arte la stessa cosa può comunque diventare un’altra, perchè la manualità diversa, il diverso modo di battere le uova o montare la chiara a neve con meno forza fa sì che ad esempio le meringhe vengano meravigliosamente o non vengano proprio. Conta moltissimo esprimersi con la propria personalità, con il proprio amore e un pizzico di follia… come mi sembra tu sappia fare!

E tu cosa ne pensi?


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