L’altra sera, dopo una giornata passata in casa a fare mille cose, con il Convivente abbiamo deciso di andarci a prendere un gelato sotto casa. Cinque minuti a piedi, qualche chiacchiera, una ventina di punture di zanzare accumulate in pochi metri, un ottimo gelato e di nuovo a casa. Non ci capita quasi mai di fare due passi per il quartiere, ma tutte le volte che accade ci ritroviamo a pensare quanto è piacevole e quanto basterebbe poco per rilassarsi nelle sere d’estate.
Estate: per voi cosa significa? Quali sapori vi fanno subito capire che sì, nonostante qualche acquazzone e il clima incontenibile, è proprio arrivata l’estate?
Convivente - Sai cosa, sin da piccolo, mi piaceva dell’estate?
Signorina Fiamma - Dimmi.
C - Le finestre aperte all’ora di cena, quando ancora i condizionatori non esistevano in ogni casa e tu, magari tornando per cena dopo aver giocato a palla con gli amici, sentivi chiaramente il rumore delle tv accese, il tamburellare delle forchette sui piatti ormai vuoti e il chiasso delle stoviglie riportate in cucina per essere lavate. Magari, in sottofondo, una partita di calcio. Ecco, per me l’estate arriva così.
SF - Già. Poi l’odore della pasta al forno, le prime insalate di riso, il cocomero e la grattachecca…
C - La granita!
SF - La grattachecca!
C - Ma che è?
SF - È la granita, ma non è quella roba acquosa che avete qui a Milano. La grattachecca è l’istituzione dell’estate romana. Ognuno ha la sua grattacheccara preferita: c’è quella a Trastevere, quella sull’Isola Tiberina, quella a Ponte Milvio e poi c’è la Sora Maria.
C - Ma non si chiamava Sora Lella?
SF - Quella è un’altra cosa. Cucinava. La Sora Maria, in via Trionfale (quartiere prati, Via Trionfale angolo Via Telesio), è la mia grattacheccara di riferimento. La Supermista è la scelta migliore.
C - Ma io mica ho capito che cos’è.
SF - Ghiaccio tritato, sciroppi misti, pezzetti di cocco, pezzetti di cedro e frutti di bosco. Un unico bicchierone gelato da mangiare piano altrimenti arriva la botta di freddo al cervello e rimani bloccato per due minuti.
C - Vabbè, una granita.
SF - No! La grattachecca è meglio. La prima volta che andiamo insieme a Roma ti ci porto. Per me quello è il primo segno dell’estate, anzi quasi quasi chiamo le mie amiche e chiedo se è già aperta (perché la Sora Maria apre solo nei mesi estivi, bisogna cogliere l’attimo), così possiamo ufficialmente dichiarare iniziata la stagione estiva.
Wikicucina (da wikipedia) - Grattachecca: deriva il suo nome dal verbo grattare e da checca, termine con il quale un tempo si identificava il grosso blocco di ghiaccio utilizzato per refrigerare gli alimenti quando ancora non esistevano i frigoriferi. A differenza della granita che viene prodotta con acqua mescolata a sciroppi o succhi e messa a congelare, la grattachecca è composta da ghiaccio grattato da un singolo blocco di grandi dimensioni.
(Foto di Stefano Latini, “Solegemello”)


