La rubrica di recensioni di utensili da cucina della Signorina Fiamma.
Il Convivente ama il pesce: filetti caldi, irrorati di burro e limone oppure con dell’aceto balsamico. Il Convivente ama il pesce fritto: filetti di baccalà, ricoperti di pastella e fritti nell’olio. Il Convivente ama mangiare il pesce. I filetti di pesce. Se c’è una cosa che il Convivente non ama è trovare nel piatto qualsiasi cosa abbia ancora la forma di quando era viva. Capita con il pollo, l’agnello e soprattutto con il pesce: l’occhietto bollito che lo fissa e le spine ancora da togliere solo per lui un dramma. Dato che anche io sono un’amante del pesce (meglio se molto fresco, con squame, pinne e tutto il resto) ogni volta che lo cucino, prima di portare i piatti in tavola, devo pulirlo bene e sfilettarlo. Non sono un’esperta, ma con il tempo ci ho preso la mano. Poi sono arrivate le forbici per il pesce.
L’oggetto - Forbici per il pesce (gamma Functional Form, Fiskars).
A cosa serve - Pulire, squamare, tagliare e sfilettare il pesce.
Come si usa - Prendete, ad esempio, un’orata: prima di tutto si usa il lato esterno della lama dentellata per squamarla, poi con la punta si penetra la pelle, dopo che con un taglio netto ne avrete mozzato la testa (lo so, suona un po’ macabro, ma è così che si deve fare). A questo punto, grazie all’impugnatura ergonomica e antiscivolo, si passa a sfilettare il pesce, anche da crudo, senza rischiare di sfaldarne la carne.
Dimensioni - 22 cm, 162 gr
Prezzo – € 22.10.
Pro e contro – L’impugnatura è adatta anche ai mancini, le lame sono resistenti e affilate. La lama dentellata è molto più utile di un semplice coltello per squamare. Il prezzo è piuttosto alto, ma se non siete esperte nel pulire il pesce con un coltello, che per questo tipo di operazione deve essere affilatissmo, queste forbici valgono quello che costano. Altrimenti, potete sempre allenarvi con la lama, ma attente alle dita!
Il problema del Convivente. Fate attenzione a dove lasciate le vostre forbici da pesce: la forma (simile a un trinciapollo) può essere facilmente confusa dai meno esperti per una forbice da giardinaggio o da lavoro, quindi non stupitevi se doveste ritrovarla sulla scrivania del vostro compagno.
Casa produttrice - Fiskars.


La scorsa settimana era arrivato
le vostre formine e l’uovo, poi
Quando ero piccola la Pasqua la festeggiavo sempre a Lucca, con le mie cugine. Due uova al cioccolato fondente e una al latte: questa era la regola che ovviamente dovevano seguire i nostri genitori per farci felici quella domenica. Poi sono cresciuta e anche se la Pasqua si trascorre con chi si vuole io ho sempre condiviso un bell’uovo con i miei, ovviamente di cioccolato fondente.
di zucchero, sempre per decorare l’uovo a mio piacere, e uno splendido grembiule. Ho aperto il pacco davanti al Convivente e ci siamo messi subito a pensare come decorarlo! Presto vi mostrerò quello che siamo riusciti a combinare…
Mancano pochi giorni a Pasqua, ma mancano anche pochi giorni a un triste anniversario, il terremoto in Abruzzo. Molte di voi staranno già controllando prezzi e marchi al supermercato e nelle gastronomie per decidere quale sia meglio comprare, ma io ho un consiglio per voi che renderà più dolce la Pasqua per voi e per una piccola azienda abruzzese.
Lo sformato è una delle cose che preferisco ed è anche uno dei piatti più amati dal Convivente, uno dei tanti modi “pasticciati” in cui ama mangiare le verdure. Avendogli parlato spesso dello sformato di mia madre il Convivente un giorno mi ha portato in un ristorantino al centro di Milano dove la specialità è proprio lo sformato e le verdure cotte in forno.
verdure ripiene e timballi di pasta. Se non sarete poi del tutto piene (vi consiglio di lasciarvi un angolino vuoto), potrete chiedergli anche un misto di dolci: un’altra alzatina, dal diametro inferiore rispetto alla prima, piena di budini, pezzi di torte fatte in casa e crème caramel traballanti.
Nella mia scuola elementare la cuoca preparava ogni giorno un primo piatto per tutti, mentre il secondo ogni bambino se lo portava da casa. Il compito della mensa scolastica era quello di fornire un primo sano, equilibrato e diverso ogni giorno e di riscaldare ciò che le mamme preparavano per i propri figli. Era una scuola piccola, eravamo in pochi e tutto filava per il verso giusto. Non ho ancora figli, ma spesso mi chiedo come funzionerà quando si troverà ad andare a scuola. Sceglierà la merenda giusta? Si riempirà di schifezze a mia insaputa o seguirà i consigli della mamma? Mi auguro di essere in grado di fornirgli un’alimentazione sana e golosa e, soprattutto, di trovare una scuola che s’impegni non solo a sfamarlo, ma a insegnargli cosa vuol dire mangiare.
“Il mio papà è uno chef!”
Io e Ci_Polla lunedì ci incontreremo partendo da poli opposti
La Signorina Fiamma e il tappo di burro.

