Donna Moderna

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OlieraMa voi usate ancora l’oliera? Pensate sia un oggetto un po’ vintage oppure ha ancora posto d’onore sulle nostre tavole?

Quando ero alle elementari i bambini ogni giorno a turno si occupavano del pranzo di tutti gli altri. C’erano le cuoche, ma del servizio a tavola ce ne occupavamo noi. Una sorta di economia domestica o di semplice educazione: un giorno servivi e l’altro eri servito. Erano una scuola piccola, che ricordo con simpatia. Quando toccava fare i camerieri si saltava l’ultima mezz’ora di lezione prima del pranzo e c’era chi faceva a gara pur di fare il cameriere per un giorno. Cinque persone a turno: un capocameriere e altri quattro camerieri si sarebbero occupati di tutto il pranzo e avrebbero mangiato dopo gli altri. La prima cosa da fare era apparecchiare (sì, quella cosa che il Convivente non fa mai): piatti, posate, bicchieri, la brocca con l’acqua, il cestino del pane e l’immancabile oliera. Le oliere erano tutte uguali: tonde, in plastica bianca e vetro, una piena d’olio e l’altra con l’aceto bianco, la saliera era piena di chicchi di riso per eliminare l’umidità, mentre l’altro barattolino era vuoto. Non ho mai capito perché non ci fosse dentro il pepe. O meglio, mi chiedo questa cosa solo oggi che senza pepe non saprei stare, mentre allora i rigatoni al sugo della scuola mi andavano bene così.
Quando ero dai miei nonni c’era una piccola oliera in cristallo. Andava sempre riempita perché l’olio, quello buono del nonno, finiva in un attimo. Il sale c’era, ma il tappo si intasava sempre: qualche adulto si sbatteva il barattolino sul palmo della mano, ci soffiava sopra e alla fine, quando i buchini sembravano finalmente liberi per far uscire il sale, rigirando la saliera sul piatto il tappo si apriva all’improvviso. Addio insalata!Sulla tavola di casa dei miei sono passate tante oliere, di forme e marche diverse. Ora, se non sbaglio, ci sono un porta olio e un porta aceto stile provenzale con il tappo di sughero e le scritte in francese “Huile” e “Vinaigre”.
A casa mia non ho mai usato l’oliera. In tavola metto l’olio in una bella bottiglia dal tappo in sughero e il beccuccio di metallo con un tappino che si apre ogni volta che la giri; il sale e il pepe sono in due macinini separati e riempiti di sale grosso rosa e pepe in bacche; infine l’aceto lo porto direttamente nella sua bottiglia e lo cambio spesso a seconda di cosa mangio, a rotazione uso aceto di mele, balsamico o bianco.
L’altro giorno ho trovato in casa un’oliera, tutto il set (due barattolini sale e pepe e due bottiglie per olio e aceto), e l’ho riempita. È molto semplice, in vetro e metallo, ma davvero utile: con un solo gesto porto in tavola tutto. Lo stesso gesto che facevo alle elementari, a casa di mia nonna e per tanto tempo a casa dei miei.
Con tutti i generi di olio, sale, pepe e aceto che si trovano al supermercato anche i contenitori si sono dovuti adeguare e moltiplicarsi, ma io mi sono un po’ stufata. Pur comprando e curiosando sempre tra spezie e oli, ho deciso che d’ora in poi l’oliera ritornerà sulla mia tavola. È estate: un filo d’olio, una spruzzata di sale e tutto sembra più leggero.

(Foto di ccarlstead)

6 commenti

  1. 1.

    Ciao Fiamma,
    che post carino hai scritto… con un aria un po vintage direi! Anch’io fin da piccola ho avuto il menage a tavola e ricordo ancora la bottiglietta dell’olio sempre un po unticcia ma nel tempo si è persa. Quando ho cominciato a sistemare il nido con il mio convivente continuava a dirmi che ci serviva il menage e non si è dato pace finchè non ha trovato quello più carino e pratico (secondo lui ovviamente); ora a tavola non manca mai ed è lui ad occuparsi sempre della pulizia e riempimento… chissà perchè ci teneva tanto! Magari scompro anche in lui qualche bel ricordo d’infanzia! Grazie Viviana

  2. 2.

    ciao a tutte, trovo che apparecchiare la tavola sia un rito,
    infatti la mia è sempre allegra e colorata. La mia oliera è di ceramica con sopra stampate tante margherite e la trovo sicuramente molto più simpatica della classica bottiglia, ovviamonte ogni tanto va lavata ma ne vale sicuramente la pena.

  3. 3.

    che meraviglia la riscoperta di bellezze antich,complimenti!

  4. 4.

    Bè! io ne ho tante di oliere e non mancano mai nella mia tavola , ma a me piace cambiarle a secondo dell’apparecchiatura, mi da un senso di completo, si!

  5. 5.

    Vivo in Grecia da un po di anni e sono fiera di aver abituato quasi tutte le amiche di presentare a tavola insieme al sale e pepe l’oliera,ho diverse per cambiare in simfonia con il servizio di piatti.Trovo e una bella abitudine ed elegante.

  6. 6.

    Manon che invidia. Chissà che meraviglia di oliera si trovano da quelle parti!

E tu cosa ne pensi?