Eat, pray, love: letture estive e visioni autunnali
Categorie: Libri cotti, Viaggi golosi
Buone nuove per chi ama la cucina e le storie “d’ammmore”: a ottobre uscirà in Italia il film “Eat, pray, love” con Julia Roberts, James Franco e Javier Bardem (nelle sale americane dal 13 agosto).
Credo che dati i nomi dei protagonisti maschili il mio post di oggi potrebbe chiudersi qui. James Franco! Forse non avete capito bene: James Franco! La foto qui sotto? Bene, è lui e ovviamente la sua visione non sarà comunque in grado di offuscare del tutto le nostre menti impedendoci di vedere anche Javier Bardem: un altro sul quale ci sarebbe da discutere oppure fare un minuto di silenzio, fate voi.
Ma torniamo al film.
Eat, pray, love (Mangia, prega, ama) è tratto dall’omonimo libro di Elizabeth Gilbert, pubblicato nel 2006: questo diario autobiografico, con milioni di copie vendute e un posto di rilievo nella classifica dei bestseller del “New York Times”, è stato tradotto in Italia da Rizzoli e credo che, per chi non l’avesse già fatto, possa rivelarsi una piacevole lettura estiva. Un libro leggero, romantico e godereccio. È un romanzo rosa, sia chiaro, ma quando nei romanzi si parla di cibo credo che un’occhiata valga la pena darla comunque.
La trama è questa: Liz (Julia Roberts) è bella, bionda, solare. Ha una casa a New York, un matrimonio perfetto e un lavoro invidiabile. Eppure, una notte, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte Liz capisce di non volere più niente di quello che ha e improvvisamente si mette a pregare. Dopo una notte angosciata da mille pensieri, Liz decide di divorziare. Poi incontra un un uomo (James Franco), ma anche questa relazione va a male, così Liz decide di partire per un anno alla scoperta di sé. Un viaggio per ritrovare “l’appetito per la vita” che ha sempre avuto e che ormai sente di aver perso. Elizabeth Gilbert racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia (EAT) dove ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India (PRAY) dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese; e l’Indonesia (LOVE) dove uno sciamano le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine e a innamorarsi di nuovo (di Javier Bardem, uno a caso!).
Il film è girato tra l’America, l’Italia e l’India e, per non farci mancare nulla, è prodotto da Brad Pitt.
Confesso: il libro l’ho appena iniziato, il trailer del film (che vi lascio qui sotto) l’ho visto più volte e la paura che la visione gastronomica italiana venga nuovamente stereotipata attraverso l’immagine di un’anziana che spiega come fare il pane mi terrorizza, ma stiamo parlando di fiction. Non sarà un film da Oscar, ma credo che divertirà. Non sarà “Julie & Julia”, che l’anno scorso ha conquistato la vetta della mia personale hit parade dei film legati al cibo, ma quanto a protagonisti il casting ha puntato molto in alto.
Ovviamente resta una domanda: se davvero Elizabeth Gilbert avesse incontrato un James Franco dopo il divorzio voi credete che sarebbe partita? E poi dubito molto di chi crede di trovare la felicità abbandonando la propria quotidianità. Queste sono valutazioni che faccio a libro appena iniziato, ma sono curiosa di capire come va a finire. Intanto vi lascio al trailer.
(Foto tratte dal sito ufficiale di “Eat, Pray, Love” e da Popsugar)




1.
Le bruschette, quelle semplici semplici al pomodoro, risolvono sempre bene il piatto d’entrata delle mie cene estive. Io le preparo così: spelo, tolgo i semi e taglio a cubetti i pomodori maturi e sodi (mi piacciono quelli cuore di bue, che se al punto giunto si possono spellare senza la precedente sbollentatura), aggiungo un po’ di sale e qualche fogliolina di basilico. Lascio tutto a marinare per una mezz’ora , poi tolgo l’acqua che si è formata. Aggiugno qualche goccia di olio extra vergine fruttatto e leggermente piccante. Nel frattempo passo al tostapane (posizione 3) le fette di un pane cotto a legna (tagliate a circa 1cm e mezzo di altezza) e poi le sfrego con spicchi di aglio tagliati a metà. Aggiungo la coulisse di pomodoro privata del basilico, belle cucchiate abbondanti per ogni fetta di pane (mi piace che quando si addenti la bruschetta il pomdoro caschi un po’ nel piatto, come capita nel film “Julie and Julia”), ancora un filo d’olio, qualche piccola foglia di basilico per decorazione.
Una volta non avevo il basilico, e ho provato con la maggiorana, in minore quantità. Il risultato è stato piacevole, anche se preferisco ancora la versione tradizionale.
Mio marito, che ama i cibi freschi e poco elaborati, ne manda giù a quantità industriali.
2.
Grazie per la tua ricetta Sara.
3.
Che, per solerzia e sfasatura informatica, ho impostato ben due volte e in due post differenti.
Abbiate pietà.
4.
sto leggendoil libro proprio in questi giorni!!!
, il film non l’ho mai visto…
un’altro film che mi piace molto è sapori e dissapori…lo conoscete????