Il barbecue mi piace da morire. I cibi cotti alla griglia, qualunque cibo, assumono un sapore diverso, speciale, unico.
Purtroppo nel mio condominio non posso fare il barbecue altrimenti tutto il fumo e gli odori andrebbero a riempire la casa dell’inquilino di sopra. Lo so solo perché con il Convivente ci abbiamo provato un paio di volte, ma poi ci sono venuti a bussare alla porta e i nostri sogni di grigliate in balcone con gli amici sono andati in fumo.
Quando arriviamo al mare fortunatamente possiamo sbizzarrirci con il barbecue all’aperto messo a disposizione della casa e così, approfittando anche del fatto di trovarci in Toscana, via libera a braciole, fiorentine e rosticciane!
Se vi devo dire la verità quello che più amo quando qualcuno prepara il barbecue (io non sono certo il tipo che si mette ad accendere il fuoco perché potrei mandare in fiamme la pineta) è organizzare i condimenti: marinare bene la carne con olio, sale e rosmarino oppure tagliuzzare e condire i pomodori che andranno sulle bruschette. Quest’estate però un cugino acquisito grazie al Convivente mi ha fatto scoprire una ricetta che è entrata subito nella top five delle ricette da barbecue: le patate cotte sotto la cenere.
Patate al cartoccio, semplici, quelle che potreste fare tranquillamente nel vostro forno, ma che con il calore e il profumo della cenere calda assumono tutto un altro sapore. Provateci anche voi!
Patate cotte nella cenere
Ingredienti: patate, sale, burro, panna acida e altri condimenti a piacere.
Preparazione: lavate bene le patate con l’aiuto di un panno pulito per eliminare la terra rimasta attaccata. Asciugatele e incidetele a croce su un lato per evitare che scoppino durante la cottura. Tagliate dei fogli di alluminio e avvolgetevi dentro le patate come fossero delle caramelle. Nascondete le patate sotto la cenere calda e lasciate cuocere almeno un’ora. Controllate una e se ancora non si fosse ammorbidita proseguite la cottura fino ad arrivare a due ore. Una volta pronte portatele in tavola e ognuno si divertirà a condirle con burro e sale, formaggi vari oppure panna acida e aneto. Una delizia!
(Foto di FotoosVanRobin)


Sono un’onnivora, ma in quanto figlia degli anni ‘80 mi reputo anche una pubblivora: non sono una di quelle che cambia canale quando c’è la pubblicità, anzi da piccola facevo a gara con le mie cugine a chi ci impiegava meno tempo a riconoscere gli spot. Inoltre la pubblicità è stimolante (gastronomicamente parlando) e ti invita a provare spesso cose nuove, non solo consigliando dei prodotti specifici, ma anche solo mostrando per un attimo all’interno di uno spot un piatto diverso dal solito.
Questa è una ricetta “in progress”, nel senso che proprio mentre la scrivo qui per voi io la sto preparando per la prima volta. Nella ricetta sarà indicato tutto il procedimento, ma al momento io il sughetto ancora non l’ho fatto. Lo preparerò questa sera e sarà ottimo. Domani vi aggiorno con altre foto delle polpette complete di cremina! È un po’ come cucinare insieme, no?Dunque, dopo lunghi ragionamenti ho deciso di buttarmi sulle polpette anche se l’Artusino aveva provato a buttarmi giù di morale. Così infatti presenta le polpette Pellegrino Artusi nel suo “
La scorsa settimana era arrivato
le vostre formine e l’uovo, poi
Quando ero piccola la Pasqua la festeggiavo sempre a Lucca, con le mie cugine. Due uova al cioccolato fondente e una al latte: questa era la regola che ovviamente dovevano seguire i nostri genitori per farci felici quella domenica. Poi sono cresciuta e anche se la Pasqua si trascorre con chi si vuole io ho sempre condiviso un bell’uovo con i miei, ovviamente di cioccolato fondente.
di zucchero, sempre per decorare l’uovo a mio piacere, e uno splendido grembiule. Ho aperto il pacco davanti al Convivente e ci siamo messi subito a pensare come decorarlo! Presto vi mostrerò quello che siamo riusciti a combinare…
“Ho il formaggio!“




