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dsc04963.jpgQualche sera fa, in previsione di un weekend a Londra con il Convivente, ho voluto organizzare una cena tra amici diversa dal solito: fish & chips per tutti! Pur non avendo la friggitrice mi sono cimentata nella ricetta principe (una delle poche in realtà) della cucina inglese ed è venuta talmente bene che non ho neanche fatto caso alla puzza di fritto che ha inevitabilmente rivestito la casa per un paio di giorni.Pensando al pesce fritto magari a molte di voi verranno in mente i “famosi” bastoncini impanati che ci preparavano da piccole pur di farci mangiare del pesce: dimenticateveli, il pesce in questione è tutta un’altra storia. In Gran Bretagna questo piatto è il pasto inglese per eccellenza: da comfort food della classe operaia a sostituto ideale del cibo da fast food. Charles Dickens accennò al pesce fritto già nella prima edizione di Oliver Twist, pubblicata nel 1838, ma l’unione tra pesce e patate fritte comunque non avvenne immediatamente: le patate fritte, tagliate larghe (non come le solite patatine), erano diffuse nel Sud della Scozia, mentre i baracchini di pesce fritto si trovavano principalmente nel Sud dell’Inghilterra. A chi lo assaggia per la prima volta potrebbe ricordare il baccalà fritto che si mangia in Italia, in particolare vi consiglio di provare quello preparato nella piccola osteria romana di Piazza Santa Barbara, vicino a Campo de’ Fiori.Tornando all’inglese Fish & Chips il segreto è nella pastella croccante e saporita che avvolge il filetto di merluzzo, spesso servito in un cartoccio pieno di patate fritte: il tradizionale involucro non è altro che un pezzo di carta di giornale arrotolata su se stessa. Ho saputo da un cameriere londinese che di solito si usava il quotidiano del venerdì, tradizione legata a quella cattolica secondo la quale il pesce si mangia proprio in questo giorno per evitare la carne.Cercando in rete ho studiato diversi modi per preparare l’originale Fish&Chips e vi consiglio di seguire la ricetta proposta da Giallo Zafferano, mi è sembrata la più dettagliata. Di seguito qualche piccolo consiglio sugli ingredienti:

  • Il pesce: ho passato quasi due ore al supermercato per capire quale merluzzo comprare, ovviamente quello fresco è sempre il migliore, e alla fine ho preso sia filetti freschi che surgelati per capire la differenza: nel reparto surgelati, se fate attenzione, ci sono diverse qualità tra le quali scegliere (filetti già suddivisi in porzioni, bustone formato famiglia, pezzi impacchettati sottovuoto) e sono tutte di buon livello.
  • Le patate: è fondamentale a spicchi grandi come indicato e soprattutto cuocerle in due tempi, in modo tale che restino morbide dentro e croccanti fuori.
  • Il condimento: potete usare dal più “volgare” ketchup (fa molto fast food e ve lo sconsiglio con questa ricetta, ma a molti piace) alla maionese, dal più tradizionale aceto (il modo migliore per gustare questo pesce fritto è proprio condirlo con salt&vinegar, ovvero solo sale e aceto bianco) alla salsa tartara.
  • Il purè di piselli: non siate scettiche, preparatelo! Io non l’ho preparato per la mia cena perché non mi convinceva molto, poi lo scorso weekend a Londra ne ho scoperto le virtù. Con il Convivente siamo stati al Rule’s, uno dei ristoranti più antichi di Londra, e come accompagnamento con il Fish & Chips ci hanno servito una salsa tartara fatta in casa e il purè di piselli e menta: fresco, morbido, dal sapore unico e dal colore entusiasmante. Provatelo!

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