Il dilemma del tostapane va avanti da anni, ma non ve ne ho mai parlato perché me ne vergogno quasi.
Andiamo con ordine: la convivenza Convivente-Fiamma procede bene e ne siamo felici, ma anche noi – come tutte le coppie – abbiamo le nostre divergenze e il caso vuole che tali divergenze si manifestino proprio in cucina.
Vi ho sempre detto che il Convivente in cucina – nella Mia cucina – non ci mette piede, ma in realtà ogni tanto ci mette la bocca e la cosa mi innervosisce non poco.
Uno dei nostri problemi maggiori al momento è dato dal tostapane.
Il Convivente non mangia quasi mai a pranzo, ma io non lo vedo fino alla sera e quindi la domanda “Hai mangiato qualcosa?” non me la pongo minimamente. Nel weekend invece capita spesso che, una volta digerito il brunch, verso le cinque del pomeriggio si faccia sentire per tutti e due un leggero languorino e scatta la questione toast.
Il toast di Fiamma
- Farcitura: classica, meglio se un classico prosciutto e formaggio con salsa tartara.
- Tostatura: deve essere perfetta. Il pane scurito il giusto, croccante, caldo e non troppo pressato.
- Pane: uso quello per sandwich all’americana, quindi con fette più grandi del classico pancarré industriale.
- Utensili e strumenti: il modo migliore per ottenere questo tipo di toast è quello di avvalersi di una padellina antiaderente e una paletta per schiacciare il giusto il panino in questione, ma andrebbe bene la classica piastra doppia da bar con la superficie liscia o rigata o, addirittura, un tostapane verticale.
Il toast del Convivente
- Farcitura: più è “carico” di ingredienti e meglio è. Tonno, maionese, pomodoro, pancetta, uova, salse varie….
- Tostatura: anche qui deve essere perfetta, ma molto diversa da quella del toast di Fiamma. Il pane scurito il giusto, croccante, caldo e soprattutto molto, molto pressato.
- Pane: il classico pancarré affinché entri nell’apposito tostapane.
- Utensili e strumenti: solo ed esclusivamente il tostapane a doppia piastra con tagli in mezzo e righe concentriche che lo pressino e lo sigillino completamente.
La questione tostapane non sta tanto nella farcitura che, quando ho gli ingredienti a disposizione, faccio in un attimo sia per lui che per me, ma il problema è il tostapane, lo strumento. Finalmente l’altro giorno siamo finiti in un negozio di elettrodomestici e abbiamo comprato ben due tostapane.
Così, mentre io mi tosto il pane quasi tutti i giorni per colazione o per pranzo con il mio nuovo tostapane verticale, il sabato tirerò fuori pure il suo e lo farò felice con un toast “spiaccica tino” (così lo definisce) come piace a lui.
E voi: avete dilemmi assurdi come questo in casa vostra? E, soprattutto, quale è il vostro toast preferito?