L’origine è greca, da “hyperbole“, esagerazione.
Poi in inglese hype (si legge “hàip”) è diventato il termine che definisce tutto quello che è iper, super, stra.
Insomma, la cosa più esagerata, creata per chi osa.
La moda se n’è appropriata.
Un esempio? Marc Jacobs per Louis Vuitton ha mandato in passerella modelle con parrucche ingombranti e capi clowneschi: quadretti, scacchi, colletti abbottonati, code di volpe, volants, tutto insieme.

La tendenza è diffusa, come dimostrano le provocazioni di Jean Paul Gaultier.

L’effetto è teatrale, giovane. È la moda che guarda al futuro, non solo alla prossima stagione.







