Abbiamo molti amici in comune e ormai la seguo da un po’: è Gaia, nipote di Renzo Rossetti, il fondatore del noto marchio Fratelli Rossetti.
L’ho intervistata, ecco cosa mi ha raccontato.

Nella foto, da sinistra, Gaia, la sorella Giulia e i loro genitori
Cos’è per te la moda?
Oggi vedo la moda non più soltanto come quello che si indossa. I vestiti, gli accessori e soprattutto lo stile sono in continuo mutamento rispetto al contesto sociale e culturale che si sviluppa intorno a noi, fino a diventare dei veri e propri mezzi per cercare di esprimere la personalità di chi li indossa. Moda dunque come manifestazione di creatività, gusto e voglia di andare controcorrente che si incontra con quello che viene proposto dalle riviste, dalle sfilate, insomma, con tutto quello che è “di moda”. Rispetto agli anni passati però non si tende più a subire passivamente la moda, è nata infatti l’esigenza di cercare di andare oltre a quello che i grandi brand ci propongono come stile, tentando di far uscir fuori una nostra individualità che ci distingua dalla massa, mettendo in luce la nostra creatività. L’esempio più forte di questo sono le fashion blogger che oggi si stanno facendo largo nel mondo della moda con un ruolo non ben definito, tentando di diventare delle vere e proprie icone di stile, etichetta che prima onorava solo quelle rare vip che si differenziavano dalle altre perché proponevano un minimo gusto di estrosità. Dunque vedo la moda come grande protagonista di questo tempo, come continua ricerca di uno stile che possa imporsi e differenziarsi dagli altri, come espressione di un individualismo che va oltre a quello che si indossa.
Cosa vuol dire crescere in una famiglia con una delle storie più importanti della moda italiana e internazionale?
Vuol dire crescere in una famiglia normale, con forti valori e grande voglia di fare. Diventare grandi con un nonno come il mio è un’esperienza che auguro a tutti. Credo fortemente che di persone come lui ne esistano davvero poche, persone che hanno sacrificato una vita nel lavoro partendo dal nulla con la voglia di costruire un futuro diverso, persone con una forza inimmaginabile e una voglia di fare che non può essere descritta. Essere parte della sua vita è sempre stato per me motivo di orgoglio, l’ho sempre guardato con occhi di ammirazione e rispetto per tutto quello che è riuscito a fare con la sua sola forza. È un uomo grande, è il mio modello di vita, il mio esempio e la persona che più di tutte mi ha fatto rendere conto di cosa voglia dire avere sempre la forza di lottare per un obiettivo che possa portare a qualcosa di migliore.
Ma quello che mi lega così fortemente a lui non è solo il suo grande passato di uomo e lavoratore, ma è quanto abbia sempre creduto in me, probabilmente l’unico ad aver visto qualcosa di così grande in me. Lui mi ha insegnato, mi ha aperto gli occhi, spiegato con pazienza cose che non potrò mia imparare sui libri, fino a farmi rendere conto di quanto probabilmente la mia determinazione e la mia voglia di cambiare radicalmente le cose con impegno, dedizione e testa, siano un riflesso di quello che è lui. Poi ovviamente ci sono i miei genitori che mi riempiono di forza, amore e ideali quotidianamente, che mi tengono sempre aggiornata e mi coinvolgono attivamente, senza però imporsi nella mia vita sulle scelte inerenti al mio futuro, per cercare di non farmi pesare responsabilità più grandi di me. Sono cresciuta in una famiglia con tanta storia e tanta voglia di migliorarsi, una famiglia moderna ma fermamente attaccata ai valori con cui è cresciuta, una famiglia in cui è impossibile non sentirsi a proprio agio e che è per me fonte di immenso orgoglio.
Come descriveresti il tuo stile?
Non credo di avere uno stile etichettabile, sfoglio quotidianamente riviste perché mi piace essere aggiornata sulle ultime tendenze e inconsciamente penso di prenderne ispirazione, mixando però gli stili proposti dai brand a capi low cost, oppure cercando di allontanarmi più possibile dai marchi classici e ricercare capi più particolari. La parte che preferisco di più è dunque la ricerca, amo girare per vedere quello che viene continuamente proposto, gli stili i colori e le forme. Insomma compro quello che mi colpisce, che mi piace, senza seguire un vero e proprio stile, dalla scarpa da ginnastica al tacco elegante, non vi è un filo conduttore tra quello che acquisto, ma una vera e propria alchimia con quello che poi andrò ad indossare.
Qual è la cosa che ami di più della moda dei Fratelli Rossetti?
La componente fondamentale di Fratelli Rossetti è senza dubbio il Made in Italy, è essenziale sottolineare che tutto quello che viene venduto è prodotto in Italia, e soprattutto che viene fatto direttamente dall’azienda. Il successo e il successivo consolidarsi nel mercato sono dunque il risultato dell’integrazione dei vari fattori d’azienda, dalla progettazione, alla produzione, fino a arrivare alla vendita. Questo consente al brand di mantenere una qualità molto alta e di essere una vera e propria garanzia del prodotto. Dunque il successo è possibile soprattutto grazie agli artigiani che con la loro maestria rendono reale, unico e di qualità il prodotto italiano. Sono molto contenta della spinta innovativa che sta portando avanti l’azienda soprattutto nell’ultimo periodo, sia dal punto di vista stilistico con un avvicinamento più giovane alle tendenze in voga, sia dal punto di vista della comunicazione, con eventi e creatività, per esempio con Ferdinando Scianna, noto fotografo che attraverso una sua mostra “Masters’ hands” celebra le mani dei maestri dell’artigianato dell’azienda, immortalando i gesti che danno vita al Made in Italy. Oppure, ancora, la storia illustrata che l’artista americana Rebecca Moses ha ideato per la collezione donna, una favola per immagini ispirata alla filastrocca inglese «old mother goose who lived in a shoe», le illustrazioni ritraggono donne diverse con in comune la passione per le scarpe
e l’eleganza. Questa spinta verso il fututo si mescola con una forte valorizzazione della classicità del passato che contraddistingue il marchio e lo fa apprezzare in Italia e all’estero.

Il tuo futuro lo vedi nella moda o in un ambiente diverso?
Il mio futuro è ancora un gigantesco punto interrogativo, amo viaggiare, sono una grande appassionata di fotografia, di arte, design ma soprattutto di moda. Penso dunque che nel mio futuro la moda sarà presente, ho la voglia e la determinazione di portare avanti il grande lavoro fatto da mio nonno, continuato poi da mio padre e dai miei zii, ma prima di tutto questo vorrei scoprire meglio me stessa e quello che voglio dalla mia vita. Credo inoltre che sia sbagliato entrare subito in azienda, ritenengo fondamentale farsi le ossa e una sudata gavetta per poter creare una vera e propria formazione lavorativa che permetta di risultare credibili agli occhi di chi ci giudica e per portare avanti un percorso con le proprie forze nell’ambiente, ma anche per essere presi sul serio e per avere concrete soddisfazioni a livello personale.
Niente male eh? In bocca a lupo Gaia!