Chanel Pre-Fall 2011/12: lo sfarzo indiano a Parigi!
E’ bastato un attimo, e Karl Lagerfeld, direttore creativo della Maison Chanel, ha trasformato una delle ali, splendida ma un po’ malandata, del Grand Palais di Parigi, in un tripudio di ricchezza e sfarzo, riecheggiando i palazzi dei Maharaja indiani.
Non è una passerella come tutte le altre, non è una sfilata come siamo soliti vedere, non c’è la solita musica piena di fastidiosa energia, ma questo non ci stupisce! Stiamo parlando, infatti, di una sfilata Chanel, di un fashion show che sappiamo già in partenza ci stupirà e catturerà la nostra attenzione completamente, facendoci immergere in un mondo incantato.
Come cornice della passerella sono stati astutamente collocate tre file di tavoli, che accompagnano le modelle lungo il proprio percorso. Fin qui nulla di particolarmente originale direte voi, se non fosse che su quelle tavolate, riccamente addobbate con candelabri di cristallo e traboccanti di golose prelibatezze esotiche, gli ospiti potessero consumare un buffet con tanto di camerieri al seguito. Sembra che Lagerfeld abbia voluto far partecipare in prima persona allo show anche gli invitati, che così si sono ritrovati ad essere comparse di lusso nell’ambientazione di uno dei più bei palazzi parigini.
Con un andamento principesco avanzano le donne di Lagerfeld, avanzano sulle note di musiche orientali che riportano ad un mondo lontano e affascinante, che riviviamo attraverso pezzi chiave delle collezioni della Maison: tubini in tweed e tailleur nell’inconfondibile stile Chanel, il tutto arricchito da perle. Tuniche in seta con colletto in stile Nehru abbinate a stivali e sandali in morbida pelle, maglioni ispirati al sari e capi in stile etnico. Ampie tuniche, occhi bistrati e volti accarezzati da gioielli che subito rimandano alla bellezza sofisticata e sensuale delle principesse indiane. Colori intensi, tessuti preziosi ricchi di ricami e inserti d’oro fanno brillare i nostri occhi, come gli enormi lampadari e i candelabri fanno brillare l’enorme sala di una luce senza tempo.
Come in una fiaba che si rispetti, come in un racconto che non vorremmo avesse mai fine, come in un sogno dal quale non avremmo mai voluto svegliarci l’ultima modella, vestita di un bianco candore, attraversa la passerella, per poi sparire dietro ad un porticato in stile arabeggiante.
Si conclude così la collezione che lo stesso Lagerfeld considera come: “una versione parigina di un’India che non esiste”!
Federico Panarello, my cup of coffee































