Io adoro i difetti tipicamente maschili
di laura carcano, pubblicato il 27 Agosto 2008Commenta
Calciofilia, ipocondria, pigrocinetica etc.
Io adoro i difetti tipicamente maschili. E intendo quelli che, se li racconti alle amiche, tutte insieme fanno sì con la testa come in una coreografia, perché tutte loro convivono con un uomo fatto allo stesso identico modo. Non c’è niente di insopportabile in ciò che accomuna tutti gli uomini (o quasi). Non si lascia mai un uomo per uno di questi difetti, diciamocelo. Queste manie, ossessioni e passioni caratteristiche del maschio italico sono a loro modo rassicuranti, perché le ritrovi sempre uguali tra un fidanzato e l’altro, tra un marito e l’altro e sai a. come trattarli b. come non vederli c. come riderci sopra (ma non con lui, lui li prende maledettamente sul serio). Piuttosto, i problemi tra un uomo e una donna nascono se lui è “particolare” o “fatto a modo suo”. Non se è un maschio da manuale.
Ma, torniamo ai difetti tipicamente maschili che mi sanno intenerire. Prendiamo, ad esempio, la pigrocinetica.
La loro olimpionica pigrizia innesca istantanei meccanismi di autodifesa. Sanno come negarsi e giustificarsi anche quando si tratterebbe di fare i 3 metri piani tra il divano e un qualsivoglia altro luogo. Gli uomini quando entrano in casa cosa fanno prima di tutto? Si tolgono le scarpe, esatto. Se noi donne lo facciamo perché abbiamo il metatarso a pezzi dopo una giornata sui tacchi, loro lo fanno per dare un chiaro segnale: ora non mi chiedere di andare da nessuna parte nè di fare questo o quello perché non mi avrai. Ti risponderò comunque “Ma mi sono già tolto le scarpe, ormai!”. Io ho conosciuto un uomo che sapeva portare la birra con un piede dal tavolino al divano (kcal bruciate = 2) anziché piegarsi e con la mano prendere la birra dallo stesso tavolino (kcal = 1). Io ho conosciuto un uomo che se leggeva “a domicilio” su un volantino era capace di farsi consegnare a casa anche un tagliaerbe diesel (al quarto piano di un condominio seza giardino), tale era la gioia del ricevere qualcosa senza doversi scomodare. Io ho conosciuto un uomo che si era messo una macchina del caffè in cucina e una identica pochi metri più in là, nella stanza-studio. Ed era felice. Tanto.
Io ho conosciuto le vette altissime della pigrizia maschile, eppure non so detestarla.
p.s. Ho lasciato un intero mese Paolo da solo su questo blog per capire di cosa sarebbe stato capace. Se non ve ne siete accorte ve lo spiego io che lo conosco bene: ci stava provando con voi. Con tutte voi.
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