• Tutti i nostri Blog »

  • Tutti hanno ragione

    Pubblicato da Paolo Madeddu il 9 Novembre 2008

    Oggi camminavo in piazza Duomo e sono passato di fianco a un gruppetto di ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Al centro del crocchio c’erano un maschio e una femmina. Entrambi con ciuffo ma moderato: emo ma non troppo. Lei non era molto carina, se devo dire la verità. Oddio, nemmeno lui, però lei sembrava il tipo destinato ad avere le idee chiarissime. Era robusta e perentoria. E lo stava catechizzando davanti agli altri; lui non diceva niente e prendeva atto. A un certo punto lei ha alzato la voce: “Hai capito? E’ così che funziona. Ricordatelo”.
    Non ho la minima idea di cosa stessero discutendo (oddio, discutendo. Per discutere bisogna essere in due) ma mi sono identificato subito in lui. In giro non faccio che trovare gente che mi spiega come funziona. In giro c’è pieno di gente con le idee chiarissime, sembrano tutti pronti ad andare da Maria De Filippi e catechizzare qualcuno. Mentre io faccio parte di una minoranza di fessi che prendono atto. Chi vede annaspare la propria relazione sa cosa intendo dire. Sanno tutti dov’è il problema. La sanno tutti lunga.

    A casa mi è venuta in mente una poesia che inizia facendo riferimento a quelli che la sanno lunga. Io di poesia non capisco niente, e l’autrice della poesia, che si chiama Wislawa Szymborska, è polacca (solo i polacchi hanno questi nomi. Come cavolo parlano?), ha 85 anni e ha vinto il premio Nobel. E mi ha incluso gentilmente in una sua statistica, secondo la quale “la poesia piace a non più di due persone su mille“. Anche questa particolare poesia si basa su una statistica. Si chiama

    Contributo alla statistica

    Su cento persone:
    coloro che la sanno lunga:
    - cinquantadue;
    insicuri a ogni passo:
    - quasi tutti gli altri;
    pronti ad aiutare, purché la cosa non duri molto:
    - ben quarantanove;
    buoni sempre, perché non sanno fare altrimenti:
    - quattro, be’, forse cinque;
    inclini ad ammirare senza invidia:
    - diciotto;
    sempre in ansia per la paura di qualcuno o qualcosa:
    - settantasette;
    attrezzati per essere felici:
    - al massimo ventiqualcosa;
    innocui singolarmente, selvaggi in mezzo a una folla:
    - come minimo, più della metà;
    crudeli, se costretti dalle circostanze:
    - è meglio non saperlo neppure in termini vaghi;
    quelli col senno di poi:
    - non molti di più di quelli col senno di prima;
    quelli che dalla vita sanno solo prendere:
    - trenta (vorrei sbagliarmi);
    piegati dal dolore, senza una luce nel buio:
    - ottantatré prima o poi ;
    nel giusto:
    - trentacinque, che è un bel po’;
    nel giusto ma comprensivi:
    - novantanove;
    mortali:
    - cento su cento.
    Numero fino a questo momento invariato.

    1 Commento

    Di: marta in 13 Novembre 2008

    il nome e’ Wisława - ancora peggio:P per fortuna non e’ un nome molto comune in Polonia… poi, un altro polacco- vincitore del premio Nobel si chiamava Czesław Miłosz, un altro nome strano:)

    RSS dei commenti - URI per TrackBack

    Scrivi il tuo commento: