Donna Moderna

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Ho passato la sera a falsificare etichette per detersivi.

Perché? – vi chiederete alzando contemporaneamente un sopracciglio. Perché  ho scoperto che il mio gatto, gravemente asmatico, è allergico ai detersivi e, per convincere la signora che mi aiuta in casa a usare solo acqua e aceto (che funzionano benissimo, non inquinano e non intossicano né gatti né umani) non ho trovato altri sistemi che questo. Dal che si evince il mio proverbiale carisma, ma va be’.

Insomma, mi sono inventata un’etichetta che recita “detersivo ecologico extra all’aceto”, con tanto di alberello verde, e l’ho appiccicata su vari flaconi di detersivo che, invece del detersivo, sono pieni appunto di acqua e aceto.

Voi direte, alzando l’altro sopracciglio che sennò si offende, ma non potevi solo dirle: signora per favore usi acqua e aceto? No, non potevo, un po’ perché ci avevo già provato con risultati desolanti, e qui torna in campo il proverbiale carisma di cui sopra, un po’ perché la signora, che ha cinque figli, pensa che preoccuparsi di un gatto sia da pazzi.

Ha ragione lei, e ho ragione io. E allora faccio finta di aver comprato in negozio questo nuovo detersivo ecologico superfigo. Mezzucci da matrigna, mi rendo conto.

Lo so, lo so, se non siete gattofile mi toglierete dai vostri bookmarks senza pietà. Ma io mi metto un’altra etichetta e ritorno.

9 commenti

  1. 1.

    Tu sei un genio! Meeeoooow

  2. 2.

    Prima di avere bambini (miei e anche di altri, come si evince astutamente dalla mia attenzione nei confronti di questo blog), ho avuto Cecilia, una bellissima gatta europea tigrata (è il nome che si sono inventati per dare dignità e pedigree anche ai bastardini), che per anni mi ha seguito in giro per i miei spostamenti inquieti, e dalla quale dovetti separarmi 6 anni fa, durante la mia gravidanza (le ho assicurato vitto e alloggio e pensione privilegiata a casa dei miei, in rinomata costa gallurese, mica cotiche. Mi risulta che sia ancora viva e per nulla intenzionata a riprendere una convivenza con me).
    Bene, mogliastra, tutto questo panegirico, per dire che il gatto è il viatico privilegiato per arrivare a sopportare eroicamente i bambini. Degli altri, e poi anche tuoi. Pertanto nulla è esagerato, per il loro bene. Dei gatti, e anche dei bambini. :-D

  3. 3.

    Pfiuuuu, Koshka e Patrizia, meno male, almeno due delle mie visitatrici preferite non mi sfratteranno
    dai propri bookmarks personali :-)
    Domani mattina vedrò come reagisce invece la signora, con il nuovo packaging. Uhmmmm.

  4. 4.

    Ho convissuto per anni con un’allegra banda di gatti, civili quanto bastava per accettare il mio cibo, le mie poltrone e le mie coccole, selvatici per tutto il resto. So di quale amore e di quali inganni ci rendono capaci!

  5. 5.

    Pfiuuuu. e tre, lucy. ;-)

  6. 6.

    E quattro! Ci sono anch’io: cinque figli e due gatte (anche le mie… com’era? “europee tigrate”, grazie Patrizia per questa fantastica etichetta), mmmmh, magari c’è un nesso statistico tra mammastre e gattastre?

  7. 7.

    Esagero, tanto per fare la secchiona: riuscire ad amare un micio ti aiuta ad amare i figliastri. Come con loro, coi gatti bisogna saper accettare sia le fusa sia i graffietti, se, come e quando decidono loro. Come coi gatti, coi figliastri devi saper offrire senza aspettarti troppo. Ed è allora, se ti va bene, che ti becchi uno di quegli sguardi felini tutti di traverso, smerlettati di velluto, e rimani stregata, e pure fregata. Anzi freGATTA.
    PS.: ma alla signora non le potevi dire che ad aver l’allergia era una delle due creature umane? Magari così si convinceva…

  8. 8.

    Infatti, Maggie, stamattina ho fatto così per giustificare i flaconi taroccati, sentendomi anche un po’ vigliacca.

    Chiara: e quattro, che bello. Sì, anche secondo me c’è un nesso. Indaghiamo.

  9. 9.

    Ah, sorelle mogliastre e gattofile, guardatevi questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=GFz8F9-kz80
    ‘Notte.

E tu cosa ne pensi?