Ho risposto al volo a un commento sul post precedente, e mi è venuta voglia di approfondire il discorso. Il tema è “chi fa cosa” in una famiglia ricostituita.
Secondo me è la partenza che fa la differenza, oltre alla rima. Mi spiego: se partiamo con un “i figli sono i suoi” è una cosa. Se invece partiamo con un “la famiglia è nostra” è tutta un’altra cosa.
Premetto che questo discorso vale come obiettivo da raggiungere, non è che, un due tre, noi ci accolliamo tutte le incombenze e così, oltre a essere delle mogliastre, siamo anche delle povere stronzastre masochiste. Ma, come obiettivo, è essenziale per una visione -e una realtà- positiva, costruttiva e gratificante del nostro ruolo nella famiglia ricostituita.
L’obiettivo, che nell’entusiasmo mi ero dimenticata di annunciare, è essere il perno di questa famigliastra. E anche, come diceva una mogliastra, l’ago della bilancia dei rapporti tra maritastro e figliastri. Senza nulla togliere, per carità, alle legittime genitrici, ma quelle le lasciamo dove sono. Per quanto riguarda la NOSTRA famiglia, che stiamo ricostitutendo, questa cosa è importante.
Quindi, c’è da andare a prendere il figliastro in capo al mondo? Che palle, ma fa parte, in parte, della nostra famigliastra. E quindi, ci va chi può. Se può papi, ci va papi, se può la matrigna, ci va la matrigna. Stando attente che papi non può mai di default, ma questa è un’altra storia da annettere al capitolo “uomini”. Questo, se si parte dal pensiero “la famiglia è nostra”. Che è appunto il pensiero da quale secondo me è più sano partire.
Poi, ovvio, ci sono dei limiti ben precisi, sono i famosi NO da imparare a dire, e di cui parlavamo in questi giorni. Ma dovrebbero essere dei NO a titolo personale, non a titolo di ripicca, o per sottolineare l’estraneità genetica della prole. No, non ho nessuna voglia di massacrarmi i coglioni a cena dai tuoi, che ci siamo già stati la scorsa settimana, o la scorsa glaciazione, a seconda delle abitudini familiari. No, non ho voglia di accompagnare la pupa in piscina mentre tu smanetti col telecomando. Ma non perché la figlia è tua, solo perché il culo è il mio, e lo sposto quando dico io. Visto che il tuo è infossato sul divano da tre ore e tra qualche secolo scopriranno un nuovo tipo di impronta fossile, il Culum Maritastri Recalcitrans. Ecco.
Ma i sì e i no andrebbero espressi in funzione o della nostra individualità, a prescindere dal ruolo, o, al contrario, in funzione della nostra famigliastra. Non in funzione di chi è figlio di chi, perché è ovvio che dietro questo pensiero ce n’è un altro, comprensibile ma, ammettiamolo, un filino meschino, del tipo: se non facevi figli con quellalà, ( e ci scopavi, cazzo) adesso non stavamo qua. Quel che è fatto è fatto, guardiamo avanti. Avanti c’è la nostra vita con questi uomini bislacchi, con i quali stiamo ricostituendo una famigliastra.
Anche il concetto di ago della bilancia nei rapporti tra papi e pupi, a cui accennavo qualche riga fa, è un concetto da considerare. Molti figliastri sono grati alle loro matrigne per aver mediato i rapporti con il padre, migliorandoli. E io, che credo nel matriarcato perché le donne sono molto brave a gestire l’affettività e la comunicazione, vorrei che questo fosse un altro obiettivo matrignesco. Per ottenere più serenità nella famigliastra, ed, egoisticamente, per ottenere più gratificazioni nel nostro ruolastro. Perché non è scritto da nessuna parte che debba essere un ruolo di ripiego. (Cioè, è scritto sicuramente da molte parti, purtroppo, ma invece no, cambiamolo. Ne abbiamo la possibilità).
Per chi si sta già incazzando: ho detto che tutto questo è un obiettivo auspicabile, non ho detto che bisogna fare così da subito, non l’ho fatto io, e non lo farà nessuna di voi. All’inizio. Poi, forse, sì. E sarà bello, ve lo prometto. Parola di Mogliastra.
(Oddìo, ma come parlo? Saranno i cinquanta?)
Ops, stavo dimenticando il fuori-tema. Ho finalmente trovato la spazzola rotante, praticamente un phon con spazzola incorporata che gira su se stessa e stira la ciocca di capelli, senza l’effetto scimmia allo specchio che stira la spazzola e asciuga il phon. Almeno, io con spazzola e phon tradizionali, davanti allo specchio faccio più o meno così. Qualcuna di voi l’ha già usata?













