La bussola di Noè, di Anne Tyler, secondo me è un bel libro. Ne avevo letti altri due della stessa autrice e non mi avevano entusiasmato. Ma questo, sarà perché è pieno di matrigne, mi è piaciuto.
Il protagonista è un sessantenne solo, vedovo e divorziato al tempo stesso, reduce quindi da due matrimoni. Ha una figlia dal primo matrimonio, a cui la seconda moglie ha fatto da madre, e due dal secondo, fornite di patrigno bravissimo che addirittura ha esonerato il protagonista dal pagare gli alimenti.
A un certo punto lui si innamora di una donna, che pare essere la candidata al terzo matrimonio, nonché al matrignato delle sue tre figlie.
Ma a parte la trama, la cosa quantomeno bizzarra è che le figure delle matrigne, in questo libro, sono positive.
O meglio, una è un po’ stronza di suo, l’ex moglie, ma come matrigna è ineccepibile. E l’altra è un po’ sfigata di suo, ma si capisce che come matrigna sarebbe bravissima.
Ora, o Anne Tyler è una matrigna, o veramente sta pian piano cambiando qualcosa. Certo, l’autrice è americana, lì con divorzi e matrimoni sono secoli avanti rispetto a noi, però, insomma, sono rimasta piacevolmente stupita.
Diciamo che l’Oscar della stronzaggine qui lo vincono le figlie, che alla fine, ah, no, non ve lo posso dire, che magari leggete il libro.













