Mogliastre, la delegata del Club di Torino e la sottoscritta Mogliastra tenutaria del Club italiano abbiamo messo giù questo piccolo statuto. So che interessa solo a chi viene agli Aperitivi, ma siccome arriveranno anche in altre città, lo pubblico anche qui sul blog.
Piccolo statuto degli Aperitivi delle Matrigne
ovvero: i Sette Comandamenti del Club. Da non confondersi con i Sette Nani. Eccolo (che non è l’ottavo nano):
1 -Scopo degli Aperitivi delle Matrigne è quello di confrontare le proprie esperienze, sia emotive che pratiche, con l’obiettivo di non sentirsi più delle marziane. Un certo riflesso verdognolo sulla pelle non deve preoccupare. Non è la carnagione di Marte, ma solo un po’ di bile. Poi passa.
2- Sono ammessi, e anzi graditi, sfoghi, lieve turpiloquio, indigestione di stuzzichini, stati variabili di ebbrezza etilica.
3 -Non sono assolutamente ammessi morosi, compagnastri, mariti presenti e passati, nonni, criceti preferiti o altri che non abbiano il patentino di matrigne. Tranne nei casi di ospiti speciali, appositamente invitati dalle delegate del Club delle Matrigne per incontri a tema (avvocati, psicologi, puericultori, patrigni, figliastri, serial killer etc.)
4- E’ richiesto un minimo -anche un massimo vah- di contenimento del proprio ego matrignesco per lasciare spazio anche alle matrigne più timide. Tutte devono avere la possibilità di sputare i rospi e inserirsi con facilità nelle discussioni. Croak, magari tra tanti rospi esce pure un principe azzurro.
5- E’ altresì richiesto un sorriso, anche finto, tanto poi quello vero arriva lo stesso.
6 – Dress code: dal pigiama al tubino, passando per la muta da sub (per immergersi nella famiglia allargata).
7- Parola d’ordine: riderci su, tutte insieme.