Bene, adesso arriva anche il Viagra per le donne. Benissimo, così, quel poco che si è riuscito a far capire agli uomini su come funzionano le donne, il lavoro degli ultimi cinquant’anni, finisce tutto nello sciacquone del cesso. Butta giù la pillolina, amore, così anche se scambio il clitoride per un posteggio di autocarri, anche se penso che le tette siano dei pupazzetti che fanno poooot, anche se penso che il preliminare sia una cosa che si fa dall’immobiliare, a te piace lo stesso, e, badabùm badabùm, mi squittisci di piacere come un cincillà. Magari, ecco, la tua salute ne risente, ma vuoi mettere qualche rischio di trombosi (per l’appunto) in cambio della felicità coniugale?
Ora, a parte casi di vere patologie sessuali, sulle quali non discuto, io trovo che il Viagra Rosa sia l’ennesimo passo indietro di una società dove qualunque cosa si risolve con un business per qualcun altro. Ma lo sapete che i farmaci più venduti al mondo combattono delle patologie che nella maggior parte dei casi, solo cambiando alimentazione, si risolverebbero? Hai il colesterolo alto perché mangi come un orco? Tranquillo, continua a fare l’orco, che le lasagne al ragù le devo pur vendere, però butta giù la pillolina che ti pulisce le arterie.
Ma, invece di proporci il Viagra Rosa, non potrebbero proporre a chi so io delle belle lezioncine su come si maneggiano le donne? E spiegargli che molte volte una parola sussurrata nell’orecchio, o uno sguardo ben assestato, funziona più di mille costose pillole? Che notare un nuovo taglio di capelli, un chilo in meno, un nuovo profumo, fa miracoli al sistema riproduttivo? Che non scappare davanti alle situazioni complicate fa gongolare le ovaie? Che gestire una famiglia ricostituita con fermezza richiama gli ormoni a sciami? Che il punto G si raggiunge più facilmente con la stima che col pisello?
Negli anni sessanta si diceva: mettete dei fiori nei vostri cannoni. Be’, diciamolo anche oggi, aggiungendo un significato in più.
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