Dal libro di Edouard Launet “In fondo al laboratorio a sinistra” Raffaello Cortina Editore: “Quando cadono, le fette di pane tendono ad atterrare sul lato imburrato, contrariamente a quanto sostenuto dalla scienza statistica (secondo cui le probabilità sarebbero cinquanta-cinquanta). Il motivo è dei più banali: la fetta è generalmente adagiata sul lato non imburrato e, dopo aver spiccato il volo, cade eseguendo un lento movimento di rotazione. Si dà il caso che il tragitto da compiere per giungere al pavimento sia troppo breve e non le consenta di fare un giro completo, ma più spesso mezzo giro, il che significa atterraggio lato burro, come chiunque avrà avuto modo di constatare. Del resto, se il tavolo sul quale facciamo colazione fosse alto, poniamo, tre metri, le fette cadrebbero con maggiore frequenza dal lato non imburrato perché la fetta farebbe un giro in più.“
Un’altra teoria, che avevo letto da qualche altra parte e che preferisco, sostiene che la parte imburrata pesi di più, e quindi la forza di gravità la attragga inesorabilmente verso il pavimento. Poi c’è la Legge di Murphy, ma quella è ancora un’altra questione.
Ora, quando una cade innamorata (tomber amoureux, to fall in love, sempre di cadere si tratta), spesso si ritrova con la parte imburrata dritta dritta sul parquet di una famiglia allargata. Forse, come dice Launet, bisognava farsi un giro in più, chissà. Ma mi risulta che tavoli da colazione alti tre metri non ce ne siano un granché in commercio. Quindi, mogliastre, restiamocene belle imburrate e a faccia in giù, ma facciamo in modo che nessuno approfitti della posizione. Se non, eventualmente, per scopi puramente ludici.
(Disegno fatto col mouse dalla Mogliastra)




