Se ne aveste la possibilità concreta, mie mogliastre, quante di voi sceglierebbero di passare la sera col proprio marito o convivente per poi, a mezzanotte come Cenerentola, lasciargli lì la scarpetta di cristallo e andarvene a dormire, col pigiamone e il mollettone, in camera vostra?
Sì sì, stessa casa ma lui nella sua cameretta, magari arredata in un mood Minimal, e voi nella vostra, magari arredata come un angolo di Tibet.
E poi, una volta chiusa la porta, dopo un bacio o altro, leggere il vostro libro senza il suo solito “speeeeeeegni?”, mentre sulle vostre mani agisce indisturbata la crema per la pelle secca, sul viso quella per la pelle mista, sulle cosce quella per la cellulite (dicono che esistano donne che ce l’hanno. Incredibile) e qualche bigodino occhieggia tra il comodino e l’abat-jour?
Vi mancherebbe quel russare da locomotiva, quel suo rigirarsi come una cotoletta, quella sua sveglia la mattina che fa bi-bi-biiiiip un miliardo di volte quando voi avreste diritto ancora un bel quarto d’ora di sonno in più?
Insomma, vivere nella stessa casa ma avere ognuno la propria camera, non vi piacerebbe? Eh? Pensate alla scena: lui bussa, voi, in negligé nero trasparente gli dite: chi é? (seeee, indovina, va be’), lui entra, vi seduce, e poi, magia, sparisce.
Che dite? Sareste disposte a rinunciare al salotto per avere due camere da letto? O perlomeno a sognarlo?



