Buongiorno, sono la fata dei Transformers, e ora le faccio una magia.
Uh, fata, mi fa bionda con gli occhi azzurri e senza un buchino di cellulite neanche se strizzo le cosce a due mani e le guardo con la lente?
No. La trasformo in un’ex moglie.
Orcatroia, fata.
Embè.
Eccomi qua: separata, una figlia di dieci anni, un ex marito che ora vive con una tipa. E dico tipa per non dire altro. La fregatura ulteriore è che io non so che questa trasformazione dura solo il tempo di scrivere il post, quindi sono un filino in ansia. E oltretutto, non è per essere pignola, ma i Transformers mica hanno una fata, quindi sento aria di sòla, ma va be’.
Dicevo: son separata, e fin qui, va bene. L’abbiamo deciso insieme, che a me ormai, solo a sentire che lui suonava il citofono, veniva il vomito. Che poi, se hai le chiavi di casa, cosa suoni il citofono a fare, che mi tocca mollare tutto e venire ad aprirti manco fossi un postino, che notoriamente suona sempre due volte, ma poi fa due volte anche un’altra cosa sul tavolo della cucina? Quella cosa che noi non facciamo da anni, sì, quella, caro.
Va be’. Io, il mio ex, non lo rivorrei indietro neanche sottoforma di involtino primavera, o meglio di maiale in agrodolce. Quello che non mi va giù, invece, è la sua tipa. Ma non per lei, eh, che manco la conosco, a parte sapere anche quante volte al giorno fa la pipì spiandola su FaceBook. E’ che ‘sta tipa vede mia figlia ogni mercoledì, e un weekend sì e uno no. E, scusate, ma io per mia figlia ho fatto un casting di babysitter che manco vi immaginate, controllo anche quello che le dicono le maestre, le nonne, le zie ed eventuali alieni in visita. Figuratevi se mi va che la mia bambina se ne stia giorni interi con una che manco conosco. E se ‘sta qua magari le insegna, chessò, che ai gatti bisogna tirare la coda per fargli abbassare le orecchie? E se fanno la gara di rutti a tavola? E se le dice che Va dove ti porta il cuore è un capolavoro? Se la obbliga a cantare le canzoni dei Pooh?
Io mica posso fidarmi del giudizio del maiale in agrodolce, eh no. Davvero, divento pazza di dolore al pensiero che la mia bambina venga messa a letto da una sconosciuta, venga educata, cresciuta, magari anche sgridata da una che è stata scelta dal suino in salsa di ananas e peperoni gialli basandosi su criteri assolutamente ormonali. E se poi la chiama mamma? E se ‘sta qua la vizia, tanto che gliene frega, e poi io passo per quella cattiva?
Madonna che male che mi fa questa storia. Non ci posso fare niente, lo so, funziona così, dopo una separazione. E siccome sono una persona civile, democratica ed evoluta, e anche buona di fondo, me ne sto nel mio angolino. Anche perché, quel tipo che mi piace, se venisse a vivere con noi, be’, sarebbe un po’ la stessa storia che con la tipa. Ma almeno lui lo controllerei e, al primo idiota cartone animato giapponese, lo defenestro. E comunque mica si sostituirebbe alla mamma, ma al suino con l’ananas.
Pof!
Cos’è ‘sto pof adesso?
Magia delle magie, son la fata dei Transformers, e tu sei tornata matrigna.
Miiiii, fata, che spavento mi ero presa.







