Se state pensando: ecco…il solito post che ci dirà di chiudere il rubinetto mentre ci laviamo denti…NO, non ve lo dico  :-D anche se è giusto farlo…

In realtà volevo parlare dell’acqua del rubinetto…da bere!

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È una scelta economica, ecologica e salutare…ma andiamo con calma…

Economica: il WWF stima che l’acqua del rubinetto costi dalle 500 alle 1000 volte in meno rispetto a quella delle bottiglie, senza contare che, per andare al supermercato spesso si usa la macchina (e a loro volta le bottiglie sono trasportate per chilomentri con i camion)…e poi dobbiamo caricarle-scaricarle e portarle in casa…con l’acqua del rubinetto risparmiamo soldi e fatica!

Ecologica: utilizzando l’acqua del rubinetto eviteremo di buttar via tonnellate di plastica e l’ambiente ringraziera!

Salutare: secondo alcune ricerche, le acque degli acquedotti, oltre ad essere più controllate delle cugine di bottiglia, sono anche più sane. Su altroconsumo si può trovare l’elenco delle città in cui è stata analizzata l’acqua, con i relativi risultati. C’è anche un interessante articolo sulle varie brocche filtranti, che rivela come, in realtà, servano pressochè a nulla…anzi, in alcuni casi sono persino dannose.

Se però, non vogliamo rinunciare all’acqua frizzante (o con le bolle, come dice mio figlio ;) ) possiamo pensare di acquistare un…gasatore…o addizionatore di bollicine…insomma questa cosa qui! Tra le altre cose ha il vantaggio di poter dosare la quantità di bollicine…così se a voi piace super-gasata (come a me ;) ) e a vostro marito leggermente, non dovrete più acquistare marche diverse di acque, e non ci sarà più il pericolo che le bottiglie finiscano!

Scelte lodevoli quelle di diversi comuni che hanno dotato la propria città di una fontana pubblica o deciso di servire nelle scuole l’acqua del rubinetto…anche se nel comune di milano si fa da anni!

E voi? preferite quella del rubinetto o quelle in bottiglia?

Immagine di rosedicristallo

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pink princess, principessa rosa
Avete già preparato il vestito di carnevale da principessa/fatina rosa per la vostra principessa? E allora siete finite nel bel mezzo di un’accesa diatriba internazionale. Ohibò! E ora che si fa?

Avete già sentito parlare di Pink Stinks? Una campagna antirosa il cui slogan si traduce letteralmente in “il Rosa Puzza”. Comunque questa campagna, partita dall’Inghilterra mesi e mesi fa, in sostanza critica il fatto che i vestiti, giocattoli e gadget in commercio per le bambine siano prevalentemente rosa, e che quindi attraverso il rosa si comunichino alle bambine degli stereotipi che poi le condizioneranno per tutta la vita. Per esempio inculcando ben bene in loro l’idea che una brava ragazza è sempre gentile, educata e carina, e che non si stia a preoccupare per le cose serie che a quelle ci pensa papà/il fidanzato/il capo/il marito/perfino il figlio.

In Italia, ma non solo, questa campagna è stata accolta con reazioni molto diverse. Chi l’ha abbracciata a braccia aperte, vedi Blimunda, chi proprio non ne vuole sapere di farsi dare della puzzona perché ama il rosa, vedi Machedavvero?

È un dibattito molto acceso, perché in realtà al centro di questo dibattito non c’è un colore, nè le nostre scelte d’acquisto, ma una domanda fondamentale che non lascia nessuna indifferente: sono una brava mamma? Se compro vestiti rosa a mia figlia sbaglio? E qui giustamente le mamme si sentono toccate sul vivo e reagiscono, e come!

Ecco, io non credo che una bambina vestita di rosa sia destinata a fare l’oca per la vita, anche perché anche io ho avuto il mio periodo rosa, ebbene sì! Però credo che questa cosa degli stereotipi sia vera, e sia anche molto penalizzante. Io ho fatto studi considerati da maschio e ho lavorato in ambienti maschili, si direbbe che non abbia risentito di questi stereotipi, e invece sì, eccome! E ci ho lottato contro tutti i santi giorni, dentro di me principalmente, per trovare il coraggio di fare e dire ciò che credevo giusto, di espormi, di non stare al mio posto. Ho anche scoperto che questi stereotipi non sono altrettanto forti in tutte le società, credo che nella società italiana siano un problema particolarmente forte.

Quindi, rosa o no, fatina e principessina o meno, l’importante è insegnare alle bambine che essere carine non è la fine della storia, che possono farsi avanti, avere un’opinione, aprirsi una strada anche nuova, usare la testa. E per farlo dobbiamo essere consapevoli dei segnali che mandiamo alle bambine, segnali spesso inconsci. Le lodiamo e premiamo anche quando hanno riparato da sole la propria bicicletta, anche se si sono sporcate la maglietta rosa? Le assecondiamo se hanno voglia di saltare nel fango, anche se hanno gli stivaletti di gomma tanto carini che il fango si vede subito? Le incoraggiamo a raccogliere vermi per scoprire come sono fatti, o le bambine al massimo si possono interessare solo alle farfalle?

Che ne pensate? Ma soprattutto ditemi, secondo voi questa del rosa è una questione di domanda o di offerta? Ossia, le mamme comprano roba rosa perché nei negozi trovano quasi solo roba rosa o i negozianti vendono quasi solo roba rosa perché tanto le mamme preferiscono comprare roba rosa? Che ne dite?

P.S.
Io sono mamma di un maschio (2.5 anni), e sì anche loro hanno i loro stereotipi, ci torneremo.

Immagine di Frugan

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U&G

Da vera mamma dell’ultimo minuto ancora non ho scelto il vestitino di carnevale per il mio bambino!
Lui non si degna di dare preferenze e lascia a me l’incombenza di trovargli un vestito comodo, che si possa usare all’aperto ma anche al chiuso per la nostra festa e per quella al nido, e che alla fine gli piaccia anche!
Non sarà facile!

Quest’anno vorrei anche vestirmi anche io!
Non sono bellissime quelle famigliole tutte colorate, con magari travestimenti abbinati? ho visto una coppia mamma e figlio vestiti da indiani veramente simpatici!
E per i bambini deve essere davvero divertente…

Ma visto che il tempo scarseggia sto optando più che per un costume, per un trucco speciale! U&G

Girando su internet mi sono lasciata affascinare da questi visi truccati: basta una faccina dipinta e il costume è fatto!

E non c’è bisogno di essere particolarmente bravi a disegnare perchè ci vengono in aiuto queste sagome fatte a posta per creare trucchi di grande effetto sia per i grandi che peri i piccoli!

Veramente eco-sprint, non trovate?

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Partendo dal presupposto che l’argomento è delicato…personale…ed è difficile scriverne in un blog…ho deciso che ci provo lo stesso, sperando di riuscire perlomeno a farmi capire! ;)

Dunque…entrati nel vortice senza fine dei pannolini lavabili (attenzione!! possono dare dipendenza!!) abbiamo scoperto che esiste un mondo dove tutto può essere lavabile…persino i nostri assorbenti!

Anche in questo caso ne esistono tanti e di diversi materiali…c’è chi li fa in cotone, chi in tessuto tecnico e chi ci insegna come farli…io ho provato solo quelli in pile…e sono una favola!!

Altro che irritazioni, infiammazioni e fastidi vari…”là sotto” solo tessuto morbido…e sensazione di pulito fantastica!

In genere sono composti da uno strato di tessuto a contatto, una parte assorbente (cotone, spugna o flanella) e una parte impermeabile (pul)…alcuni hanno un bottoncino o un velcro per chiudere le ali…altri s’inseriscono in un supporto (da quel che ho capito…anzi…se qualcuno che li usa vuole raccontarmi :) )…alcuni sono bianchi, altri ancora coloratissimi…insomma, davvero per tutti i gusti!

Per la gestione…è più facile a farsi che a dirsi! Gli assorbenti in tessuto tecnico (come i pannolini) poco sopportano l’uso di detersivo, vanno tranquillamente in lavatrice a 60° e, volendo, anche in asciugatrice.

Io di solito li conservo, chiusi, nel bidoncino coi pannoli, in attesa della prima lavatrice. Se sono in giro, o al lavoro, per quelli usati utilizzo una mini wet-bag, che svuoto appena arrivo a casa, quelli puliti li metto in borsa richiusi…e nessuno capisce cosa sono finchè non li apro :D

Diciamo, che come sempre, mia mamma ha storto un po’ il naso ( in realtà anch’io ci ho pensato e ripensato prima di provare i lavabili) mentre mia nonna ha voluto che comprassi qualche salvaslip per lei…che ha sempre usato assorbenti e pannolini lavabili (i vecchi ciripà!!!!) e appena ha visto i miei ha esclamato: “ li avessi avuti io così!”

 

ed eccovi una delle mie fantastiche foto…

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e quello che c’è al centro? Alla prossima puntata!!!

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U&GSiamo alle porte della festa in assoluto dedicata ai bambini, il Carnevale! Fortunatamente noi abitiamo a Milano e ho una settimana in più di tempo per organizzarmi!
I bambini si divertono molto nelle giornate di Carnevale: i coriandoli e le stelle filanti da lanciare per strada, il profumo delle frittelle e naturalmente le maschere, i travestimenti!

Oltre la festa del nido gireremo per le strade di Milano e poi ho organizzato una piccola festa con qualche amichetto di Gabriele, a casa nostra.
Per l’occasione sto organizzando dei giochi per intrattenerli.
Saranno fatti rigorosamente in questo ordine, e capirete dopo il perchè ;)

Il primo gioco è un piccolo percorso ad ostacoli, va organizzato adattandolo all’età dei vostri bambini, aggiungendo delle difficoltà per i più grandi (possono trasportare qualcosa mentre lo percorrono) o semplicizzando le cose per i più piccolini.
Per Gabriele e i suoi amichetti di circa 3 anni, lo disporrò così: tavolo coperto da una tovaglia molto lunga in modo che sembri un tunnel, in modo che possano passare sotto, gattonando; seguirà un muro di cuscini da scavalcare (basterà legare uno sopra l’altro, con una corda o una cintura, 2/3 cuscini da letto), poi per ultimo il ponte traballante, un’asse di legno un po’ lunga e stretta sulla quale i bambini dovranno camminare (non ci sarà bisogno di sollevarla, anche solo appoggiandola per terra vedrete che fingeranno, anzi si immagineranno di dover stare attenti a non cadere)

Il percorso puo’ essere fatto anche più di una volta, e si concluderà facendoli passare in uno spazio strettissimo per arrivare in un’altra stanza (per lo spazio stretto noi abbiamo deciso di spostare il divano dal muro, creando una stradina larga circa 40 centimetri)

In questa stanza organizzeremo dei balli sfrenati! Speravo che il papà fosse più disponibile e invece toccherà a me a fare da coreografa :)
Scegliete un po’ di canzoni divertenti, da fare coi movimenti, di sicuro tra le nostre ci saranno: Il ballo di Simone, Il coccodrillo, La patatina fritta
Fateli scatenare ben bene! U&G

Una cosa che diverte molto i bimbi è cantare una canzone piano piano, a bassa voce, facendo lentamente i movimenti e gradualmente aumentare la velocità e il volume, fino a gridare!

Sarete voi ad accorgervi quando è il caso di smettere, perchè saranno veramente stanchi!
Il percorso qua si conclude con una bella favola, raccontata con le marionette.
Se avete tempo potete costruire un piccolo teatrino di cartone (trovate delle istruzioni semplici qui) ma potete anche solo sedervi davanti a tutti i bambini che saranno talmente stanchi da sentire proprio il bisogno di ascoltarvi seduti su un bel tappeto
Anche le marionettine le potete costruire o anche acquistarne di carinissime a poco prezzo (io adoro queste “da dita” dell’ikea) che potrete riusare altre volte.

Finita la favola, potrete lasciarli liberi di giocare tra di loro e di fare una bella merenda colorata e la festa sarà stata di sicuro un successo!

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