Ogni anno io e i miei figli trascorriamo l’intera estate al mare, da fine maggio ai primi di settembre.
Via le scarpe, via gli orologi, via la televisione per tre mesi.
Via l’automobile, via il cielo grigio, via il telefono.
Via (si spera) gli antibiotici.
Un paio d’anni fa invitammo una mia amica finlandese, che vive in Lapponia, a trascorrere una settimana da noi in riva al mare.
Lei arrivò, bianca come il latte, a far compagnia a me e mia figlia. Presto però scoprii che a dire il vero era venuta con l’intento di indagare sulla mia serenità, perchè era preoccupata per me.
“Come sarebbe, sei preoccupata per me? Non è successo niente, amica mia”, la rassicurai sorridendo…









