Nell’ultimo post “Uma Thurman: una mamma come noi?” concludendo avevo anticipato che ci sarebbero state anche belle notizie legate al mondo delle mamme e del lavoro.
Stanno nascendo siti di informazione, finanziamenti regionali e progetti a sostegno della flessibilità e conciliazione delle mamme nel lavoro.
La regione Lazio ha stanziato un totale di circa 9,5 milioni di euro per la creazione di servizi di Flexicurity, ovvero di flessibilità e conciliazione delle mamme (e famiglie). Ogni progetto potrà essere finanziato fino a 350.000€ su due anni con l’obiettivo principale di fornire servizi alle famiglie ma migliorare anche la flessibilità di coloro che lavorano nell’azienda legata al progetto.
Ecco il link al bando che avrà come prima scadenza la fine di maggio.
Altra bella notizia: è nato il progetto Moms@work dalla collaborazione tra due mamme tostissime e molto preparate, Cecilia Spanu e Anna Zavaritt, con Gi Group, primo gruppo italiano nei servizi per il mondo del lavoro, per rispondere alle specifiche esigenze di lavoro delle madri.
Gi Group ha deciso di sostenere il progetto pilota con un duplice obiettivo: da un lato aiutare donne qualificate e motivate a rientrare, o a trovare il proprio spazio, nel mondo del lavoro; dall’altro aiutare le aziende a capire e a cogliere i vantaggi, anche economici, del lavoro flessibile. Fornendo ad entrambi servizi di recruitment e consulenza specializzati.
In bocca al lupo da parte di Mommy Pride, Working Mothers Italy e tutte noi per un progetto di mamme per migliorare la vita professionale delle mamme!
Maria Cimarelli
Foto di Moms at work


1.
In che senso qualche cosa si muove? Io non sono assolutamente d’accordo che si stia effettivamente muovendo qualche cosa…forse hai ragione tu se ne parla di piu’..le mamme non sono associate solo alla parola pannolini pappe e quanto altro ma talvolta anche a lavoro..non entriamo pero’ qui nel merito/tipologia di lavoro..ancora poche le mamme in carriera, in ruoli non dico chiave delle organizzazioni ma neppure nel sottoscala!!!Vorrei proprio vedere i dettagli di questo nuovo progetto…che cosa si intende per mamme qualificate? Che spazio viene loro riservato? Quanti compromessi ancora devono fare quelle mamme super skillate con fior fiori di master e lauree? Che si intende per lavoro flessibile? Io, perdonami Maria, ma ho mille dubbi..sono sempre quei progetti dai grandi nomi, ben presentati ma poi quasi vuoti o privi di reale sostanza..e i soldi stanziati dalla regione Lazio serviranno realmente a rendere meno difficile la vita quotidiana di mamme come noi…o finiranno chissa’ dove in quei oprogetti partiti e mai finiti?
Questo e’ il mio pensiero.
Grazie comunque per la tua testimonianza.
2.
Ciao Alessia,
innanzitutto grazie per aver dedicato tempo a commentare con noi il post.
La frase “qualcosa si muove” intendeva proprio questo, se hai letto i post precedenti ma in generale, se ci si guarda intorno nel mondo del lavoro è verissimo che la situazione non è per nulla incoraggiante.
Ho fondato l’associazione Working Mothers Italy insieme a Manuela con il suo social network proprio per questo!
Per AGIRE.
Per aggregare tante mamme che si confrontino sulle proprie situazioni, creino un network professionale e riescano ad incontrare nella realtà quei responsabili del personale o head hunter che normalmente non rispondono agli invii di CV o non le convocano per un colloquio.
Ma non solo questo, non voglio fare lo spot a quello che faccio tutti giorni senza profitto.
Pero’ :
- se non ci facciamo sentire in modo strutturato;
- se non facciamo il tifo per tutte noi, anche sostenendo progetti come quello citato sperando che rilanci un discorso molto importante come la flessibilità allo stesso tempo rivolgendosi anche a mamme qualificate;
- se non crediamo più a nulla…come anche progetti di flexicurity da lanciare e dei quali usufruire sulla scia di finanziamenti regionali…
Abbiamo perso.
Personalmente voglio che la situazione cambi per me e per le nostre figlie, quindi agisco, reagisco e credo, nelle donne in gamba che possono e potranno cambiare le cose.
Maria
3.
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