
C’è questa convinzione: i neonati non devono mangiare di notte.
Sebbene sia stato ampiamente dimostrato che per i neonati allattati al seno le poppate notturne sono di fondamentale importanza, spesso la salute mentale della mamma – costretta a svegliarsi a comando e a riaddormentarsi in data e luogo imprecisati – ha la meglio.
Io ho allattato solo la mia seconda figlia ma l’ho fatto per una durata che credo abbia ampiamente supplito al primo allattamento mancato: 14 mesi. Quasi fino alla preadolescenza, insomma.
14 mesi di allattamento a richiesta, di non-sonno, di occhiaie ma soprattutto di notti passate in modalità self service. 14 mesi in cui avrei barattato il mio lobo destro (quello a cui tengo di più perché ospita tre orecchini in contemporanea) con una notte intera di sonno. 14 mesi in cui, Morfeo m’ha levato il saluto a favore dell’imprinting.
Quando ho cominciato a dare i primi segni di squilibrio mentale e a valutare seriamente l’idea di chiamare un anestesista, possibilmente bravo e senza troppi scrupoli, ho deciso che poteva anche bastare. L’Imprinting c’era, il legame c’era, la somiglianza della pupa con l’omino Michelin c’era, ergo avremmo potuto sopprimere del tutto le poppate notturne.
Il distacco è stato difficile e abbastanza duro, nonostante tutto però, il supplizio è durato solo due giorni e due notti. Standing ovation!
I “potrò” si sprecavano. Ero elettrizzata. Avrei potuto dormire di nuovo e poi avrei potuto telefonare a Giorgio Mastrota per dirgli “Si, c’hai ragione! Su quei materassi si dorme una favola!!”. Tutti mi galvanizzavano “Eh, vedrai adesso che dormite” “Ah, finalmente molta più autonomia!!”.
Si, in effetti avevano ragione. Molta più autonomia. Se prima bastava abbassare una spallina e “porgere l’altra tetta”, ora invece, mi stacco da lei e mi teletrasporto in cucina e preparare il biberon. Tutte le notti. Due volte a notte. Fortunatamente, da un bel po’ di tempo se ne occupa IlMaritoIdeale (cero già acceso a una quantità indefinita di santi).
Però, adesso, com’è che nessuno incita più nessuno? Anzi c’è chi, addirittura ha esordito con “Non preoccuparti. A tre anni smetterà”. Ah ok. Deve passare solo un altro anno, chissà io che mi credevo.
I sostenitori del movimento “la notte è fatta per dormire”, invece, mi imbruttiscono quando sentono la storia delle poppate notturne. Io tralascio pure alcuni dettagli per paura di essere insultata invece che guardata male.
Ho letto libri di scuole di pensiero opposte per darmi più alternative e aumentare le probabilità di successo ma niente! Lei, quella bambina, quella che mi avevano prospettato come un trottolino amoroso du du du da da da continua a svegliarsi (e svegliarmi) tutte le notti ordinando “Il latte!!!!”.
Probabilmente, al solito come insegna il buon senso, la verità credo stia nel mezzo.
Una volta assodato questo, il problema è: il “mezzo” dove sta, e soprattutto, come si raggiunge? C’è una linea della metro o una tratta ferroviaria?
Che esperienze avete con le poppate notturne?
Parliamone.
Bismama