Tutti i contenuti della categoria ‘ecologia’

elisainfiera.JPGAnche quest’anno è terminata la fiera e, tra chi vi ha partecipato, per giorni rimane, assieme alla stanchezza, la voglia di cambiare e la sensazione che qualcosa sta effettivamente cambiando.

Ogni anno i visitatori sono sempre di più e ci si ritrova davanti tantissime persone di diverse età, varie estrazioni sociali, famiglie con bimbi al seguito o gruppi di amiche alla ricerca di chissà cosa, tutti con l’obiettivo di cercare, per quanto possibile, di rendere più ecologica la propria vita.

Anche quest’anno la fiera era disposta su due piani: quello inferiore ospitava tanti produttori alimentari, dai formaggi alle birre artigianali; dalla frutta della bioexpress alle arance siciliane; dalla pasta dell’azienda agricola Iris allo stand dell’intergas che insegnava come fare il pane in casa.

Inoltre c’era piazza Kuminda, dove si sono tenuti molti dibattiti sul diritto al cibo e molte altre aree in cui era possibile scambiare opinioni e assaggiare i prodotti.

Al piano superiore invece, c’erano diverse sezioni tematiche: quella dedicata ai bambini “Monelli Ribelli” in cui si poteva trovare uno spazio nursery, allestito da Mammarsupio, uno spazio gioco gestito dalla cooperativa Koinè e una falegnameria a misura di bambino in cui si potevano sperimentare tutti i vari attrezzi.

Erano presenti inoltre diversi stand che vendevano pannolini lavabili e, grazie al gruppo NonSoloCiripà, si potevano avere informazioni imparziali di vario tipo sul mondo dei lavabili.

La sezione dedicata all’editoria, quella dedicata all’energia sostenibile, l’economia carceraria e, la vera novità di quest’anno, la sezione “Critical Fashion” interamente dedicata alla moda.

Di opportunità ce ne sono state davvero tante, l’ideale sarebbe stato avere tutto il week-end libero per girare con calma e vedere ogni espositore ma…io ho fatto il possibile e se avrete pazienza vedremo di affrontare con calma tutti gli argomenti  ;)

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creatività e bambiniQuando parlo con altre mamme di giochi fatti in casa, e di piccoli progetti creativi da fare con i bambini, la prima obiezione è sempre questa: “secondo me ti costa di più tutto il materiale che andare a comprare dei giochi già belli pronti“!

In apparenza è così ma in realtà quello che succede è una cosa molto diversa: noi “creiamo” in base a quello che ci ritroviamo in casa!
E per questo sto diventando un’esperta a conservare perchè ogni volta che sto buttando via qualcosa mi chiedo se potrà mai essere utile a qualche gioco!
Il messaggio che infatti mi piacerebbe passare al mio bambino (e al marito che ancora non capisce perchè abbiamo il ripostiglio pieno di cartoncini) è che piuttosto che buttare è meglio riutilizzare!

Diciamo che nel tempo ho fatto l’occhio e ci sono cose che ormai so di non dover buttare perché indispensabili!

Quindi cosa conservare nell’ottica del riciclaggio creativo?

Prima di tutto i giornali: intanto perchè sono essenziali per coprire mobili o pavimenti durante i lavoretti! E poi naturalmente possono essere usati per fare la cartapesta che è una base fantastica per tanti progetti!

giocare con le foglieTutte le carte, i cartoncini, le carte da regalo di natale e compleanni, possono essere riutilizzate ed è inutile andarle a comprare apposta!
Le scatole: vista il pessimo packaging di molti tra i nostri generi alimentari, abbiamo la fortuna di avere contenitori di tutte le forme e materiali possibili! Scatole di cartone, vasetti, vaschette, oltre a mantenere la loro funzione di contenitori, magari ricolorandoli, possono diventare parte di creazioni più complesse, che so, una bella casa per le bambole!

Sempre nelle vostre case potete trovare, conservare e riutilizzare tutti i vecchi vestiti: possono trasformarsi in bamboline, pupazzi, piccoli accessori da progettare con i vostri bimbi!

E infine, ogni passeggiata all’aperto può essere una caccia al tesoro di cose da utilizzare in qualche momento di creatività: foglie e fiori da far seccare, sassi da dipingere, pigne e legnetti che si trasformeranno in animali o in decorazioni per la casa!

Spero che le mie dritte vi possano essere utili e che possiate guardare i vostri “rifiuti” con un occhio diverso!

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luca in spallaamamma.jpgMentre ero in attesa di Luca, il primogenito, ho trovato per caso in internet alcuni siti stranieri, che invitavano le mamme a portare i bambini piccoli in fascia invece che nel marsupio.

Subito incuriosita , ho cercato altre informazioni a riguardo, soprattutto perchè, oltre a capire se era davvero fattibile, volevo sapere se c’era un’effettiva differenza e cosa andava meglio per il bimbo, e per la schiena della mamma :D

Scoprii che esistevano tantissimi supporti alternativi al marsupio tradizionale, e che non erano una novità dell’era moderna anzi, avevano tradizioni quasi centenarie!

Innanzitutto è sbagliato pensare che la fascia sia una prerogativa dei paesi africani; ogni cultura ha il suo supporto, con vari nomi e varie forme, ma con la stessa filosofia di base: i bambini devono essere portati addosso!

Nei paesi orientali si chiama Mei Tai; in Messico lo chiamano Rebozo; in Alaska gli Inuit utilizzano l’Amautiq; in Africa ogni nazione ha il suo nome e viene tramandato di generazione in generazione.

In Italia è conosciuto come fascia portabebè, ma si può suddividere in fascia corta, fascia lunga e fascia ad anelli.

Il beneficio che deriva dall’utilizzo di questi supporti, riguarda sia il neonato che la mamma.

Per la mamma, il peso non grava esclusivamente sulla schiena ma viene scaricato sulle anche e ciò permette di portare più a lungo sia in termini di tempo che di peso; per il bambino, oltre ad assumere posizioni sempre fisiologiche, c’è il contatto col corpo materno (o paterno ;) ),la possibilità di sentire il battito cardiaco, l’odore famigliare…tutte cose che rassicurano il piccolo.elisa in fascia a papa.jpg

Se siete interessati alla storia del portare e ad approfondire l’argomento, io ho trovato molto bello e ben fatto il libro “Portare i Piccoli” di Esther Weber, se invece volete sapere quale supporto ho scelto…aspettate la prossima settimana ;)

 

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falacosagiusta.jpgTra una decina di giorni prende il via la settima edizione della fiera del consuno critico e degli stili di vita sostenibili: Fa’ la cosa giusta!

Se siete curiosi o state pensando di rivoluzionare la vostra vita per renderla più eco-compatibile, non potrete mancare.

Dalla prima edizione del 2004, la fiera ha avuto un aumento esponenziale di espositori e di visitatori. Io personalmente ci sono andata la prima volta nel 2006; lo spazio era decisamente piccolo, gli espositori ed i visitatori erano pochi, ma si respirava la voglia di far qualcosa di concreto per cambiare in meglio le abitudini di vita.

Ci sono tornata gli anni seguenti con marito e figli, arrivati nel frattempo, e ogni anno la fiera si arricchiva di qualche novità, fino ad arrivare all’anno scorso con 500 espositori e 50 mila visitatori!

Quest’anno le premesse non sono da meno: 14 sezioni tematiche, tra cui una interamente dedicata all’economia carceraria “Sprigioniamoci”; una sezione apposta per bambini “Monelli Ribelli”, dove l’anno scorso c’erano bellissimi laboratori gestiti dal MU.BA. e, la novità di quest’anno “Critical Fashion”, la sezione rivolta alla moda.

Grazie al progetto Scuola di Alt(r)a economia, inoltre, sarà possibile ascoltare la testimonianza dei vari comuni che, nel corso degli anni, hanno sviluppato progetti innovativi nell’ambito della sostenibilità ambientale.

Se volete sapere chi ci sarà tra gli espositori, potete consultare questo elenco; io ho già rintracciato alcuni dei produttori del nostro GAS e sicuramente andrò a conoscerli; se volete farvi un giretto per curiosare invece, venite a salutarmi, mi troverete sabato e domenica all’interno dell’area per bambini, intenta a spiegare i pannolini lavabili assieme ad altre mamme NonSoloCiripà e a legarvi un Mammarsupio addosso! :D

Qualche info tecnica:

Fa’ la cosa giusta! si terrà a fieramilanocity, viale Scarampo 14, Milano. MM1 Amendola Fiera o Lotto. Padiglioni 1 e 2, ingresso da P.ta Scarampo

Giorni e orari di apertura:

Venerdì 12 marzo: 9-21

Sabato 13 marzo: 9–23

Domenica 14 marzo: 10–19

Catalogo: 5 euro (valido per l’ingresso). Ingresso valido anche presentando una copia del libro “I mostri nel mio frigorifero”, acquistabile a 10 euro.

Allora? Chi viene?

Immagine Fa’ la cosa giusta

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spesa-solidale.jpgQualche tempo fa fui incuriosita dalla realtà dei GAS, Gruppo d’Acquisto Solidale, un po’ perchè ero stufa di fare code e code alle casse dei super e un po’ perchè avevo voglia di conoscere ciò che mangio e do da mangiare ai miei figli; mi misi alla ricerca di qualcosa nella mia zona e con grande stupore scoprii che ne avevo uno proprio dietro casa, così mi lanciai all’avventura!

Quello che trovai però mi lasciò delusa, perchè non corrispondeva per niente all’idea che mi ero fatta, per di più avevo coinvolto diverse persone e tutte ne uscirono molto dubbiose dall’incontro.

Fu così che non mi persi d’animo e inizia a cercare in internet informazioni sulla possibilità di aprire un GAS tutto mio; conobbi retegas e lì trovai le risposte a tutti i miei dubbi: non solo era possibile aprire un GAS senza costituirsi associazione ma, anzi, molti GAS erano nati proprio così definendosi GAS spontanei; era quello che cercavo!

Assieme ad un’amica decidemmo di tracciare le linee guida del nostro GAS: cercavamo prodotti bio, ma non necessariamente certificati, il più possibile a Km0 (cioè vicino alla nostra città) e che magari avessero anche un risvolto solidale…quante pretese!

Mesi di ricerche e contatti ci permisero di trovare diversi produttori che avevano le caratteristiche richieste e il 1 dicembre aprimmo ufficialmente il nostro GAS.

Inizialmente eravamo un piccolo gruppo, con al massimo una decina di famiglie, ma ora, dopo un paio di mesi d’attività sfioriamo i 40 partecipanti e ne siamo molto contente! L’organizzazione è molto “casereccia” si fa quel che si può quando si può, in genere chi riesce s’incontra una volta al mese per un aperitivo, che puntualmente si trasforma in cena, durante il quale si ha modo di conoscersi meglio e dividere la spesa; il resto è gestito molto via internet.

Nella teoria possiamo definire il G.A.S., Gruppo di Acquisto Solidale, come un gruppo di persone che decide di incontrarsi per riflettere sui propri consumi e per acquistare prodotti di uso comune, utilizzando come criterio guida il concetto di giustizia e solidarietà. (cit. retegas )

Chi aderisce al GAS lo fa essenzialmente per sviluppare un consumo etico, bypassare la grande distribuzione e mangiare sano.

Fondamentalmente è errata la concezione di aderire ad un GAS per risparmiare, ormai al supermercato si trovano prodotti a prezzi ridicoli; facendo la spesa dal produttore è impossibile trovare prezzi competitivi ma, sicuramente si risparmia in termini di tempo e salute, e poi, non andando più al super si evita la “sindrome da carrello vuoto”e quindi il risparmio è anche in denaro :)

E voi? Fate parte di un GAS? Vi piacerebbe?

Aspetto i vostri commenti!

Immagine: altroquotidiano

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