Fa’ la cosa giusta 2010: il resoconto.
Anche quest’anno è terminata la fiera e, tra chi vi ha partecipato, per giorni rimane, assieme alla stanchezza, la voglia di cambiare e la sensazione che qualcosa sta effettivamente cambiando.
Ogni anno i visitatori sono sempre di più e ci si ritrova davanti tantissime persone di diverse età, varie estrazioni sociali, famiglie con bimbi al seguito o gruppi di amiche alla ricerca di chissà cosa, tutti con l’obiettivo di cercare, per quanto possibile, di rendere più ecologica la propria vita.
Anche quest’anno la fiera era disposta su due piani: quello inferiore ospitava tanti produttori alimentari, dai formaggi alle birre artigianali; dalla frutta della bioexpress alle arance siciliane; dalla pasta dell’azienda agricola Iris allo stand dell’intergas che insegnava come fare il pane in casa.
Inoltre c’era piazza Kuminda, dove si sono tenuti molti dibattiti sul diritto al cibo e molte altre aree in cui era possibile scambiare opinioni e assaggiare i prodotti.
Al piano superiore invece, c’erano diverse sezioni tematiche: quella dedicata ai bambini “Monelli Ribelli” in cui si poteva trovare uno spazio nursery, allestito da Mammarsupio, uno spazio gioco gestito dalla cooperativa Koinè e una falegnameria a misura di bambino in cui si potevano sperimentare tutti i vari attrezzi.
Erano presenti inoltre diversi stand che vendevano pannolini lavabili e, grazie al gruppo NonSoloCiripà, si potevano avere informazioni imparziali di vario tipo sul mondo dei lavabili.
La sezione dedicata all’editoria, quella dedicata all’energia sostenibile, l’economia carceraria e, la vera novità di quest’anno, la sezione “Critical Fashion” interamente dedicata alla moda.
Di opportunità ce ne sono state davvero tante, l’ideale sarebbe stato avere tutto il week-end libero per girare con calma e vedere ogni espositore ma…io ho fatto il possibile e se avrete pazienza vedremo di affrontare con calma tutti gli argomenti



