Ritornare al lavoro dopo la maternità: asilo nido, nonni, baby sitter? Parliamone
La mia esperienza
Il 1° settembre sono tornata al lavoro dopo 14 mesi di stop per la maternità e la nascita di mio figlio Claudio. I primi giorni è stata durissima, non per mio figlio che si è adattato subito a rimanere con i nonni, ma per me. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette di essere a casa spesso e dei suoceri molto disponibili ma nonostante tutto il “cuore di mamma” è angosciato e carico di paure. Quando torno dal lavoro mio figlio accenna un sorriso e torna dai nonni così mi demoralizzo il doppio. I nonni sono bravi ma sicuramente lo stanno già viziando un pò e le bitudini sono diverse dalle mie.Certo rifarei questa scelta, lavorare mi fa bene, mi stacco dalla casa e da mio figlio, riprendo un pò di vita sociale,……però è dura!
Mi piacerebbe sentire la vostra esperienza, le vostre scelte e come avete fatto a superare il periodo di rientro al lavoro.
Ho raccolto alcune considerazioni di mamme attraverso la mia pagina facebook .
C’è chi ha pianto dopo aver lasciato il piccolo all’asilo nido, chi ha l’impressione di abbandonarlo, chi si è pentita di aver lasciato il figlio dai nonni e dai zii, perchè ha seguito regole diverse e ristabilire un equilibrio è stato molto difficile. Scelte coraggiose e impegnative, non c’è una scelta giusta e una sbagliata, l’importante è seguire il nostro cuore e capire cosa è meglio per nostro figlio e non per noi stesse.
Che ne pensate?
http://www.chiaraconsiglia.it/
L’immagine è stata tratta da :http://www.impactlab.net/



Ho appena letto un articolo in cui si diffonde la notizia di un importante gruppo italiano con marchi nel settore bimbi (
Ieri ero in vena di riflessioni serie, e tutto ciò è già alquanto strano, visto che avevo deciso di non prendere più troppo seriamente la vita. I soliti discorsi da genitori: cosa succederà, come crescerà nostra figlia, se la caverà nel mondo, sfuggirà ai pericoli?
Con lo studio sono state seguite 100 mamme alla loro prima gravidanza per valutare il loro livello di attenzione alla perfezione ed i segnali collegati alla depressione.
L’equilibrio tra la vita personale e quella professionale, la conciliabilità tra famiglia e lavoro, questo è il tema e l’obiettivo degli incontri promossi dal gruppo
Lo studio si basa sull’analisi di 3.500 coppie sposate inglesi dopo la nascita del primo figlio.
Le donne che nel nostro paese rimandano il progetto di un figlio oltre la soglia dei 40 anni sono sempre più numerose, basti pensare a Monica Bellucci che all’età di 45 anni ha dato alla luce la sua seconda bimba, Leonie.

Per questo è nata la
Vi segnalo due manifestazioni ed eventi dedicate alle donne e mamme sui temi del lavoro, imprenditoria e conciliazione lavoro-famiglia alle quali 
E’ partita l’edizione 2010 del Premio ITWIIN per donne italiane eccezionalmente creative, in tutti i settori e per tutte le professioni, per il riconoscimento dei successi professionali negli ambiti della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
Emerge infatti che se il partner lavora più di 50 ore a settimana la compagna è spesso costretta a lasciare il lavoro accentuando ancora di più le disparità professionali tra uomini e donne con la spinta del genere femminile verso compiti casalinghi.
Lara Zambaiti, responsabile dell’ufficio ricerca e sviluppo del Cotonificio Zambaiti (Gruppo Zambaiti, uno dei maggiori gruppi industriali italiani che operano nel settore tessile e biancheria per la casa) traccia un profilo interessante sulle donne impegnate sul fronte lavorativo e familiare, offrendo spunti sulla realtà delle donne di oggi e la loro affermazione nel mondo del lavoro. Impegno, volontà e forza per rivendicare senza stereotipi la propria posizione.