Ce l’hai fatta.
Dopo solo ventitremila saltelli, diciotto melodie intonate a cappella, sette crampi all’avambraccio e innumerevoli porconamenti, si è addormentato. Gaudio et giubilo.
Ora, il prossimo step è poggiarlo nella culletta/carrozzina/lettino.
Qui c’è bisogno di una massiccia dose di autocontrollo: occorre andare in apnea, eseguire i giusti movimenti (come se faceste yoga), non sbattere né provocare alcun rumore, essere leggiadre come una piuma.
Avete seguito tutte le istruzioni passo passo? Ok.
Non vi serviranno a niente. Lui, l’infingardo, si sveglierà appena lo mettete giù; comincerà a mugolare, poi a piangere e infine urlerà in modalità “Telefono Azzurro”. Voi, per abbassamento della soglia di sopportazione del rumore più che per istinto materno, cercherete di calmarlo. Seguiranno saltelli, canzoni, crampi e porconamenti.
Ecco. In questo circolo vizioso ci ho vissuto un bel po’ di settimane. Quando però il mio sistema nervoso ha convocato un’ assemblea straordinaria con gli ultimi neuroni rimasti vigili ho capito che l’alternativa c’era: la fascia portabebé!
Ho avuto difficoltà a trovarla e a capire come si usasse, visto che l’unico libretto di istruzioni di cui era dotata era scritto in tedesco. Ma, una volta capito il meccanismo e fatta qualche prova tecnica con un Cicciobello, le mie giornate hanno assunto una piega totalmente diversa.
Avevo le mani libere e potevo lavorare al pc o cucinare senza tener sempre in braccio la nana con conseguente perdita di sensibilità a braccio e dita. Spesso la allattavo anche in fascia. La cosa più divertente, erano i commenti delle persone in strada che pensavano avessi il bottino di una qualche rapina e invece era solo la nana che, portata a spasso, si faceva delle grosse dormite.
Ora, la cultura delle fasce portabebé e del “portare” in genere, comincia a diffondersi ma se ne parla ancora troppo poco. È proprio con l’intento di diffondere tra le mamme questo nuovo modo di gestione dei neonati che nasce Mammarsupio.
Mammarsupio viene fuori da un piccolo gruppo di mamme con le più disparate professionalità ma con una cosa in comune: la passione per la fascia lunga. Questa passione è giustificata da tutti i benefici – ormai largamente dimostrati – che comporta il “portare” in fascia; inoltre, secondo questo gruppo di mamme, è il modo migliore per “stare” con i bimbi piccolissimi e per “portare” quelli più grandi. Un unico oggetto che risolve i problemi di trasporto dalla nascita fino ai due anni e mezzo.
Nelle grandi città dove per spostarsi occorre prendere i mezzi, la fascia rimane, effettivamente, una delle poche alternative per una passeggiata tranquilla. Tra l’altro il bambino non è ad altezza “tubo di scappamento” come nel passeggino ma più in alto e, quindi, respira meno smog.
Tenere i neonati in fascia, insomma sembra effettivamente LA soluzione, soprattutto per i più irrequieti e quelli che chiedono costantemente il contatto fisico. Io l’ho testato sulla mia pelle, per me è stata la soluzione che ha segnato la svolta: in effetti la fascia permetteva alla bimba di stare tranquilla, di dormire, e a me, di condurre una vita quasi normale con una certa libertà di movimento.
I neonati tenuti in fascia ritrovano un ambiente simile al ventre materno,
caldo, contenuto, con rumori e odori simili e per questo sono più rilassati, dormono di più e tendono a soffrire meno di coliche gassose. Una ricerca scientifica diretta da A. Hunziker e R.Barr, pubblicata su Pediatrics 1986, 77, infatti, ha provato che i neonati portati nella fascia piangono il 43% in meno dei loro coetanei durante il giorno e il 51% in meno durante le ore serali!!
Insomma, mamme che non avete ancora una fascia, siete ancora lì?
Nello shop on line di Mammarsupio potete trovarne tantissime. Sono colorate e a fantasia e vien voglia di comprare tante!!
Cosa ne pensate allora della fascia portabebé? Vi va di raccontarmelo?
Bismama