Donna Moderna

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Portare con la fascia 2

Si parla di: bio e ecologico

mei-taiRieccomi! Dunque, vi avevo anticipato qualche tempo fa dei supporti , diversi dal classico marsupio, per portare i bambini. Io, tra i tanti, ho optato per la fascia lunga.

All’inizio l’unica fascia che trovai reperibile fu una ,Bebina con relativo dvd d’istruzioni in tedesco;, fortunatamente è bastato seguire le immagini per capirci qualcosa.

Personalmente ho trovato la fascia Bebina molto carina, ma abbastanza rigida, cosa che non mi ha permesso di portare Luca in posizione “bozzolo”. Con Elisa invece, ho conosciuto Raffaella e il loro progetto, che ha portato alla creazione del Mammarsupio, e ho avuto la fortuna di portare Elisa dall’età di 2 giorni, per poi farla uscire indenne a 11 mesi, nel momento in cui ha iniziato a camminare.

Se per Luca ho usato la fascia in situazioni particolari, tipo camminate in montagna, gite in luoghi affollati o negli spostamenti coi mezzi pubblici, con Elisa la fascia ha sostituito in toto la carrozzina, che non abbiamo nemmeno tolto dall’imballo.

Per entrambi la posizione prediletta è stata quella pancia a pancia, ma ora vengono portati volentieri sulla schiena e, di solito, si fanno delle lunghe dormite.

Nelle ultime settimane però, complice sempre la fiera Fa’ la cosa giusta , abbiamo sperimentato e acquistato il mei-tai; non è certo come la fascia lunga, ma il marito lo preferisce.

E voi? Avete esperienze con altri supporti? Mi piacerebbe sapere le vostre opinioni.

 

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Portare i bimbi con la fascia

Si parla di: bio e ecologico

luca in spallaamamma.jpgMentre ero in attesa di Luca, il primogenito, ho trovato per caso in internet alcuni siti stranieri, che invitavano le mamme a portare i bambini piccoli in fascia invece che nel marsupio.

Subito incuriosita , ho cercato altre informazioni a riguardo, soprattutto perchè, oltre a capire se era davvero fattibile, volevo sapere se c’era un’effettiva differenza e cosa andava meglio per il bimbo, e per la schiena della mamma :D

Scoprii che esistevano tantissimi supporti alternativi al marsupio tradizionale, e che non erano una novità dell’era moderna anzi, avevano tradizioni quasi centenarie!

Innanzitutto è sbagliato pensare che la fascia sia una prerogativa dei paesi africani; ogni cultura ha il suo supporto, con vari nomi e varie forme, ma con la stessa filosofia di base: i bambini devono essere portati addosso!

Nei paesi orientali si chiama Mei Tai; in Messico lo chiamano Rebozo; in Alaska gli Inuit utilizzano l’Amautiq; in Africa ogni nazione ha il suo nome e viene tramandato di generazione in generazione.

In Italia è conosciuto come fascia portabebè, ma si può suddividere in fascia corta, fascia lunga e fascia ad anelli.

Il beneficio che deriva dall’utilizzo di questi supporti, riguarda sia il neonato che la mamma.

Per la mamma, il peso non grava esclusivamente sulla schiena ma viene scaricato sulle anche e ciò permette di portare più a lungo sia in termini di tempo che di peso; per il bambino, oltre ad assumere posizioni sempre fisiologiche, c’è il contatto col corpo materno (o paterno ;) ),la possibilità di sentire il battito cardiaco, l’odore famigliare…tutte cose che rassicurano il piccolo.elisa in fascia a papa.jpg

Se siete interessati alla storia del portare e ad approfondire l’argomento, io ho trovato molto bello e ben fatto il libro “Portare i Piccoli” di Esther Weber, se invece volete sapere quale supporto ho scelto…aspettate la prossima settimana ;)

 

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