Gender Pay Gap: come misurare il divario di retribuzione tra uomini e donne?
Qualche giorno fa ho avuto una grande soddisfazione per la nostra associazione, infatti siamo state inserite tra i referenti italiani dalla Commissione Europea per l’Occupazione, gli Affari Sociali e le Pari Opportunità nell’ambito della campagna di informazione Gender Pay Gap sul divario di retribuzione tra uomini e donne in Europa.
Ero felicissima ma poi mi sono chiesta, come referenti per l’informazione: le persone sanno dell’esistenza di questa indagine, in cosa consiste, oppure le donne “sanno solo” quello che sperimentano ogni giorno nella loro vita quotidiana? Ovvero che se sono brave e preparate il minimo che possa succedere è che vengano pagate meno dei loro colleghi maschietti nel team.
Sorvolando su temi importantissimi sui quali ci si dovrebbe ispirare e fondare come l’uguaglianza, la parità e la democrazia in un paese, ma anche semplicemente in un sistema educativo e sociale….arriviamo al tema.
Il termine Gender Pay Gap ormai è chiaro, significa differenziale retributivo di genere ovvero tra uomini e donne. Nella primavera 2009 l’Unione Europea si è fatta carico del problema con una campagna informativa per sottolineare il divario esistente lungo tutto l’arco della vita, e non da ultimo per i riflessi ciò avrà sulle pensioni future delle donne. Ma come si calcola?
Senza perderci in meandri metodologici (da brava “statistica” mi piacerebbe ma non vi ammorberò..) è calcolato come differenza tra il salario medio orario di uomini e donne calcolata in percentuale rispetto al salario orario maschile.
Una parte del differenziale può essere ricondotta a differenze nelle caratteristiche degli individui e del posto di lavoro (età, istruzione, formazione sul lavoro, settore, tipo di occupazione).
Un’altra parte può venir spiegata dal diverso modo in cui le stesse caratteristiche sono retribuite.
I risultati di questo indicatore ci dicono che se la composizione della forza lavoro tra i sessi rispetto alle caratteristiche personali ed occupazionali fosse identica, rimarrebbe comunque un considerevole divario tra le retribuzioni di uomini e donne.
Depurando una serie di fattori che in Italia sono essenziali, si arriva a sostenere che in questo paese le donne percepiscono tra il 50 e il 70% di ciò che guadagnano annualmente gli uomini.
Voi mi direte: bella scoperta! E cosa cambia?
Dimostrare scientificamente e diffondere informazione su quello che sperimentiamo tutti i giorni nella realtà serve sempre, a smentire chi dice che non sia così e a portare a tutti i livelli la nostra …. (cerco di essere elegante)… rabbia.
Maria Cimarelli
Illustrazione dal sito EU


