Antichi riti propiziatori, credenze e superstizioni di Capodanno
di Miti', pubblicato il 27 Dicembre 2008In Italia esistono miriadi di rituali propiziatori da svolgersi nella notte di San Silvestro.
Innanzitutto, raccomandano in Sicilia, la sera del 31 dicembre nessun lavoro manuale iniziato dovrebbe rimanere in sospeso perché si rischia di non terminarlo o di concluderlo malamente; se proprio dovesse accadere, durante i rintocchi della mezzanotte bisognerà declamare questo scongiuro: ‘U Patri, ‘u Figghiu, ‘u Spiritu Santi / eterna Trinitati di cumannu / chistu travagghiu l’hè stintatu tantu! /ora ‘na sula grazia v’addimannu / Vui lu tuccati e lu faciti santu!Sistemata così la coscienza lavorativa, è bene occuparsi dei riti scaramantici che garantiranno un anno perfetto; si sa che il fuoco è simbolo della luce del sole portatrice di energia e salute.Per questo nella notte di San Silvestros’accendono fuochi: in Friuli i ragazzi saltano sui falò, purificatorio rito pagano di origine celtica, propiziatore di virilità e fecondità.
A San Martino di Castrozza una lunga fiaccolata si snoda dal colle delle Strine sino ai prati di Tonadico, dove verrà bruciato un enorme fantoccio di legno e stracci e con lui, simbolicamente, verranno cancellati tutti i guai e le tristezze del vecchio anno.
Importante è anchequello che si mangia quella notte; innanzi tutto, mai come quest’anno occorrerà mangiare molte lenticchie perché portan soldi: persino il serissimo Emmanuel Kant la sera del 31 dicembre si cibava esclusivamente dei legumi tanto amati da Esaù.
InVal d’Aosta e nelle Marche mentre scocca la Mezzanotte è di buon augurio inghiottire (possibilmente masticandoli per non strozzarsi, ché non sarebbe il modo migliore per iniziare l’anno) 12 acini d’uva nera, mentre in Romagna va bene l’uva di qualunque colore (magnìla cla porta quatrèn!) o altra frutta che si sgrana, come il melograno. In Abruzzo a cena non debbono mancare 7 minestre di 7 legumi diversi, anche loro portatrici di ricchezza.
Altro elemento fondamentale del cenone dovrà essere la frutta secca, simbolo di prosperità: se in Francia la tradizione ne esige 13 tipi diversi, da noi ne bastano 7: noci, nocciole, arachidi, zibibbo, mandorle, fichi, datteri.
Indispensabile ovunque il cin cin con lo spumante o del vino frizzante che, stappato a mezzanotte esatta, facciail botto: questo rumore, come quello di petardi e similari (che io personalmente aborro), dicono che serva a scacciare il malocchio.
Per saperecosa il nuovo anno porterà in famiglia, in alcune zone della Calabria v’era la bizzarra usanza di far cadere una grossa pietra sul pavimento della cucina: se non procurava alcun danno, era buon auspicio. Se scheggiava le mattonelle, prediceva accadimenti sfortunati (ad esempio il costo del muratore).
Usanza tipicamentelaziale sino a qualche anno fa, era quella di lanciare fuori dalla finestra tre grossi vasi di coccio pieni dell’acqua che era servita in precedenza a lavare pavimenti, insieme a oggetti e panni sporchi e rotti di tutto l’alloggio: gettandola via si gettavano fuori casa tutte le magagne e le tristezze dell’anno passato.
Ma in tutto il centro sud italiano vigeva (vige ancora?) la pericolosa e stupidotta tradizione di disfarsi, defenestrandoli, degli oggetti vecchi e inutili: gesto simbolico che dovrebbe significare lo sbattere fuori tutti i brutti ricordi.
Per fare previsioni meteorologiche, i contadini dellaSardegna posavano 12 chicchi di grano uno per mese - su un mattone rovente: quelli che bruciavano segnavano bel tempo, quelli che saltavano via indicavano pioggia e vento.
E persino riguardol’amore si potevano, e possono, fare previsioni: nel Lazio le nubili infilavano in 3 aghi 3 fili diversi: bianco (amore felice), nero (amore infelice) rosso (zitellaggio) - poi ne sceglievano uno a occhi chiusi.
A Codroipo lanciavano una pantofola verso la porta di casa: se cadeva con la punta rivolta all’esterno, nozze in vista.
In Puglia invece mettevano 2 chicchi di grano in un bicchier d’acqua: se restavano uniti, matrimonio entro l’anno, sennò ciccia.
Infine, far molta attenzione a cosa si farà il 1° gennaio.
Nel Bergamasco non si debbono prestare oggetti di nessun tipo, in Calabria non chiedere soldi in prestito, nelleMarche non acquistare né pagare niente, in Liguria non litigare, in Emilia-Romagna bisogna iniziare un lavoro proficuo, in Campania fare l’amore …Tutto questo perché, si sa, ciò che si fa il primo dell’anno si fa tutto l’anno.
©Mitì Vigliero
Tags: , 2009, amore, anno nuovo, fortuna, futuro, previsioni, Primo dell'Anno, ricchezza


Grandi i Campani! ;o)
interessante, si quello che scrivi sulla sicilia è vero buona giornata
sereno 2009
[…] PS. Per ripassarvi un po’ di credenze e riti propiziatori per stanotte, c’è tutto sull’altra PlacidaCasa. […]