Perché è bello non andare in vacanza
Pubblicato da Miti' il 4 Agosto 2008Tags: autoconsolazione, città, disagni, malattie, stress, vacanze
Quest’estate pare che il 75% degli italiani abbia dichiarato di non andare in ferie per motivi vari; lavoro, famiglia, soldi.
Comunque sia, è una buona scelta: chi l’ha detto che uno, d’estate, debba andarsene per forza in vacanza?
Sta scritto da qualche parte? E’ un obbligo sociale?
Durante le ferie non ci si distrae mai veramente: se uno ha grane in ufficio, se le porta mentalmente dietro anche al club Mediterranée, così resta sempre coi musi o ancorato al cellulare per tentare di risolverle da lontano.
Inoltre in vacanza esplodono più facilmente le crisi di coppia a causa di gelosie o semplicemente perché uno voleva andare al mare e l’altro sui monti; indubbiamente in una città deserta vi sono meno tentazioni e di certo è molto meglio litigare liberamente nel proprio salotto o eliminare i dilemmi locativi semplicemente standosene fermi.
E si vabbé in città restano pochi negozi aperti; ma esistono i supermercati, basta fare scorta come gli abitanti della Florida in attesa degli uragani.
Nei luoghi di villeggiatura invece i negozi di alimentari sono strapieni e perché uno magari appena tornato sudato, sporco, stravolto dalla spiaggia o da scampagnate sui bricchi sognando una doccia, deve farsi una coda di due ore solo per comprare 3 etti di pane? Eh?
Per una donna poi andare in vacanza nella “seconda casa” vuol dire non riposarsi affatto perché deve cucinare, lavare, stirare, pulire esattamente come fa in città, anzi: di solito le seconde case sono meno organizzate della prima, non c’è la lavapiatti, la scopa elettrica latita…
Sì certo negli alberghi si sta più comodi, però è anche facile non trovarsi a proprio agio (stanze rumorose, troppo calde, armadi minuscoli) o sopportare convivenze semi obbligate con persone antipatiche o rompiballe.
Inoltrele ferie sono dannose alla salute.
Tutti i dietologi vi parleranno per ore dell’alimentazione errata e squilibrata cui tutti i vacanzieri si sottopongono, tornando a casa più grassi e con il pancino in disordine.
Anche starsene troppo al sole fa male; favorisce i melanomi, ci si scotta, ci si spela, la pelle s’inaridisce, vengono le rughe; guardatele bene le facce di certi sempre abbronzati ultraquarantenni: sembrano di cuoio come quella di un vecchio apache.
Se i costumi da bagno in nylon uniti al sudore, all’acqua di mare e alla sabbia provocano eczemi da contatto, vivere immersi nella natura fra prati e erbe cagiona spessissimo nei metropolitani abituati al cemento congiuntiviti e allergie respiratorie; sorvolo su altre malattie “del gatto” determinate dall’iperattività sessuale favorita dall’incosciente - in ogni senso - clima vacanziero.
E gli animali pericolosi? In mare ci sono le meduse, nella sabbia le tracine, tra le rocce le vipere, ovunque gli insetti: chi se ne va in ferie su favolose spiagge del centro-sud America, ad esempio, è quasi certo che si becchi la nigrans, una larva schifosa che entra nella pelle e vi cammina lasciando una lunga scia rossa…Ma anche gli insetti nostrani non scherzano e si sa che essere morsicati da una zanzara a Milano urta psicologicamente meno che esserlo da una rapallina.
Infine non è mica vero che in vacanza ci si rilassa e riposa, anzi; la smania del divertimento a tutti i costi costringe a spostamenti massacranti e orari incredibili per vedere tutto o sfruttare ogni luogo ludico a disposizione, col risultato che uno torna in città a lavorare più stanco e nevrotico di prima.
E ora impariamo a memoria questo post, cercando di autoconvincerci che quelle code chilometriche d’auto che intasano le autostrade in questi giorni sono solo ologrammi, mentre noi facciamo benissimo a passare le ferie in città.
Sigh.

